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Sport e istruzione: Filippo Fossati, presidente Uisp, scrive alla ministro Gelmini

L’istruzione pubblica italiana, la ricerca e l’Università rischiano di non riprendersi più: la ministro Gelmini e il governo proseguono nel loro disegno. "Avanza l’idea della privatizzazione, con particolare accanimento nei confronti dell’Università – dice Antonio Borgogni, responsabile nazionale Uisp Università e ricerca - All’interno di questa idea, per di più, la cultura motoria e sportiva sono sempre più cenerentole. Parte della riforma punta a valorizzare meriti secondo sistemi e procedure poco chiare e apparentemente condivisibili soltanto negli enunciati portanti. Con grande ritardo, sono stati appena resi noti gli esiti dei PRIN, progetti di ricerca 2008, sottoposti a bando, ma presentati nel 2009. E’ ipotizzabile che prima delle consultazioni regionali, o in altro momento opportuno, il ministro presenterà i nuovi PRIN... con quasi due anni di ritardo. Nel frattempo i fondi di ricerca per il corrente anno accademico non si vedo no. Per quanto riguarda le scienze motorie, sulla base dei pareri espressi dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN), verrebbero soppressi proprio i settori caratterizzanti le scienze sportive e motorie".

Per questi motivi il presidente nazionale Uisp, Filippo Fossati, si è rivolto con una lettera inviata il 28 gennaio alla ministro Gelmini, con la quale esprime forte preoccupazione nei confronti del parere espresso dal CUN in data 4 novembre 2009 e dichiara fin da ora la propria contrarietà ad un eventuale provvedimento di cancellazione dei settori scientifico-disciplinari "Metodi e Didattiche delle Attività Motorie" e "Metodi e Didattiche delle Attività Sportive". "L'Uisp annovera, tra i propri tecnici-educatori, migliaia di laureati in Scienze Motorie e, tra i formatori, numerosi docenti universitari dei settori suddetti. L’eventuale cancellazione comporterebbe un danno gravissimo nella formazione degli studenti futuri che si ritroverebbero docenti senza le competenze scientifiche e didattiche specifiche".

"Proprio nell’ultimo decennio – prosegue la lettera di Fossati - l’importanza dell’attività motoria e sportiva ha avuto, a livello internazionale, ampio riconoscimento da parte dell’ONU e della Commissione Europea. Molti organismi internazionali stanno già preparandosi per il lancio del Programma europeo sullo sport previsto nel 2012. Sottolineiamo come ne risulterebbe ancor più gravemente penalizzato il settore che maggiormente si rivolge agli aspetti educativi del movimento, meno strutturalmente in grado di captare risorse esterne al mondo accademico".
"La cancellazione – conclude Fossati - recherebbe un colpo mortale a quella cultura motoria dello sport di cittadinanza che la nostra associazione promuove e che è chiaramente promossa e auspicata dai documenti europei".