Palazzo Accursio, a Bologna, ha ospitato la conferenza finale del progetto europeo Movement Pills, promosso dall'Uisp e realizzato in collaborazione con 8 paesi partner di cui 5 impegnati nella sperimentazione della distribuzione delle scatole di Movement Pills. Dal 18 al 20 febbraio i rappresentanti di tutti i partner si sono incontrati dando vita a tre giorni di scambio, confronto, progettualità e crescita, con l’obiettivo di proseguire sul cammino intrapreso con questa proficua collaborazione. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea (Eacea-European Education and Culture Executive Agency) ha coinvolto Italia, Danimarca, Belgio, Romania, Bulgaria, Grecia, Polonia, Estonia.
I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente nazionale Uisp, Tiziano Pesce, che ha ricordato come Movement Pills sia nato da un’idea semplice: promuovere il movimento, rendere l’attività fisica – e anche quella sportiva – accessibile, inclusiva e diffusa, soprattutto per le persone più esposte alla sedentarietà, all’isolamento, alla fragilità. “In un tempo in cui l’inattività fisica rappresenta una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro continente - ha detto Pesce - questo progetto ha saputo unire competenze, territori e culture diverse per proporre soluzioni concrete e replicabili. Sono state 240 mila le scatole assemblate e oltre 160 mila quelle effettivamente distribuite. In Italia sono state coinvolte 12 città: Bologna, Milano, Torino, Bolzano, Reggio Emilia, Rimini, Padova, Grosseto, Ascoli Piceno, Matera, Foggia-Manfredonia e Agrigento. L’obiettivo principale era stimolare la motivazione delle persone sedentarie, incentivandole a praticare un’attività fisica regolare e costante”.
Le attività di progetto hanno permesso la nascita di reti territoriali e il rafforzarsi delle collaborazioni tra associazioni e società sportive, enti locali, operatori sanitari e realtà del terzo settore. “Abbiamo sperimentato modelli innovativi di attivazione motoria - ha proseguito il presidente Uisp - capaci di intercettare persone che spesso restano ai margini dei circuiti sportivi tradizionali: adulti, anziani, cittadini inattivi, persone con fragilità sociali, persone con disabilità. Il valore europeo del progetto è stato, senza dubbio, determinante".
Lavorare insieme a partner di diversi Paesi ha significato confrontare pratiche, condividere metodologie, superare confini culturali. In un’Europa che talvolta appare distante dai cittadini, progetti come questo dimostrano che l’Unione europea è anche cooperazione concreta, scambio di competenze, investimento sul benessere delle persone e delle loro differenze”.
“Movement Pills 2.0 ci consegna risultati importanti, ma soprattutto ci consegna una responsabilità: dare continuità a quanto costruito. Le “Pillole di Movimento” non possono restare un’esperienza progettuale limitata nel tempo; devono diventare politica pubblica, pratica strutturale, parte integrante delle strategie locali, nazionali ed europee per la promozione della salute e dell’inclusione. E oggi siamo a Bologna non a caso: in questa città la sperimentazione partì ormai 15 anni fa, proprio da una felice intuizione del Comitato Uisp e dei suoi dirigenti. E proprio dalla spinta e dall’esperienza bolognese, nel 2021 “Pillole di Movimento” è diventato progetto nazionale, sostenuto dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, per poi diventare, nel 2024, progetto europeo. L’Uisp opera in una dimensione europea sin dal periodo successivo alla crisi pandemica, attraverso la strategia che abbiamo definito “Transizione sportiva” che ha tra i suoi obiettivi primari l’investimento in formazione, progettazione ed empowerment, finalizzati a processi di innovazione sociale legati ad attività di interesse generale e collettivo, attraverso la costruzione di reti e nelle diverse forme dell’amministrazione condivisa. Insomma, un processo di piena emancipazione dello sport di base come diritto di cittadinanza, che ne valorizzi significativamente l’impatto prodotto sul benessere delle persone e sulla qualità della vita delle comunità e che lo legittimi a tutti gli effetti come componente attiva e proattiva del vasto mondo dell’economia sociale”.
Dopo l’intervento del presidente Uisp, Irma Preka, coordinatrice del progetto ha introdotto i relatori della prima sessione di lavori: Chiara Funari, project adviser at European Education and Culture Executive Agency-EACEA; Roberta Li Calzi, assessora sport e bilancio del Comune di Bologna; Paola Paltretti, presidente Uisp Bologna.
“Grazie all’impegno di tutte le parti coinvolte siamo riusciti a elaborare un modello che è adattabile a diverse realtà e sostenibile - ha detto Preka - questo appuntamento è l’inizio di un lavoro che continueremo a portare avanti per promuovere la salute dei cittadini europei”.
