Nazionale

Ciao Lele: una vita di impegno associativo e politico

L'Uisp ricorda Gabriele Bettelli, dirigente nazionale dell'associazione. Una folla commossa per l'ultimo saluto, nella sua Modena

 

Gabriele Bettelli, "Lele" per tutti noi, se n’è andato nella sua Modena, nella mattinata di lunedì 16 gennaio, dopo una malattia che si era aggravata negli ultimi mesi e non gli ha lasciato scampo. Una vita spesa per l’impegno associativo e quello politico, un carattere rigoroso e schivo, un sorriso capace di trasmettere i suoi valori, uguaglianza e giustizia sociale: questo era Gabriele Bettelli, a lungo dirigente nazionale Uisp, che ha raccolto una folla di amici e familiari in occasione dell’ultimo saluto, nel Terracielo di Modena, mercoledì 18 gennaio. Al fianco di sua moglie Stefania si è stretta l’intera Uisp, rappresentata in questa occasione da Tiziano Pesce, Enrico Balestra e Vara Tavoni, rispettivamente presidente nazionale, regionale e territoriale Uisp. Tra i presenti anche Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena e l’onorevole Maria Cecilia Guerra, con la rappresentanza di Articolo Uno, la formazione di sinistra alla quale Bettelli si era unito e della quale era dirigente modenese, responsabile organizzazione, dopo aver militato  sin dagli anni ’70 prima nella Figc e poi nel Pci.

Gabriele Bettelli è stato presidente Uisp Modena nei primi anni ‘80, presidente regionale Uisp Emilia Romagna dal 1985 al 1992 e successivamente responsabile organizzazione Uisp nazionale. Dal 1998 al 2002 è stato presidente del Consiglio nazionale Uisp. Negli anni successivi ha ricoperto incarichi nella governance nazionale Uisp.

Nel corso della breve e toccante cerimonia, sono stati ricordati alcuni tratti personali e pubblici della figura di Bettelli. Si sono succeduti al microfono i suoi amici di vecchia data, quelli della militanza giovanile nella Fgci modenese e quelli di tempi più recenti, con i quali Gabriele condivideva l’attività politica in Articolo Uno e la vita privata, fatta di incontri e di viaggi, con gli amici e le amiche di sempre. Dai racconti di ognuno è emerso un tratto che ha contribuito a ricostruire la sua personalità, fatta di riservatezza, di studio profondo dei problemi ma anche di passioni, come la musica e i libri.

“L’Uisp è l’organizzazione con la quale Lele ha passato gran parte della sua vita”, ha ricordato Riccardo Breveglieri, che successe a Bettelli nella carica di presidente Uisp Modena, e successivamente, in quella di presidente regionale Uisp Emilia Romagna.

“Il fatto che oggi ci siano tante persone dell’Uisp per dargli l’ultimo saluto è un segno tangibile – ha proseguito Breveglieri - Ho avuto l’opportunità di lavorare per tanti anni con Lele e Stefania: aveva un modo coinvolgente di lavorare con gli altri, puntava sulla fiducia tra le persone per raggiungere i migliori risultati possibili per l’Uisp. Era capace di analisi raffinate, mai avulse dal contesto, dalle quali emergevano percorsi utili all’Uisp. La sua umanità ne faceva una figura diversa da quelle che oggi si affermano in politica, credo di non averlo mai visto arrabbiato, il suo pensiero era un suggerimento, un contributo, un aiuto”.

“Nonostante la grande fatica, il suo impegno nell’Uisp ha mantenuto questa modalità, un pensiero gentile, un’analisi intelligente, raffinata e sincera. Questi erano i tratti che lo hanno contraddistinto e ai quali non ha rinunciato neanche nei momenti di difficoltà. Con queste caratteristiche ha dato un grande contributo all’associazione, soprattutto in un periodo di grande sviluppo come quello degli anni ’90. C’è stata una grande elaborazione culturale e lui faceva parte del gruppo di persone che ha contribuito a costruire quel percorso, intorno a Gianmario Missaglia” (I.M.)

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