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Un mondo disuguale: ad oggi 129 milioni di ragazze non vanno a scuola

La Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze è uno stimolo per riflettere sulla disparità di genere nel mondo. Il commento di M. Claysset

Non sono dati positivi quelli dell’Unicef che, in occasione della Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze, che si è svolta l'11 ottobre con una dedica al tema “Digital generation. Our generation”, ha evidenziato la disparità di genere ancora esistente nel mondo scolastico e lavorativo nelle giovani generazioni. “Nei paesi a medio e alto reddito, solo il 14% delle ragazze che hanno ottenuto i migliori risultati in scienze o matematica si aspettavano di lavorare nel campo della scienza e dell'ingegneria, rispetto al 26% dei ragazzi con i migliori risultati. A livello globale, solo il 22% dei professionisti dell'intelligenza artificiale (AI) sono donne, un enorme divario di genere che è attualmente al centro della progettazione degli algoritmi che hanno un impatto su tutte le nostre vite”, ha detto Carmela Pace, presidente di Unicef Italia. Nello specifico, in tutto il mondo, 129 milioni di ragazze non vanno a scuola, di cui 32 milioni in età da scuola primaria, 30 milioni in età da scuola secondaria inferiore e 67 milioni in età da scuola secondaria superiore. La situazione peggiora nei paesi colpiti da conflitti, dove le ragazze hanno oltre il doppio delle probabilità di non andare a scuola rispetto alle ragazze che vivono in paesi non colpiti. A peggiorare la già pesante situazioni di ragazze e bambine, la pandemia da Covid 19 che ha inciso sulla possibilità di accedere ad assistenza sanitaria, servizi sociali e supporto delle comunità. “Con le scuole chiuse, le ragazze hanno maggiori probabilità di lasciare gli studi e non tornare a studiare. La perdita di lavoro e la crescente insicurezza economica potrebbero anche spingere le famiglie a far sposare le loro figlie per alleviare la pressione economica”, denuncia Carmela Pace.

La disparità di genere esiste anche nello sport. Secondo una ricerca della fondazione statunitense Women’s Sports Foundation, sempre più ragazze abbandonano l'attività sportiva in età preadolescenziale. Iniziano più tardi rispetto ai maschi e smettono prima. Le ragazze sono considerate "più minute, fragili, emotive" e soffrono stereotipi ed appellativi sessisti. Secondo la ricerca della Women’s Sports Foundation, la relazione con il coach è tra i fattori più importanti per garantire continuità all'attività sportiva, soprattutto per le ragazze.

"Sono dati preoccupanti che evidenziano le diseguaglianze che esistono nel mondo e che hanno bisogno di politiche ben precise per essere arginate", ha detto Manuela Claysset, responsabile politiche di genere e diritti Uisp. "Preoccupa in particolare la situazione dell’ambito sportivo e, purtroppo, nel nostro Paese ci sono disuguaglianze pesanti, con condizionamenti delle ragazze negli studi e nelle carriere lavorative. Le donne faticano a raggiungere lo stesso livello degli uomini, mentre in generale ragazzi e ragazze non proseguono con l'attività sportiva", prosegue Claysset. La responsabile delle politiche di genere e diritti Uisp ha ricordato l'impegno dell'associazione, attiva con iniziative e progetti volti a contrastare la cultura dello stereotipo. "Mettiamo in atto progetti e attività sportive per recuperare la voglia di fare sport in maniera ludica, conciliando anche gli studi. Le donne lasciano il lavoro per seguire la famiglia, compiono scelte che condizionano la loro libertà. Per questo, bisogna dare loro un supporto", spiega Claysset. La preoccupazione, in particolare, è legata a certe aree del mondo dove si registra un ritorno indietro di secoli. "Come associazione dobbiamo continuare a tenere viva l’attenzione su queste problematiche, anche facendo rete con altre realtà associative, partendo dal nostro Paese. C’è bisogno di progettualità e di impegno continuo, di politiche di genere e di diritti", conclude.

Proprio per superare il gender gap e riscrivere le regole dell'allenamento, Nike ha creato una Coaching Girls Guide, basata su parole chiave e su concetti che dovrebbero diventare di dominio comune, soprattutto a bordo campo, prima di mettersi in gioco. La Fondazione Laureus - partner italiano del progetto Nike Made To Play - ha messo in pratica la Coaching Girls Guide per un anno e presto il programma arriverà anche nelle scuole, come previsto prima della pandemia. Nella guida ci sono indicazioni precise rivolte agli allenatori da trasmettere alle ragazze: la presa di coscienza del corpo e la sua accettazione, la motivazione, l'educazione alla prestazione, il valore dell'impegno per il successo personale. 

Proprio alla luce di questi dati, appare sempre più importanti sensibilizzare sul tema. La Onlus Terre des hommes, in occasione della Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, ha celebrato i 10 anni della campagna indifesa, nata per proteggere bambine e ragazze di tutto il mondo, i loro diritti, la loro libertà e i loro sogni e per contribuire a formare una società più equa e paritaria. L’iniziativa social #IoGiocoAllaPari!, invitava le persone a scattare una foto o girare un video con un segno arancione, il colore in difesa contro la violenza e gli stereotipi di genere per raccontare cosa significasse giocare alla pari, utilizzando i tag #indifesa e #iogiocoallapari e taggando i profili social della onlus. 

Nel mondo la percentuale di donne tra i laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (Stem) è inferiore al 15% in oltre due terzi dei paesi e che il divario di genere tra gli utenti globali di internet sta crescendo, dall'11% nel 2013 al 17% nel 2019, ed è più ampio nei paesi meno sviluppati del mondo, al 43%. I dati dell’Unicef evidenziano inoltre che solo il 49% dei paesi ha raggiunto la parità di genere nell'istruzione primaria, mentre il 42% dei paesi ha raggiunto la parità di genere nell'istruzione secondaria inferiore e il 24% nell'istruzione secondaria superiore. Il tutto dipende da fattori culturali e sociali che portano le famiglie povere a favorire i ragazzi quando investono nell'istruzione. “Promuovere l’uguaglianza di genere significa garantire maggiori opportunità alle bambine e alle ragazze per colmare il gap rispetto ai loro coetanei maschi, significa attuare un cambiamento culturale globale che si traduca concretamente in equità salariali uomo-donna, opportunità, sicurezza, protezione sociale, uguali possibilità di accedere all’istruzione per bambine e ragazze. Noi dell’Unicef continueremo a lavorare perché questo avvenga”, prosegue Carmela Pace.

Secondo il rapporto, nel mondo 77 milioni di ragazze convivono con un disturbo mentale diagnosticato, tanto che per le ragazze fra i 15 e i 19 anni il suicidio rappresenta la terza causa di morte più comune, mentre per i ragazzi nella stessa fascia di età è la quarta più comune. Un fenomeno molto diffuso, inoltre, è quello dei matrimoni precoci: nel mondo, oggi, vivono 650 milioni di donne e ragazze che sono state date in sposa da bambine, con circa la metà di questi matrimoni in Bangladesh, Brasile, Etiopia, India e Nigeria. Se è vero che, negli ultimi 10 anni, la percentuale di giovani donne a livello globale che sono state date in sposa da bambine è diminuita del 15% con circa 25 milioni di matrimoni evitati, gli effetti della pandemia si faranno sentire ed entro il 2030 potrebbero verificarsi ulteriori 10 milioni di matrimoni precoci, minacciando anni di progressi nella riduzione della pratica.

Fonte: UISP Nazionale

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