Nazionale

Sostenere il terzo settore meridionale: lettera al ministro Provenzano

Le Fondazioni di Comunità del Sud scrivono al ministro per evitare che l'attuale crisi diventi ancora più drammatica. L'Uisp partecipa alla raccolta firme

 

Sette Fondazioni di comunità del sud ( Fondazione di Comunità San Gennaro, Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, Fondazione della Comunità Salernitana, Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione di Comunità Val di Noto, Fondazione di Comunità del Salento, Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani) hanno inviato una lettera aperta al ministro per il sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano affinché dia seguito alla proposta lanciata dal presidente della Fondazione Con il sud, Carlo Borgomeo, che "punta ad evitare che la dura crisi sanitaria, economica, sociale specialmente al Sud diventi ancora più drammatica e irreversibile nel prossimo futuro". Le Fondazioni hanno anche avviato una raccolta firme sul sito Change.org

“Le recenti misure adottate dal Governo non sono sufficienti, le dimensioni della crisi suggeriscono ben altri interventi - è l'appello lanciato da Carlo Borgomeo dalle colonne del Mattino - È il momento di realizzare un’operazione straordinaria, mediante la concessione di contributi a fondo perduto da erogare non a progetti, ma a tutte le organizzazioni con esperienza e radicamento nei territori. La Fondazione mette a disposizione gratuitamente strumenti, esperienza e competenze. Non dobbiamo dimenticare le nostre Comunità: per la ricostruzione occorrerà ripartire dal sociale, soprattutto al Sud”.

"La crisi e le misure di contenimento del virus stanno determinando conseguenze devastanti per le persone più fragili - si legge nella lettera - dai minori, alle donne vittime di violenza; dai disabili alle famiglie dei detenuti; dai senzatetto ai migranti; dagli anziani non autosufficienti alle vittime di usura. Il terzo settore è in prima linea nei servizi di assistenza sociale e di prossimità, spesso colmando grandi lacune del pubblico. E proprio le organizzazioni non profit meridionali, nel complesso meno strutturate e con una già precaria situazione finanziaria, sono quelle più esposte. Il rischio è di perderle e di far saltare un welfare comunitario che faticosamente si sta costruendo e rafforzando al Sud, con una crisi di portata ancora maggiore per tantissime, troppe famiglie e con una dispersione del capitale sociale".

"Come Fondazioni di comunità abbiamo capito che l'infrastrutturazione dei legami e la partecipazione alla cittadinanza piena passa anche attraverso l'opera di quel terzo settore, che necessita di riconoscimento e sostegno - concludonoi firmatari della lettera -  Di fatto, le recenti misure adottate dal governo non sono sufficienti per il terzo settore e le dimensioni della crisi suggeriscono interventi più consistenti. È il momento di realizzare un’operazione straordinaria, mediante la concessione di contributi a fondo perduto a valere sui fondi strutturali da erogare non selezionando progetti, ma alle organizzazioni con consolidata esperienza e radicamento nei territori". (E.F)

 

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