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Fabrizio Pregliasco: il ruolo dello sport per tutti per combattere il Covid-19

Il noto epidemiologo dell'Università di Milano e presidente Anpas, è intervenuto all’evento finale del progetto Eyess, promosso dall'Uisp

 

Lo sport al centro delle politiche dell’inclusione e della salute: è quanto emerso dall’incontro on line organizzato in occasione dell’evento finale del progetto europeo Eyess, di cui l’Uisp è capofila, che si è svolto venerdì 19 febbraio.

E’ intervenuto, tra gli altri, anche Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas-Associazione nazionale pubbliche assistenze e professore di igiene all’Università di Milano, che ha parlato in particolare di prevenzione, come fattore discriminante per promuovere la qualità della vita.

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“Ormai è dimostrato come lo stile di vita sia fondamentale in termini di aspettativa di vita e qualità della stessa - ha detto nel suo intervento Pregliasco - Quindi dobbiamo lavorare per promuovere questo aspetto attraverso lo sport dilettantistico, passando in particolare dai giovani. I fattori di rischio delle patologie croniche, ma anche per il sistema immunitario, dipendono in grande misura dallo stile di vita: alimentazione eccessiva e sedentarietà sono i principali indiziati. Indagini nazionali e internazionali confermano che questi fenomeni si manifestano soprattutto nei giovani protraendosi poi nel tempo”.

L’attività fisica e motoria può essere, quindi, un antidoto da promuovere anche contro le malattie: “L’attività fisica deve essere adattata a tutte le età e abilità, e non va intesa come prestazione ai massimi livelli, perchè l'eccesso porta conseguenze negative, e non parlo solo del doping. Se estremizzato lo sport può far male, invece l'attività deve essere adattata alle caratteristiche delle persone e all’età, deve essere gratificante, motivante ma anche divertente, che sia strutturata o meno”. 

L’attenzione posta in questo ultimo anno alla salute, alla prevenzione, all’igiene come strategia per proteggersi dal virus, potrebbe portare a cambiare il nostro stile di vita. “Credo che il covid ci abbia fatto scoprire queste cose - ha detto Pregliasco - e spero che possa costituire un elemento di consapevolezza rispetto all’esigenza della prevenzione, che è meno efficace delle terapie e quindi più faticosa: il farmaco risolve il problema ed è immediato, invece la prevenzione per le malattie infettive è un impegno giornaliero, che richiede motivazione e voglia di fare. Lo sport è aggregazione e va pensato come un farmaco preventivo. Purtroppo questo periodo ci sta chiedendo un grande sforzo per l’assenza di socializzazione ma, come gli altri elementi di cui abbiamo parlato, il movimento fa parte di uno stile di vita che, se acquisito fin da giovani, permette uno sviluppo equilibrato, che comprende anche principi di correttezza, lealtà e capacità di stare insieme, quale è lo sport promosso e praticato dall'Uisp. Alimentazione, sedentarietà e fumo sono i killer del futuro: abbiamo guadagnato anni di vita ma nelle fasce più avanzate la qualità della vita non è ancora adeguata. L’attività sportiva è fondamentale, nei suoi aspetti di aggregazione, metodica, tecnica, per un futuro in salute dei giovani di oggi che saranno gli adulti di domani”.

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