Nazionale

Uisp e strategia Age: l'occhio trasversale dello sport

Tendenze demografiche e invecchiamento attivo della popolazione: lo sviluppo passa per la Silver economy. Parlano Salvatore Farina e Marco Celi

 

Sempre di più la stampa e l'opinione pubblica si stanno interessando ai cambiamenti demografici, in Italia e in Europa: l’invecchiamento della popolazione pone nuovi interrogativi a istituzioni pubbliche e politica. Ed affiora la necessità di modificare gli stili di vita delle persone, in tutte le età della vita, per affermare benessere e socialità per l'età matura ed anziana. L'Uisp ha esperienze e competenze che affondano le proprie radici in decenni di attività e formazione degli operatori per persone over 50. Proprio così, perchè nella prima parte dell'incontro nazionale del progetto Age, promosso e coordinato da Uisp, che nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 maggio ha riunito a Roma i rappresentanti dei 28 Comitati Uisp, tra regionali e territoriali, è emerso che l’Europa ci dice che si acquisisce il titolo di Silver a 50 anni. Perché quello che saremo a 80 anni lo decidiamo quando ne abbiamo cinquanta. E’ quello il momento nel quale va progettato un futuro di invecchiamento attivo. Anche per questo l’Uisp è chiamata ad immaginare il futuro, in termini di strategie associative e offerte di attività e di formazione. L’incontro nazionale è stato realizzato nell’ambito dell’azione progettuale Age Academy, dal titolo “Sport come infrastruttura sociale ed economica a supporto della Silver Economy”

L'asticella si alza e l'Uisp mette in campo la strategia Age per costruire dei piani territoriali e regionali  e per proporre azioni copromosse alle istituzioni. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto a Marco Celi, collaboratore Uisp ed esperto in processi di innovazione e sviluppo e a Salvatore Farina, responsabile delle Politiche per la progettazione nazionale Uisp e responsabile del progetto Age.

Marco Celi ha spiegato che in Italia lo sport non viene inserito all'interno di politiche pubbliche, a differenza di quanto avviene in buona parte del resto d'Europa. "Non c'è ancora una vera e propria strategia per lo sport in tutte le età della vita - ha detto Celi - Per questo l'Uisp può svolgere una doppia azione: spingere sugli amministratori pubblici per chiedere politiche pubbliche per lo sport e maggiore attenzione per le sue potenzialità. E rendere loro evidente che lo sport può rappresentare una dinamica socio/economica complessiva capace di muovere emozioni, interessi culturali e turistici, economici e incidere sugli stili di vita quotidiani".

"Il primo strumento della Age Strategy per un Comitato Uisp è quello di coinvolgere i vari attori sul territorio - ha proseguito Celi - lo sport è una strategia trasversale che va inserita all'interno delle strategie comunali dei Piuss-Piani Integrati Urbani di Sviluppo Sostenibile. Le tendenze demografiche ci descrivono un fenomeno, quello di un invecchiamento della popolazione, che occorre saper trasformare in ottica di sviluppo, di incentivi e gratificazioni all'interno del concetto di 'Age management'. Anche in riferiemnto al mondo del lavoro. Ci sono azioni attraverso le quali i Comitati Uisp possono dimostrarsi in grado di rispondere ai cambiamenti ed essere agenti di resilienza. E proiettare questa loro capacità nei confronti degli amministratori territoriali, perchè attraverso lo sport si possono creare nuovi terreni di sviluppo e nuove visioni. I Comitati Uisp devono sapersi sempre di più affermare come soggetti che si qualificano per un insieme di competenze ed esperienze, che puntano alle relazioni e alla coesione sociale attraverso lo sport, oltre lo sport".

Abbiamo poi chiesto a Salvatore Farina, responsabile delle Politiche per la progettazione nazionale Uisp e responsabile del progetto Age, di trarre un primo bilancio dell'incontro nazionale di Roma del 15 e 16 maggio.

"Rimane una grande attenzione e partecipazione dei territori, una voglia di mettersi in gioco su un tema, quello della silver economy, che non stanno trattando in molti - risponde Farina - Siamo un'avanguardia ed abbiamo avuto la fortuna di saper raccogliere intorno a questa nostra idea che ci hanno indicato tendenze e traiettorie molto utili. Ad esempio gli indicatori che ci sono stati forniti nel corso del primo panel a cura dei ricercatori Istat devono farci riflettere, anche per cambiare paradigma di riferimento per quello che sarà la popolazione del futuro".

"Dire ad esempio che a 50 anni bisogna pensare al futuro e attrezzarsi di conseguenza significa proporre un orizzonte di buon invecchiamento attivo. Questo ci fa riflettere su quello che dobbiamo fare sul campo, come dobbiamo formare gli operatori che sono chiamati a svolgere un ruolo anche di animatori, molto complesso e articolato. Per noi quella del cosiddetto inverno demografico è una sfida molto importante e ambiziosa. Dobbiamo occuparci dei bambini nei Centri estivi e allo stesso tempo riflettere su convivenze sportive intergenerazionali, che permettano alle persone di stare assieme tra generazioni diverse".

"I nostri piani devono sostenere i cambiamenti sociali e demografici, migliorando le condizioni di vita delle persone. Lo sport è un'importante attività ludica e ricreativa, ma allo stesso tempo una leva per migliorare l'ambiente e le città nelle quali viviamo. Per questo è un punto d'osservazione trasversale che incrocia equilibri urbanistici, consumi culturali, attività turistiche. Questa è la nostra ambizione e il nostro obiettivo". (a cura di I.M. e F.C.)