Settore di Attività Nazionale

Acquaviva

Dalla parte della libera navigazione dei fiumi

I praticanti gli sport di pagaia costituiscono un gruppo  particolare  di portatori di interessi, spesso in contrapposizione con vere e propie  lobby  di interessi.

In Italia non mancano esempi significativi che vedono una forte limitazione delle attività d'Acquaviva come ad esempio in Umbria dove una normativa regionale vieta le discese fluviali nel periodo invernale, o in Abruzzo , sul Tirino dove viene fortemente penalizzata la libera navigazione a favore di concessionari locali, e in tanti altri tratti fluviali dove la proliferazione delle aree no kill sancisce l'uso esclusivo del fiume.

Trovare il giusto equilibrio tra le esigenze di tutela e fruizione è la chiave dello sviluppo sostenibile di un territorio - afferma Gian Piero Russo, responsabile Nazionale Acquaviva UISP - serve una costante mediazione tra i diversi stakeholders territoriali per giungere ad una auspicabile sintesi tra le diverse esigenze: idroelettrico, difesa idraulica, tutela ambientale, pesca sportiva, etc. Lo strumento per favorire il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise - prosegue Russo - è il Contratto d Fiume, per questo da anni la UISP Acquaviva, attraverso i suoi associati, da anni sperimenta e promuove diverse  esperienze di partecipazione alla gestione dei territori fluviali finalizzate alla definizione di un piano di azioni. Questa la premessa per introdurre il comunicato, riportatao qui di seguito, del delegato della UISP Acquaviva Toscana, Maurizio Zaccherotti, sul tema della fruizione accessibile del Soca.

Comunicato stampa - il coordinamento Acquaviva UISP Toscana lancia un appello ai comuni Sloveni perché non aumentino il costo del tiket giornaliero necessario per chi naviga il fiume Soca.
Meta di turismo sportivo di ogni genere, il Soca (Isonzo per gli italiani), è sicuramente la “Mecca” di tutti i canoisti d’Europa per le sue caratteristiche, ambientali, tecniche e ricettive.
L'Acquaviva Uisp  ormai da qualche anno completa i percorsi formativi per allievi di kayak e sup facendo almeno una tappa sul fiume Soca, dove è possibile fare pratica in acqua in un contesto paesaggistico di eccellenza.

Con la manovra messa in atto dai comuni rivieraschi sloveni che si affacciano sul Soca, dal prossimo anno gli attuali tre euro del tiket necessari per scendere il fiume passeranno a ben dieci euro con la prospettiva di arrivare entro il 2030 a circa 30 euro giornalieri.

“Riteniamo questa manovra altamente sbilanciata verso un turismo d’elite – afferma Maurizio Zaccherotti, coordinatore Acquaviva uisp Toscana - che danneggia le associazioni come la nostra e contemporaneamente danneggia gli operatori del settore sloveni che collaborano da tempo con la nostra organizzazione per la strutturazione di percorsi formativi e momenti di aggregazione importanti per la vita di una comunita' sportiva. Le pubbliche amministrazioni, responsabili della gestione dei corsi d’acqua, sono deputate ad attuare politiche mirate alla gestione efficiente del contesto fluviale per lo sviluppo del settore turistico. Politiche di sviluppo eque e sostenibili danno sostegno e fiducia agli imprenditori, che investono, creano innovazione e contribuiscono al miglioramento del contesto fluviale nonché alla sua promozione. In questa logica un piccolo tiket per mantenere tutto questo è giustificabile ma non l’aumento del tiket da tre euro a dieci euro per arrivare poi a trenta euro giornaliere. Già si paga una tassa di soggiorno nel momento in cui si alloggia in Slovenia e tali risorse dovrebbero già coprire le spese per il mantenimento dei servizi necessari per la fruibilità del fiume che senza dimenticare è un bene comune".

La segreteria

 

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Perché pagaiare in Acquaviva-UISP è diverso?

Perché l'Acquaviva-UISP pone al centro delle proprie attività il tema dell'identità e dell’appartenenza alla UISP: tema che si declina nei cento modi e cento tempi diversi che caratterizzano i club, le associazioni e i singoli soci sul territorio ma che, sempre e ovunque, si concretizza nell’inclusione (disabilità, immigrazione, disagio sociale, ecc.), nella partecipazione attiva e nell’attenzione all’ambiente.
Perché non è riconducibile al primato dell’etica del risultato, propria dello sport di prestazione assoluta, ma è, invece, riconducibile alla tutela della salute, all'attenzione alla qualità della vita di ciascuno, al primato dell'educazione e della socialità.
Perché non è il fine ma il mezzo per la ricerca della felicità propria e di tutti a cominciare dai più deboli:

  • disabili fisici e sociali
  • immigrati
  • poveri.

Perché è partecipazione alla tutela dei “luoghi in azione” siano essi le sorgenti dei torrenti d’alto corso o i parchi acquatici cittadini o, ancora, i canali e i tratti fluviali urbani da troppo lasciati all’incuria e al degrado.