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Il valore dello sport e dell’attività fisica: approvato il parere del Cese

“L'azione dell'UE per il periodo post Covid-19: migliorare la ripresa attraverso lo sport”. Il commento di Tiziano Pesce, presidente Uisp

 

Il 24 marzo 2022 resterà una data importante da ricordare nel percorso di riconoscimento concreto del valore sociale dello sport. In un parere di iniziativa, dal titolo “L'azione dell'UE per il periodo post Covid-19: migliorare la ripresa attraverso lo sport”, adottato nella 568a sessione plenaria, conclusasi giovedì 24 marzo a Bruxelles, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), presieduto da Christa Schweng, sollecita l’Unione Europea a rendere più visibili nella politica comunitaria i valori che lo sport e l'attività fisica rappresentano, garantendo loro piena dignità al pari delle altre politiche europee. Non solo quindi politiche di coesione, ma un vero percorso di emancipazione, ovvero la visione di una vera e propria “transizione sportiva”, che valorizzi significativamente l'impatto prodotto sulla salute, sul benessere delle persone e sulla qualità della vita. 

Dopo il lungo periodo della pandemia, che ha determinato un grave impatto su tutta la filiera dello sport e dell'associazionismo sportivo di base in particolare, è infatti necessario un nuovo approccio strategico per rilanciare e valorizzare il ruolo dello sport e dell'attività fisica nella costruzione di una società più resiliente e sostenibile, pienamente integrato nelle strategie di sviluppo economico e sociale, intrecciando legami intersettoriali più ampi, in particolare con la salute pubblica, l’istruzione e l’inclusione sociale.

Un percorso estremamente importante, avviato a suo tempo con il Forum del Terzo settore, attraverso il coinvolgimento di parlamentari europei e rappresentanti delle parti sociali, sindacali e datoriali, insieme a Pietro Barbieri, componente CESE, vicepresidente del Gruppo 3, l’Area di rappresentanza dedicata al sociale, e relatore del parere d’iniziativa, con il supporto di Vincenzo Manco, in qualità di esperto, responsabile Centro Studi Uisp e Terzo settore.

Per raggiungere tali obiettivi, il parere del CESE raccomanda, in sintesi, di: 

  1. includere il tasso di deprivazione sportiva – ovvero il tasso di esclusione dalla fruibilità di un bene necessario, il diritto alla pratica sportiva - nell’elenco degli indici di Eurostat per misurare la deprivazione materiale; 
  1. rendere accessibili al settore sportivo tutti i finanziamenti dell’UE per il periodo 2021-2027, considerando lo sport e l’attività fisica come un investimento per il benessere individuale e collettivo delle comunità; 
  1. prevedere un aumento della quota dell’importo totale dei finanziamenti destinata allo sport e alla cooperazione intersettoriale, compreso lo sport, nel programma Erasmus+. I finanziamenti dovrebbero pervenire non solo dai fondi di coesione ma anche da quelli previsti per le diverse missioni nel Recovery fund, visto che per lo sport sono fortemente ridotti. Inoltre, sarebbe auspicabile una maggiore redistribuzione delle risorse tra lo sport agonistico di alta prestazione e quello di promozione sociale
  1. sviluppare piani per assistere soprattutto l’attività sportiva di base in caso di crisi ed emergenze, poiché è quella che svolge una funzione inclusiva nei confronti delle persone con disabilità e in condizioni di fragilità e vulnerabilità, oltre a creare una significativa interazione interculturale; 
  1. favorire il sostegno delle reti di cittadinanza attiva nella realizzazione di tali obiettivi a livello locale, attraverso partenariati e coprogettazione tra politiche pubbliche e reti, al fine di attivare forme di innovazione sociale, valorizzando le esperienze di amministrazione condivisa e sussidiarietà circolare e incoraggiando la partecipazione delle organizzazioni e parti sociali.

Un’annualità intensa di lavoro che ha visto più appuntamenti di un Gruppo di studio, che faceva riferimento alla Sezione del CESE “Occupazione, affari sociali e cittadinanza”, che ha approfondito l’analisi del fenomeno sportivo e della cultura motoria durante la crisi sanitaria, terminato ieri con la decisione dell’Assemblea plenaria del CESE che ha adottato il parere all’unanimità dei componenti presenti, con 147 voti favorevoli, senza neppure voti di astensione.

“Ringraziamo il CESE, il relatore Barbieri in particolare e tutte le compagne e i compagni di viaggio che, sin dall’avvio di questo importante percorso, hanno reso possibile il raggiungimento di questo ottimo risultato, che permetterà alla nostra organizzazione – commenta Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - e a tutto il mondo della promozione sportiva e sociale, di rilanciare il dibattito pubblico, a partire dal rapporto con il Parlamento, il Governo e le regioni, sull’impatto sociale che il nostro mondo produce per la comunità nazionale e soprattutto su come orientare le risorse per sostenere e rilanciare lo sport sociale e l’associazionismo sportivo di base sul territorio”.

A sottolineare ulteriormente l’importanza del parere, che sarà pubblicato a breve sul sito del CESE, il fatto che sia il primo parere d’iniziativa, sui temi dello sport e della cultura motoria, ad essere promosso dalle organizzazioni della società civile.

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