Venerdì 16 gennaio a Roma, sulla scalinata del Campidoglio, si è tenuta l’iniziativa di solidaretà con la popolazione iraniana promossa da Amnesty International Italia e dal movimento Women Life Freedom for Peace and Justice, alla quale hanno aderito anche Aoi e le altre reti interassociative del terzo settore. L’iniziativa ha voluto richiamare richiamare l’attenzione sulla repressione violenta delle proteste in Iran, duramente colpite da arresti di massa e dall’uso di forza letale da parte delle autorità.
Presente anche l’Uisp, così come sta avvenendo in molte città italiane, per testimoniare solidarietà e vicinanza alle donne, ai giovani e ai cittadini iraniani vittime della violentissima repressione scatenata dalle autorità, dall’esercito e dai Guardiani della Rivoluzione. I morti tra i civili sarebbero oltre diecimila e la polizia iraniana continua ad usare illegalmente il sistemativo pestaggio dei dimostranti e armi da fuoco.
"Siamo qui per esprimere silidarietà e vicinanza al popolo iraniano che lotta per la sua autodeterminazione e per la sua libertà e, naturalmente, per dire con forza anche che siamo contro ogni intervento armato, da qualunque parte dovesse provenire - dice il giornalista Riccardo Cucchi, ai microfoni del Giornale Radio Sociale - Il popolo iraniano ha diritto alla libertà, i diritti umani hanno un valore immenso, ogni essere umano ha il dovere di battersi per la valorizzazione e la difesa dei diritti di tutti e tutte. Nelson Mandela diceva che lo sport può rompere tutte le barriere, è l'unica attività umana che è in grado veramente di includere e di sconfiggere ogni forma di razzismo, e io sono convinto che lo sport possa e debba farlo, a condizione però che lo voglia fare. A volte temo, invece, che qualcuno dei dirigenti del mondo dello sport planetario non abbia la consapevolezza di questa enorme forza che lo sport potrebbe utilizzare se ne avesse la voglia. C'è bisogno di una grande pressione da parte di coloro che lo sport lo vivono con i sentimenti, quindi noi, verso chi dirige, Infantino per primo, presidente della Fifa, affinché non si genufletta di fronte al presidente degli Stati Uniti".
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Un'attivista iraniana, a nome dell'associazione Women Life Freedom for Peace and Justice, si è espressa così: "Noi non vogliamo che le potenze estere promettano la libertà per poi vendere i diritti umani per un contratto economico, la dignità del popolo iraniano non si svende. Questa è una importante battaglia di civiltà che ci deve vedere unite tutti e tutti, perché non è solamente il principio di libertà e di umanità dell'Iran, ma il principio, in questo momento storico in cui le guerre si fanno solamente per egocentrismo, di alzare la voce e chiedere che l'umanità e i diritti umani non siano più una via secondaria ma la via primaria di prosperità. Il buio e il silenzio che è sceso sull'Iran per il popolo iraniano non deve scendere anche nelle nostre piazze. Non dobbiamo dimenticarci domani della battaglia di umanità internazionale e di solidarietà del popolo iraniano. Deve continuare il nostro dissenso, il nostro rammarico, per quelle famiglie che oggi sono costrette a comprare il cadavere dei propri figli a 3.000-5.000 dollari o addirittura a nascondere il cadavere del figlio in casa per paura di ritorsioni nei confronti del corpo, per non vederselo sequestrato. Quelle persone sono riuscite a trasformare l'odio, la paura e il dolore in resilienza e hanno trasformato la resilienza in ricerca di giustizia e in resistenza. Il popolo italiano la democrazia l'ha costruita con la resistenza, e anche il popolo iraniano sta costruendo la sua democrazia con una resistenza pacifica".
L'Uisp nei giorni scorsi ha aderito all' appello di AOI, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e Stop Rearm Europe – Italia, in continuità con il movimento Donna Vita Libertà, per fermare il massacro in Iran e per richiedere l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici.
Lo scorso 14 novembre 2022 si tenne a Roma la Partita della parità e del rispetto dedicata alla lotta delle donne iraniane per la propria indipendenza e libertà. Ecco il servizio che Rai Sport dedicò all'iniziativa promossa da Uisp, Amnesty International, Aic, Usigrai, Assist, Sport4Society.