Nazionale

Le politiche per il terzo settore

“Il terzo è il primo”, come scrisse profeticamente Gianmario Missaglia nell’opuscolo “Non profit, terzo settore, cambiamento sociale”. Già allora la Uisp, tra i fondatori del Forum del terzo settore, intravedeva la strada dello sport sociale come elemento fondante del volontariato e della promozione sociale. Il Forum nasceva venti anni fa, il 19 giugno 1997 a Roma.
È necessario riconoscere la funzione pubblica del terzo settore quale protagonista nell’attuazione della solidarietà e sussidiarietà. Dobbiamo contribuire al cambiamento, dobbiamo accettare la sfida che riguarda tutti gli attori del non profit, compreso lo sport di cittadinanza che deve avere la giusta valorizzazione.
Va chiarito un aspetto molto importante, il terzo settore non può essere solo erogatore di servizi, solo presa in carico di erogazioni per conto della pubblica amministrazione. Politiche ambientali, dell’immigrazione, dei diritti, della cooperazione internazionale, della qualità urbana, non sono riducibili al welfare, non sono subalterne.
Di recente il Governo ha varato un decreto legge per il Mezzogiorno, dove si danno risorse per la creazione di reti tra scuole e privato sociale, per unirsi, per migliorare l’offerta educativa e lo sport è considerato una leva educativa, di integrazione tra esperienze in classe e fuori. Una sfida a cui non dobbiamo sottrarci tutti insieme, soci individuali e colletivi.

La specificità italiana non rende semplice la sintesi tra le varie anime del terzo settore, sebbene la legge 106/2016 abbia ridisegnato il perimetro del terzo settore, con uno sforzo di definirne unitariamente le caratteristiche.
L’Uisp si muove all’interno di un perimetro che comprende la promozione sportiva, l’associazionismo di promozione sociale e il volontariato. La trasparenza dei bilanci e la democraticità delle associazioni sono fondamentali perché il nostro mondo continui ad essere credibile agli occhi dei cittadini, in un momento in cui la politica patisce un deficit di fiducia e di partecipazione. La pratica sportiva è uno strumento di inclusione sociale, lo stesso Libro Bianco sullo sport della UE lo rileva in modo forte.
Lo sport può infatti assolvere una funzione di coesione e inclusione sociale in particolare quando coinvolge anziani, persone con disabilità, giovani e favorisce il dialogo intergenerazionale.

L’Uisp è parte di un percorso di valorizzazione delle competenze e di rafforzamento delle reti del terzo settore. Il progetto Fqts-Formazione Quadri del Terzo Settore vede la partecipazione di molti dirigenti Uisp ed ha avuto in questi anni una positiva ricaduta in tutte le regioni interessate, ovvero quelle del Sud. L’esperienza proseguirà su un doppio binario. Da una parte la crescita della consapevolezza del ruolo sociale e di sviluppo che svolge il terzo settore, nel suo complesso. Dall’altra, la condivisa importanza del ruolo che ricopre l’associazionismo di sport sociale e per tutti e i riflessi positivi che può avere nell’ambito della coesione sociale, dell’integrazione e della riforma del welfare. Attraverso Fqts è stata consolidata una positiva rete di relazioni tra organizzazioni di terzo settore e nel rapporto con le istituzioni.

La presenza Uisp nelle reti sociali e di terzo settore si concretizza in progetti sul terreno della povertà educativa rivolti soprattutto ai minori, della rigenerazione delle periferie, della cooperazione internazionale ed educazione all’intercultura, dei programmi di inclusione delle persone con disabilità, del contrasto al razzismo e alle varie forme di discriminazione. Interventi il cui impatto sociale viene misurato e valutato attraverso il rapporto con soggetti pubblici e privati, con Fondazioni e aziende, con pubbliche amministrazioni e altri soggetti del terzo settore.

 

Responsabile: Salvatore Farina
Segreteria Tel. 06/43984350
politicheterzosettore@uisp.it