L'Uisp è stata protagonista della trasmissione Settegiorni di Rai Parlamento di sabato 28 febbraio, in onda su Rai 1. Ospite in studio Daniela Conti, sociologa e responsabile politiche interculturalità e cooperazione Uisp, che ha offerto una lettura approfondita dei dati sulla pratica sportiva in Italia, mettendoli a confronto con il contesto europeo. Al centro del servizio, il tema della sedentarietà, delle disuguaglianze di accesso allo sport e il ruolo fondamentale delle politiche pubbliche nella promozione di una cultura del movimento diffusa e inclusiva. Daniela Conti ha rimarcato con forza la visione dell’Uisp: lo sport come diritto di cittadinanza, strumento di salute, inclusione e coesione sociale.
Nel corso dell’intervista Daniela Conti ha distinto tra attività sportiva tradizionale e pratica motoria, sottolineando come in molti Paesi europei sia più radicata la cultura del movimento legato alla vita di tutti i giorni: “In Europa – ha spiegato – camminare, usare la bicicletta o i mezzi pubblici per gli spostamenti è parte integrante dello stile di vita. Questo è movimento, ed è attività motoria a tutti gli effetti. Su questo fronte l’Italia è ancora in ritardo, mentre cresce la pratica sportiva tradizionale, soprattutto tra le donne”.
Un altro aspetto fondamentale di discussione ha riguardato le barriere economiche e culturali che ancora limitano l’accesso allo sport. “È una questione sia economica che culturale – ha evidenziato Daniela Conti – I costi energetici incidono fortemente sulla gestione degli impianti sportivi, molti dei quali sono datati. Allo stesso tempo, si fa ancora poca attività motoria a scuola e questo incide sulla percezione del valore del movimento come strumento di benessere”. Non sono mancati suggerimenti pratici per contrastare la sedentarietà, anche in contesti quotidiani come il lavoro d’ufficio. “Camminare resta il consiglio più semplice ed efficace – ha ricordato Conti – Alzarsi ogni mezz’ora, fare due passi, telefonare in piedi: piccoli gesti che producono benefici reali. Al contrario, improvvisarsi sportivi senza il supporto di educatori qualificati può comportare rischi per la salute”.
Nel servizio si è parlato anche dei costi sociali dell’inattività fisica, che pesano in modo significativo sul sistema sanitario. Daniela Conti ha richiamato studi e ricerche internazionali, citando il lavoro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’ISCA-International Sport and Cultural Association, con cui l’Uisp collabora: “Più attività motoria significa maggiore benessere, meno malattie croniche e un risparmio importante per la sanità pubblica”. Infine, un passaggio sul valore costituzionale dello sport e sulla necessità di un impegno pubblico strutturale: “ Lo sport è un diritto, riconosciuto in Costituzione dal 2023 – ha concluso Conti – Servono più sport a scuola, investimenti sugli impianti comunali e una riduzione dei costi di accesso. Non possiamo dimenticare che, secondo una ricerca Svimez, sei scuole su dieci in Italia non hanno una palestra”. (A cura di Francesca Spano)