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Latina

Fossati, Uisp: "Al governo chiediamo equità"

Le riflessioni di Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp

 

Manovra, madre e matrigna della strategia per evitare il fallimento del paese. Questo è l’obiettivo del governo Monti: sacrifici per il futuro e per uscire dalla crisi. C’è da fidarsi? Sabato si è svolto a Firenze il Consiglio nazionale dell’Uisp e le difficoltà sociali ed economiche del paese si sono riflettute sul dibattito, anche per le ripercussioni dirette e indirette sulla vita dell’associazione, chiamata in questo periodo a discutere di bilanci consuntivi e preventivi. Ecco alcuni temi al centro della riflessione di Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp: “La stretta prevista dalla manovra impone sacrifici pesanti a tutti: l’Uisp chiede giustizia sociale e salvaguardia dei livelli di welfare, soprattutto per le fasce più povere. Il peso della crisi lo paghino i ricchi. Questo è il nostro riferimento per giudicare l’operato del governo Monti. Per ora vediamo luci ed ombre. E’ importante che le istituzioni riacquistino credibilità e che impostino le strategie partendo dai dati reali, svincolate dalle tattiche propagandistiche dei partiti di governo. Ci preoccupa quando il baricentro della strategia di governo, di qualsiasi governo, perde di vista l’equità. La disuguaglianza è un freno allo sviluppo. Questo messaggio, sinora, il governo Monti l’ha dato solo a parole: chiediamo fatti che diano risposte concrete ai problemi del lavoro e delle condizioni di vita delle persone e delle famiglie. Nei prossimi mesi il terzo settore nel suo complesso si misurerà con questo dato e potrà dare contributi importanti, in quanto parte sociale autonoma, unita e ascoltata dal governo”.

E lo sport?
“Lo sport sociale e per tutti è all’interno di questa partita, fa parte del diritto alla salute, alla prevenzione, alla socializzazione. L’Uisp farà la sua parte, a cominciare dai territori, dove le società sportive affrontano da anni difficoltà economiche e burocratiche: vogliamo che questo patrimonio di buone pratiche sociali e di partecipazione non venga sottovalutato, nè trascurato, né offeso. L’Uisp vive in prima linea le contraddizioni di tagli che in questi anni di governo Berlusconi hanno messo a repentaglio lo sport sociale nei Comuni. Stiamo difendendo in tutti i modi il diritto alla motricità e alla prevenzione per bambini e anziani, per persone con disabilità e per i giovani dei quartieri più disagiati. Il nostro impegno è quello di mantenere tariffe sociali basse per lo sport di base e di gestire impianti pubblici facendo attenzione al loro utilizzo colettivo. Lo sport sociale è un diritto, non basta dirlo, servono politiche pubbliche adeguate, non ci stancheremo di ripeterlo. Per far questo occorre che la politica, a tutti i livelli, locale e nazionale, ascolti la voce dello sport di base. Le società sportive stanno organizzando una manifestazione nazionale a Roma e l’Uisp ci sarà”.

Quali sono i riflessi della crisi economica sulla promozione sportiva?
“Abbiamo apprezzato la novità dell’introduzione di un ministro allo Sport nella compagine governativa. Non abbiamo apprezzato che il primo atto sia stato quello di un taglio di 60 milioni al Coni che si è tradurrà in una sforbiciata del 20% ai contributi per la promozione sportiva. Siamo consapevoli della fase in corso, ma il risparmio non può essere realizzato a danno dello sport sociale e di base. Chiediamo equità e chiediamo piani di sviluppo che, a fronte dei sacrifici richiesti, forniscano strategie e obiettivi chiari di sviluppo. Questo domanderemo al ministro Gnudi nell’incontro che abbiamo richiesto: le risorse vanno commisurate agli obiettivi. Lo sport sociale e per tutti pensa che non sia più sufficiente la filiera tradizionale, è anacronistica la piramide del sistema sportivo con un vertice campionistico che drena la quasi totalità delle risorse. Il senso della riforma che chiede l’Uisp è proprio questo: spezzare questa gerarchia fondata sul vecchio modello e favorire il protagonismo di nuovi soggetti come Regioni, associazionismo e scuola. In questa logica anche il Coni potrebbe ripensare il proprio ruolo e porsi come riferimento per un nuovo sistema policentrico”.

Parliamo dell’Uisp: bilanci e futuro.
“L’Uisp chiude il 2011 forte degli incrementi nel tesseramento con i quali abbiamo concluso la stagione sportiva e i dati della nuova sono incoraggianti. L’Uisp è un’associazione solida e credibile dal punto di vista finanziario, anche per l’attenzione che sempre ha posto ai temi della trasparenza e della sobrietà in ambito amministrativo. Il prossimo sarà un anno durissimo per il nostro bilancio e dovremo affrontarlo con gli accorgimenti necessari. Inizia una stagione complessa che giocheremo su vari fronti, a cominciare dalla nostra capacità di innovare l’offerta sportiva sulla base dei nuovi bisogni dei cittadini. L’Uisp si caratterizza sempre di più per la sua capacità progettuale che lega insieme livelli nazionali e territoriali. Su questo dovremo puntare sempre di più, unitamente alla nostra consolidata esperienza nella gestione di impianti sportivi pubblici. Dobbiamo consolidare e allargare l’interlocuzione istituzionale, costruire reti e alleanze con soggetti pubblici e privati disposti ad investire nello sport sociale complessivamente inteso. La scomparsa dei comitati provinciali del Coni pone l’Uisp di fronte a nuove responsabilità e opportunità. Ci mettiamo a disposizione dell’intero mondo sportivo per raccordare sul territorio le esigenze e le progettualità dello sport dei cittadini”.
(I.M.)

 

 

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