Nazionale

Il Progetto 2017

Nel 2017 attraverso i fondi di Giocagin si è scelto di dare continuità all'impegno Uisp verso i rifugiati in Libano, andando a sostenere il progetto "Sport Keepers", portato avanti insieme a Terre des Hommes grazie al cofinanziamento della Provincia Autonoma di Bolzano.

Il progetto prevede l'acquisto e l'allestimento di un ludobus che percorrerà la Bekaa, per portare i benefici del gioco e dell'attività sportiva nelle aree più impervie, un corso di formazione rivolto agli operatori che lavoreranno sul ludobus, che si è svolto nel settembre 2017, e l'organizzazione di una tappa del Giocagin in Libano.

La regione della Bekaa infatti accoglie il più alto numero di rifugiati siriani, circa 360,733 secondo gli ultimi dati forniti dall’UNHCR. Nel cuore di questa regione, a giugno, il villaggio di Qaa, a ridosso del confine siriano, è stato vittima di un’ondata di attentati terroristici e il sindaco del paese ha deciso di chiudere le porte ai rifugiati siriani  per evitare il ripetersi di simili episodi. A pochi chilometri dal villaggio di Qaa, sorge il distretto diMacharia al Qaa, una sorta di terra di nessuno che ospita all’incirca 30,000 rifugiati siriani. Successivamente al pluri-attentato di Qaa, le autorità libanesi hanno emesso nuove e severe misure di sicurezza il cui impatto ha gravemente danneggiato la libertà di movimento della popolazione di rifugiati che vivono all’interno del distretto. Fra queste misure, anche il divieto per qualsiasi organizzazione umanitaria di accedere a Macharia al Qaa. Ciò significa che per alcuni mesi, Macharia al Qaa è rimasta completamente priva di qualsiasi assistenza umanitaria, rendendo quasi impossibile per la popolazione siriana (composta soprattutto da donne, bambini e anziani) l’accesso ai servizi essenziali (in particolare assistenza sanitaria). Nel mese di ottobre 2016, Terre des Hommes Italia  è riuscita ad ottenere ilpermesso di accedere a Macharia al Qaa dalle autorità libanesi. La situazione trovata è tragica. Nei campi manca di tutto, cibo, vestiti, medicinali, acqua potabile. Sono stati riportati casi di malattie dell’apparato intestinale e respiratorio. Nonostante la possibilità  di accedere a MAQ, resta comunque difficile assistere le famiglie poichè molte di esse dipendono dalle decisioni del proprietario terriero su cui sono installate le tende in cui vivono. Fatto che aumenta il rischio di sfruttamento delle famiglie, tra cui il lavoro minorile e SGBV nei confronti dei bambini e delle donne. Questi includono le peggiori forme di lavoro minorile, molestie da parte dei datori di lavoro nei confronti delle ragazze, dei minori separati dai tutori, matrimoni precoci, violenza domestica, abusi verbali e punizioni corporali. Inoltre, l’isolamento e movimento limitato imposto alla popolazione che abita a MAQ, aggrava ulteriormente la  situazione. La mancanza di sicurezza, i meccanismi di applicazione della legge, così come il movimento ristretto imposto agli attori umanitari che operano nei campi di Child Protection e violenza sessuale e di genere impedisce di dare una risposta di protezione per queste violazioni. 

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