Prosegue il progetto europeo Change Makers di cui Uisp è partner insieme a realtà di Germania, Danimarca, Norvegia, Slovenia e di cui capofila è ISCA-International Sport and Culture Association. Ogni partner ha selezionato alcune persone a cui affidare un'importante missione: rendere lo sport di base più sicuro, più giusto e più equo.
I ChangeMakers (operatori del cambiamento) sono persone provenienti da contesti diversi legate alla comunità che apportano esperienze vissute e nuove prospettive al settore dello sport di base. Attraverso la formazione, il mentoring e ruoli attivi nelle organizzazioni partner, i ChangeMakers contribuiscono a definire le politiche, guidare il dibattito e promuovere cambiamenti concreti dall'interno delle varie associazioni.
Per questo primo anno sono otto i Change Makers che lavoreranno per analizzare le attuali politiche di Safeguarding delle proprie organizzazioni, cercando di capire cosa e come migliorarle e comunicarle all’interno della base associativa. Nel 2027 si aggiungeranno altri 8 Change Makers per portare avanti la fase di divulgazione e sperimentazione,
L'Uisp ha proposto due persone particolarmente coinvolte nella lotta contro le discriminazioni: Hamid Youssef Buonfigli e Alfredo Notartomaso.
Hamid Youssef Buonfigli lavora nel Comitato Uisp Umbria, dove è responsabile delle politiche interculturali e della cooperazione. Con oltre dieci anni di esperienza come mediatore culturale in progetti di accoglienza dei rifugiati, ha maturato una profonda comprensione dell'inclusione e della comunicazione. Apprezza l'onestà e vede il progetto Change Makers come un'opportunità per costruire strategie per una società globale più connessa e ha sempre in mente la citazione: “La risata è la distanza più breve tra due persone” di Victor Borge.
“Mi aspetto che il progetto Change Makers diventi uno spazio reale di confronto e di crescita per rafforzare le politiche contro ogni forma di discriminazione nello sport di base - ha detto Buonfigli - Nel mio lavoro incontro ogni giorno persone con storie, culture e percorsi diversi, e credo che proprio questa diversità sia una ricchezza da valorizzare anche nello sport. Attraverso il dialogo e la collaborazione tra associazioni possiamo costruire ambienti sportivi più inclusivi, sicuri e aperti a tutte e tutti. Per me questo progetto rappresenta anche un’opportunità per portare nel mondo sportivo l’esperienza del lavoro interculturale e contribuire a creare comunità più unite e consapevoli”.
Alfredo Notartomaso è il presidente del comitato provinciale di Parma in Emilia-Romagna ed è da tempo attivo nell'ambito dello sport e dell'antirazzismo. Dirigente della squadra di calcio La Paz Antirazzista, dove ha allenato diversi anni la prima squadra. Appassionato di disegno e scrittura, vede nello sport uno strumento per colmare il divario culturale e sostenere i richiedenti asilo. Alfredo è impegnato a rafforzare l'integrazione delle persone con background migratorio e a combattere ogni forma di discriminazione attraverso iniziative di base.
“Se dovessi immaginare lo sport del futuro vedrei la costruzione di luoghi fisici e politici dove vengono abbattute barriere di ogni genere e tipo - ha dichiarato Notartomaso - Il lavoro che stiamo facendo con il progetto Change Makers contribuirà massicciamente a far sì che le persone attraversino tali luoghi senza timori di essere soggetti di discriminazione di vario genere e tipo, dalle abilità alla provenienza all’identità di genere. Un obiettivo di cambiamento culturale che siamo pronti a perseguire”.
Nel 2026 verranno organizzati diversi focus group in tutta Italia per analizzare politiche e strategie di safeguarding insieme a associazioni sportive, organizzazioni che lavorano con target vittime di discriminazione, centri di ricerca e università, dirigenti nazionali e locali della Uisp e ovviamente i diversi safeguarding officer. Per favorire il dialogo sono in programma anche una serie di webinar brevi su diversi argomenti.
Change Makers è finanziato dall'Unione Europea. Le opinioni e i punti di vista espressi sono tuttavia esclusivamente quelli dell'autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell'Unione Europea o dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione e la cultura (EACEA). Né l'Unione Europea né l'EACEA possono essere ritenute responsabili per essi.