Nazionale

“Un giorno l’Uisp mi è venuta ad incontrare in carcere”

Su Rai1, nel programma “Italiasì!”, Fabrizio Maiello ha raccontato come l’Uisp sia stata una molla per riprendere in mano la sua vita

 

Una storia di riflessione e ravvedimento quella di Fabrizio Maiello, che nel periodo di detenzione in carcere incontra l’Uisp e attraverso un pallone torna a sentirsi vivo. Sabato 27 gennaio su Rai1, nel programma “ItaliaSì!” di Marco Liorni, Maiello ha raccontato la sua rinascita grazie allo sport.

Dopo aver giocato nelle giovanili del Milan e del Monza, la vita di Fabrizio viene rovesciata del tutto a seguito di un infortunio al ginocchio che spezza la sua futura carriera da calciatore. Infatti, Maiello scappa dall’intervento a cui si doveva sottoporre e inizia il percorso che lo condurrà da lì a poco in carcere.

Nel periodo di detenzione le giornate erano tutte uguali. Poi, all’improvviso tutto cambia: “Nel 1997, è successo qualcosa che mi ha cambiato la vita: un giorno arrivò l’Uisp ad organizzare una corsa di 1km all’interno della casa circondariale in cui mi trovavo – racconta Maiello - La direttrice Valeria Calevro mi propose di correre. Fu quello il momento in cui le chiesi di poter avere un pallone e lei mi accontentò. Da quel momento sono tornato ad essere un bimbo, dormivo con la palla e mi allenavo, le mie giornate sono tornate ad avere un senso”.

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Una luce di speranza che si accende nella vita di Fabrizio, grazie a Vivicittà-Porte Aperte, la storica manifestazione che l’Uisp organizza anche all’interno delle case circondariali. Una vita fatta di scelte sbagliate, di cadute, ma anche dalla forza di ritrovare sé stessi e riprendere in mano la propria vita.

Una testimonianza che Maiello porta anche periodicamente all’interno delle scuole per lanciare dei messaggi ai più giovani. “Nella vita non si può tornare indietro, io volevo fare il calciatore e sono arrabbiato con me stesso per aver preso altre strade. Ai più giovani dico di non farsi affascinare dalla malavita, non ne vale la pena”, conclude. (a cura di Miriam Palma)

 

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