“Lo sport è uno strumento molto potente per unire le persone e promuovere la salute dei cittadini, l’Unione europea sostiene questo valore attraverso il programma Erasmus +, con il quale abbiamo finanziato Movement Pills - ha detto la rappresentante dell'Agenzia per l’istruzione e lo sport dell’Unione Europea Chiara Funari - Questo progetto è un buon esempio di pratiche sportive volte alla sostenibilità, all’inclusione e all’accessibilità. Siamo pronti a supportare altri progetti come questo e ringraziamo la Uisp e tutti i partner di progetto: Movement Pills è il simbolo di cosa si può ottenere lavorando uniti".
Il Comune di Bologna, che ha ospitato la conferenza finale di Movement Pills è stato rappresentato dall’assessora Roberta Li Calzi: “Per noi è un onore ospitare questo momento di valorizzazione di progetto che è nato a Bologna, cosa di cui siamo fieri. Quello per il benessere delle persone è un lavoro di squadra: prendersi cura di una comunità vuol dire contribuire concretamente a far stare bene le persone, dal punto di vista fisico e mentale. Movement pills contribuisce a far uscire le persone di casa, a farle incontrare, socializzare e muoversi insieme, per combattere la sedentarietà e la solitudine, ma permette anche di vivere gli spazi cittadini, outdoor e indoor, rendendo la comunità più viva e attrattiva. Ringrazio tutte le persone che si sono impegnate a progettare, promuovere e realizzare concretamente questo progetto, ma anche le città che hanno accompagnato questo percorso di allargamento, partito dall’Italia e aperto verso l'Europa. Bologna è sempre stata una città accogliente e si conferma tale in un momento storico in cui gli Stati tendono a chiudersi su tutti i fronti: la nostra città non perde mai l’occasione per aprirsi al mondo, ad altre esperienze, per esportare le proprie buone pratiche in un abbraccio collettivo che ha caratteristiche sportive”.
Infine, ha preso la parola Paola Paltretti, presidente del Comitato Uisp Bologna, da cui è partita la prima sperimentazione di Pillole di movimento, quindici anni fa: “Per me è un momento emozionante, perchè il progetto è nato qui e ha fatto tanta strada in Europa - ha detto Paltretti - Il punto di partenza è stata la condivisione di un obiettivo semplice tra Comitato Uisp, istituzioni, farmacie e società sportive affiliate: questa rete ha creduto fin dall’inizio in un progetto che aveva l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso lo sportpertutti. L'intuizione efficace è stata la scelta di portare le scatole di movimento in farmacia, il luogo in cui andiamo a prendere pillole per prevenire le malattie: con il nostro progetto abbiamo affidato al movimento il ruolo di rimedio naturale per prevenire le malattie”.
La prima giornata di lavori è stata chiusa da un’attività culturale condivisa: la visita al sito archeologico delle Sette chiese, che ha coinvolto operatori e dirigenti delle associazioni partner di progetto. La conferenza finale è ripresa nella mattinata di giovedì 19 aprile con un breve approfondimento sul progetto Uisp ABC of mental health ed è proseguita con una sessione interattiva sulle strategie di disseminazione e raccomandazioni politiche a cura del partner di progetto EPSI. Sono poi intervenuti gli stakeholder di Movement Pills a partire dal responsabile Uisp delle politiche per la promozione della salute e welfare, Massimo Gasparetto: “In una fase storica di grandi incertezze alcune cose sono ormai assodate: la salute non si costruisce da soli ma è un obiettivo di comunità, e l’approccio one health proposto dall’OMS va proprio in questa direzione. Il nostro sforzo deve essere teso a creare le condizioni affinché il cambiamento di stili di vita si produca grazie alla motivazione delle persone, come scelta non come prescrizione. Percorsi come Movement Pills possono essere parte di una pluralità di strumenti complessi che appartengono alla sfera dell’empowerment, al fine di aumentare il numero di persone che decidono di avere cura di sé e del proprio benessere”.
In rappresentanza delle farmacie è intervenuto Gian Matteo Paulin, presidente Federfarma Bologna: “La scelta di distribuire le pillole all'interno delle farmacie è il valore aggiunto del progetto: portare verso il movimento i sedentari attraverso le farmacie aumenta la credibilità dell'iniziativa. I cittadini che frequentano le farmacie del territorio vengono stimolati dai professionisti a mettersi in gioco in un contesto accogliente ed inclusivo, trovando le motivazioni per continuare e per prendersi cura del proprio benessere”.
In conclusione dei lavori della mattinata, è stata approfondita l’esperienza bolognese di Pillole di movimento con gli interventi di operatori sportivi e rappresentanti del Comitato Uisp che hanno raccontato gli sviluppi e le criticità del percorso e risposto alle domande dei partner. I lavori sono poi proseguiti con sessioni di lavori di gruppo e scambio si esperienze tra i partecipanti. (Elena Fiorani)