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Rugby Uisp: si torna in campo per i Campionati nazionali

Rugby Uisp: si torna in campo per i Campionati nazionali

Domenica 15 ottobre comincia il 14° Campionato con 22 squadre in gioco, all'insegna dell'inclusione e dell'amore per lo sport. Parla Giorgio Boin

 

I riscaldamenti sono già iniziati: domenica 15 ottobre tornano in campo le squadre che partecipano al Campionato nazionale Uisp di rugby. Quest’anno saranno 22, provenienti da sei Regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino. “Il 15 ottobre i nostri atleti scenderanno tutti in campo - racconta Giorgio Boin, responsabile nazionale Rugby Uisp all'interno del Settore di Attività Giochi Uisp - abbiamo organizzato quattro gironi all’italiana con andata e ritorno, che durante la regolar season giocheranno in media ogni due settimane. Poi, da aprile, in base alle classifiche inizieranno i play off, per accedere alle finali che si giocheranno il 1° giugno. Quella sarà una giornata di rugby declinata più sul tema della festa che dell’agonismo, scenderanno in campo tutte le partecipanti ai play off e giocheremo dalla mattina alla sera per decretare il primo classificato. Principalmente però sarà l’occasione per rivedersi con le persone conosciute durante l’anno e fare festa insieme”.

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I giocatori in campo saranno quasi tutti uomini, anche se il Campionato Uisp prevede anche la possibilità di squadre miste: “Per noi è un vanto: il rugby femminile è nato nell’Uisp, poi è andato un po’ sparendo. Adesso abbiamo delle ragazze che giocano con noi e si uniscono alle società che partecipano al Campionato: per il futuro ci piacerebbe organizzare anche tornei femminili”.

Dopo le difficoltà legate alla pandemia il Rugby Uisp si è riassestato e il movimento ha ripreso con entusiasmo, infatti sono anche cresciute le squadre che partecipano al Campionato: “L’eco della nostra attività sta crescendo - prosegue Boin - in questi anni molte società hanno scelto di prendere anni sabbatici dalla competizione esasperata e vedono nel nostro movimento un modo diverso e più accessibile di vivere il rugby. Noi stiamo lavorando per essere sempre più strutturati e ben organizzati, anche promuovendo percorsi formativi per gli arbitri, che uniscano parte tecnica ed etica. Puntiamo a promuovere i valori che sono alla base del nostro gioco: spirito di squadra, lavoro insieme, divertimento, cura delle persone con cui giochi, tutti principi che sono anche stimolo per la crescita personale. Ad esempio, essere arbitro per noi significa contribuire all’educazione delle persone che scendono in campo, con uno spirito meno competitivo e agonistico: noi vogliamo includere, il nostro rugby è per tutti, nessuno escluso, ed è un approccio che portiamo avanti anche con le nostre società”. 

Progetti per il futuro? “Vogliamo far conoscere sempre di più lo sport che amiamo, per questo organizziamo molti eventi promozionali sul territorio per allargare il numero dei praticanti. Per il futuro stiamo lavorando all’inserimento di una squadra di detenuti, in collaborazione con Uisp Ferrara il carcere della città”. (Elena Fiorani)

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