Nazionale

L’Uisp sulla Rai: “Chiediamo coerenza e rispetto delle regole”

Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, intervistato da Radio 1 Sport. Tiziano Pesce, vicepresidente Uisp, è intervenuto su Il Secolo XIX

 

“Dall'inizio della pandemia la Uisp è sempre stata sul crinale tra responsabilità verso il bene primario della salute e il dovere di rappresentanza - ha detto Vincenzo Manco su Radio 1 Rai Sport - oggi diciamo che non ci stiamo alle incongruenze del Dpcm, che non può essere lo sport di base a pagare le conseguenze pesanti delle scelte e che oggi lo sport del territorio è davvero in ginocchio, non ce lo possiamo permettere".

"Allo stesso tempo diciamo sempre che lo sport insegna il rispetto delle regole soprattutto alle nuove generazioni quindi dobbiamo essere i primi a rispettarle, altrimenti c’è qualcosa che non torna sul piano della coerenza”: Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, è intervenuto nel pomeriggio nella trasmissione Tempi supplementari di Rai Radio 1 Sport, commentando l’ultimo Dpcm e il percorso della riforma dello sport.

“Come Uisp vogliamo essere coerenti con il patto sportivo e sociale che abbiamo stretto con i nostri soci, le Asd e Ssd affiliate - ha detto Manco - ma anche e soprattutto con il paese: l’Uisp, come tutti gli altri organismi sportivi, intercetta risorse pubbliche, quindi di tutti i cittadini, a quelle risorse noi vogliamo rispondere in modo corretto e coerente. Nello stesso tempo continueremo a fare pressione e azioni di negoziazione e rappresentanza verso il Parlamento e il Governo affinchè arrivino misure a ristoro del comparto sportivo”. 

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Manco ha evidenziato la difficoltà del momento, chiarendo che l’Uisp intende rispettare tutte le regole, ma è un impegno che devono prendere tutte le realtà del mondo sportivo: “Abbiamo intenzione di rispondere in maniera responsabile a quello che sta accadendo - ha aggiunto Manco - mentre il comportamento di alcuni organismi sportivi sembra non tenere conto dell'emergenza che stiamo vivendo. La nostra associazione ha il compito della rappresentanza di una moltitudine di realtà che stanno soffrendo, quindi chiederemo delle misure che possano sostenerle, ma allo stesso tempo stigmatizziamo i comportamenti che non ci piacciono di alcuni organismi sportivi, che vogliono salvaguardare ciò che il Dpcm consente proponendo attività che fino a poco tempo prima non organizzavano”. 

Questo Dpcm chiude tantissime attività ed ha un effetto pesante sulle famiglie italiane: su questi temi Vincenzo Manco è intervenuto nei giorni scorsi anche a Rai News. GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE

“Il nostro Paese sconta ancora un pregiudizio culturale nei confronti dello sport - ha detto ancora a Radio 1 Sport il presidente nazionale dell’Uisp - è ancora considerato tempo libero e non un vero progetto di vita delle persone: lo sport è una sintesi di prevenzione e promozione della salute, di economia, lavoro e impresa. Abbiamo detto anche ieri, in occasione del Consiglio nazionale del Coni, che è necessario studiare e comprendere come le diverse realtà del sistema sportivo organizzano i propri campionati e le attività. Da alcune difficoltà, anche lessicali, emerse in questa difficile fase emerge la necessità di un riordino del sistema sportivo, cosa che tenta di fare il Testo unico che si sta discutendo in questi giorni”.

Nel Consiglio nazionale del Coni che si è svolto ieri 27 ottobre, è stata votata all'unanimità, con l’astensione degli Enti di promozione sportiva, una risoluzione con cui si chiede al presidente Malagò di proseguire l’opposizione al Testo unico proposto dal ministro dello Sport: “Fin dall’inizio l’Uisp e gli altri Enti di promozione sportiva non hanno condiviso l’atteggiamento del Coni verso questo Testo, che esclude ogni tentativo di ragionare su un’eventuale riforma. La proposta del Coni è quella di sospendere ancora questo percorso rimandando ad un disegno di legge che farebbe ripartire tutto da zero, noi pensiamo invece che ci sia bisogno di accelerare i tempi per arrivare ad un riordino. Per questo abbiamo scelto di astenerci ma non di votare contro perchè nello stesso documento ci sono richieste di sostegno per lo sport a cui non possiamo opporci”.

Sulle incongruenze contenute nell’ultimo Dpcm che vanno a impattare con la sopravvivenza dello sport sociale è intervenuto anche Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale Uisp, su Il Secolo XIX: “Dall'inizio della pandemia l’Uisp è sempre stata sul crinale tra responsabilità verso il bene primario della salute di tutti e il dovere di rappresentanza. Davanti alle incongruenze che emergono rispetto ai vari comparti che sono interessati dalle nuove misure del Dpcm, abbiamo deciso di dire “No, non ci stiamo”. Crediamo che non possa essere ancora una volta lo sport a pagare le conseguenze più pesanti delle scelte: lo sport di base ha una valenza trasversale nelle politiche pubbliche, a partire da quelle per la salute, ma è altrettanto vero che lo sport è economia sociale ed opportunità di lavoro, quindi deve avere pari dignità delle altre realtà produttive del nostro paese”.

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