Nazionale

Giocagin: sport, inclusione e solidarietà senza confini

Lo sport Uisp è un linguaggio universale ed un impegno sociale che educa e costruisce una comunità. Parlano Fabrizio Federici e Paola Morara

 

Giocagin non è solo una manifestazione sportiva ma, prima di tutto, è un momento di socialità e di condivisione, capace di parlare a tutte le età e a tutte le realtà del territorio con i valori della solidarietà, della partecipazione e del diritto allo sportpertutti. Le giornate centrali di questa edizione saranno sabato 21 e domenica 22 febbraio, ma sabato 14 febbraio e domenica 15 febbraio Giocagin debutta con due prologhi, a Rosignano (Li) e Taranto.

Il 14 febbraio il Palazzetto di Rosignano accoglierà circa 400 persone in una giornata all’insegna dello sport e della partecipazione. Gli atleti in pista saranno bambini, giovani ma anche anziani. Protagoniste della manifestazione saranno principalmente le esibizioni di ginnastica e danzaDomenica 15 febbraio sarà la volta di Taranto: il Palafiom sarà rallegrato dalle esibizioni di danza, ginnastica acrobatica e artistica, ginnastica dolce per anziani. La festa Uisp si svolgerà dalle 8.30 alle 13.30: l’apertura prevede la sfilata di tutti i partecipanti davanti al pubblico. Protagonisti dell’edizione 2026 di Giocagin a Taranto saranno i tanti soci over 65 che praticano ginnastica dolce sul territorio con l’Uisp, che hanno preparato delle coreografie ad hoc per la manifestazione. 

Nel corso degli anni tante scuole di danza hanno scelto di partecipare a Giocagin. La danza, come lo sport sociale, è un linguaggio universale, espressivo e coinvolgente, libero dalle logiche competitive. "Spesso i veri protagonisti di Giocagin sono i più piccoli, i bambini, quelli che non partecipano a competizioni o gare - dice Fabrizio Federici, coordinatore nazionale del Settore Danza Uisp - ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza: offrire a tutti uno spazio in cui sentirsi parte di qualcosa, senza classifiche, senza giudizi, senza regolamenti rigidi. Un’occasione preziosa per vivere lo sport come condivisione e per trasmettere, fin dalla giovane età, il valore dell’impegno sociale". Federici, da poco anche commissario del Comitato Uisp di Rieti, illustra il significato che una manifestazione nazionale Uisp può assumere nelle sue declinazioni locali: “In un territorio complesso, che negli ultimi anni ha visto ridursi le occasioni di aggregazione e attività, Giocagin rappresenta un primo importante momento di ripartenza e ricostruzione per una comunità che per anni ha vissuto una carenza di iniziative e di attenzione - prosegue Federici - è una scommessa e allo stesso tempo un segnale concreto: l’Uisp  torna ad essere presente, attiva, con la volontà di costruire un nuovo percorso fatto di sport, relazioni e comunità”. Giocagin è inclusione nella sua forma più autentica. Non essendo una competizione e non avendo confini, permette l’incontro tra mondi diversi: il gruppo meno giovane del centro anziani che fa attività motoria può condividere lo spazio con bambini di tre anni che fanno psicomotricità in una scuola di danza; una realtà che lavora con persone sorde può incontrare gruppi di ragazze provenienti da altri Paesi. Tutti insieme, nello stesso luogo, con la stessa dignità.

Nata come rassegna focalizzata sulla ginnastica, la manifestazione si è evoluta negli anni, accogliendo nuove pratiche e specialità, facendo di questa caratteristica un punto di forza: “Giocagin è un momento di scambio tra diversi settori di attività, grande finestra di visibilità delle attività che vengono svolte sul territorio - dichiara Paola Morara, coordinatrice Ginnastiche Uisp - È, inoltre, un'occasione di coinvolgimento per tutti coloro che amano lo sport”.

È questo il vero senso di Giocagin: uno spazio libero, dove la mancanza di regole diventa opportunità di incontro, dove lo sport è linguaggio universale e dove ognuno, dai tre ai cento anni, può sentirsi accolto. “Giocagin è una manifestazione senza confini - afferma il coordinatore del settore danza - e proprio per questo riesce a unire, educare e costruire comunità”. (A cura di Elena Del Grosso