Nazionale

Francesco Turrà nuovo responsabile Politiche ambientali Uisp

Sostenibilità energetica dell'impiantistica e rigenerazione urbana i temi prioritari del suo incarico

 

Francesco Turrà, 34 anni di Crotone, è il nuovo responsabile delle Politiche ambientali Uisp, incarico che gli è stato conferito in occasione del Consiglio nazionale Uisp del 25 giugno, su proposta del presidente nazionale Uisp, Tiziano Pesce. 

Dopo essersi laureato in Scienze dell’amministrazione e del governo a Perugia, è tornato nella sua città natale cominciando un percorso all’interno del terzo settore locale, con associazioni e cooperative impegnate in particolare nella rigenerazione urbana. “Quando sono tornato a Crotone ho cercato la dimensione del terzo settore in modo spontaneo - racconta - era l’unica che potessi concepire adatta a me come impegno lavorativo. In particolare, due realtà hanno contribuito al mio ingresso nell’Uisp: il Consorzio di cooperative sociali Jobel e la Ciclofficina TR22o, affiliata Uisp, entrambe organizzazioni legate alle questioni ambientali. Il consorzio, infatti, tra le varie attività si occupa di gestire un parco urbano formato da un giardino e un museo dedicati a Pitagora. Il filo conduttore del mio impegno è quello della rigenerazione urbana, un approccio che si sta diffondendo ma che fa fatica ad affermarsi in tutti quei contesti in cui le difficoltà sociali e politiche sono molte”.

Nel Museo Pitagora, uno spazio abbandonato dall’amministrazione locale, il Consorzio ha realizzato pratiche di innovazione sociale, con attività rivolte ad ex detenuti e persone con disabilità, anche attraverso lo sport, in collaborazione con l’Uisp. “Il legame tra la Ciclofficina e i temi ambientali è più evidente: con la nostra attività puntiamo a ridisegnare la città mettendo al centro l’individuo e non i mezzi di trasporto”.

La scintilla che ha dato il via alla collaborazione con l’Uisp è scoccata nel 2019, in occasione di un viaggio studio a Bruxelles sulla progettazione, settore in cui Turrà si è specializzato negli anni: “In quel periodo il comitato territoriale Uisp ha subito diversi cambiamenti, sono entrato in contatto con il presidente regionale, Giuseppe Marra, e ho cominciato a impegnarmi di più nel Comitato, perchè ho visto la volontà di impegnarsi sul territorio, mi sono sentito al posto giusto nel momento giusto. Abbiamo iniziato a impostare un nuovo percorso partendo dalla formazione, affinchè i dirigenti siano in grado di organizzare lo sport ma anche di cogliere le necessità sociali che emergono dalle comunità”. 

Francesco Turrà evidenzia la necessità, per l’Uisp, di farsi soggetto portatore di interessi diffusi sui territori: “La nostra associazione ha il vantaggio competitivo di affrontare diverse tematiche legate al benessere ma anche all’economia sociale, grazie alla sua trasversalità, ha quindi l’opportunità di rappresentare in maniera completa una serie di interessi presenti nella società. Lavorare nell’Uisp e confrontarmi con i suoi dirigenti mi fornisce tante occasioni per superare l’isolamento culturale della mia città, mi apre una prospettiva e un respiro più ampi”. 

Abbiamo chiesto a Turrà quali sono, secondo lui, i temi prioritari ad oggi per le Politiche ambientali Uisp: “Uno è sicuramente quello della sostenibilità energetica, partendo dagli impianti sportivi, importanti spazi di aggregazione su cui impostare il ragionamento dell'efficientamento energetico. Un altro tema fondamentale è la rigenerazione urbana: dalla capacità di declinarlo in maniera positiva si capirà quale sarà la strada che prenderemo, sia come Uisp che come terzo settore in generale, dobbiamo riuscire a dare una spinta pratica alla rigenerazione delle nostre città. Sono entrambi fenomeni che devono passare dalla società civile e le realtà associative avranno un ruolo sempre più importante, anche perchè Stato e pubbliche amministrazione stanno facendo passi indietro. Anche nel PNRR viene riconosciuto il ruolo del terzo settore in questi processi, ed io vedo un impegno maggiore dei cittadini verso dinamiche di tipo associativo, con l’obiettivo di mettersi insieme e produrre un cambiamento dal basso”.  

In questi giorni la crisi ambientale è salita in cima alle cronache in seguito alla tragedia della Marmolada, in cui sono morte 8 persone e 3 sono ancora disperse per il crollo di un grande pezzo di ghiacciaio. Cosa può fare lo sport sociale per promuovere la tutela ambientale?

Queste tragedie ci ricordano che la questione climatica è lì, non si ferma nè migliora, e periodicamente si rifà viva. Bisogna partire dal proporre una nuova narrazione: salvare l’ambiente non è una formula corretta, noi dobbiamo salvare il nostro punto di equilibrio ed imparare a essere realisti, l’ambiente si modificherà e continuerà ad esistere, è la nostra specie ad essere a rischio. Lo sport sociale può influire su un cambio di approccio: l’attività che organizziamo e proponiamo è qualcosa che facciamo per socializzare, per stare bene, un modello di organizzazione sociale che è totalmente improntata al beneficio dell’individuo e della collettività, non al profitto. Se riuscissimo a diffondere questo approccio anche alla tutela dell’ambiente, come dei beni pubblici, avremmo già ottenuto un grande risultato. Gli sport outdoor sono naturalmente più sensibili al tema ambientale mentre altri sfruttano spazio urbano ed energie, questi ultimi devono essere reimmaginati e orientati al benessere, se non c’è sostenibilità ambientale non ci può essere benessere”. 

Dell'incarico assegnato a Turrà ha parlato anche la stampa locale in Calabria: leggi l'articolo di CrotoneInforma.

“Lo sport deve assumere maggiore consapevolezza del suo ruolo di corpo intermedio che può interloquire con le amministrazioni - conclude Turrà - può stimolare e sollecitare interventi grazie alle proprie competenze pratiche, che possono essere messe a disposizione della collettività e rappresentarla nei tavoli che riguardano l’ambiente. Le questioni climatiche non possono essere risolte con un intervento, sono fenomeni già avviati e che stiamo subendo sulla nostra pelle senza affrontarle seriamente, perchè la sostenibilità comporta lo scontro con gli interessi economici, ed in questa fase storica il tema ambientale è secondario rispetto a quello economico”.

Francesco Turrà raccoglie il testimone di Santino Cannavò, che è stato responsabile Politiche ambientali Uisp per molti anni. A lui il ringraziamento dell'associazione per il lavoro svolto. (Elena Fiorani)

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