La funzione sociale dello sport
La riforma del terzo settore è partita con la legge delega del 2016, quella dello sport con una legge delega del 2019. Dieci anni in cui sono successe molte cose per circa centomila soggetti del terzo settore italiano, associazioni sportive e società sportive del territorio. La situazione li ha messi di fronte ad un diluvio di Decreti attuativi che hanno avuto riflessi civilistici e fiscali, sino alla Circolare n. 1/E/2026, attraverso la quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito un primo inquadramento organico delle nuove regole fiscali. A che punto siamo? Quanto è effettivo, tangibile anche dal punto di vista normativo, l’unanime riconoscimento del valore sociale dello sport?
Per accompagnare enti, professionisti e operatori in questa fase delicata, è nato un tour di incontri promossi da Agenzia delle Entrate e Università Pontificia Salesiana. La sesta tappa del Roadshow mercoledì 21 ottobre ha fatto tappa a Roma, con il titolo: “Il nuovo assetto fiscale del terzo settore dopo la Circolare 1/E 2026”, che ha avuto lo sport come protagonista, visto che un terzo delle 372.384 organizzazioni attive in Italia sono sportive, come certifica l’Istat.
All'incontro, svolto a Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, al Foro Italico, ha preso parte anche Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, in rappresentanza del Forum nazionale del Terzo Settore, portando il contributo del mondo associativo al confronto sulle prospettive della riforma e sul riconoscimento della funzione sociale dello sport, nel panel "In dialogo con il terzo settore sportivo”.
Fonte UISP Nazionale
