"Nome composto di persone": Tiziano Pesce all'Assemblea del Forum
Il presidente nazionale Uisp è intervenuto all'Assemblea nazionale del Forum del Terzo settore: "Ecco perchè il futuro insieme, l'importanza delle reti"
Mercoledì 4 marzo a Roma, si è svolta l’Assemblea nazionale del Forum Terzo Settore, dal titolo “Terzo settore, nome composto di persone”. Nel corso della mattinata si è tenuta la sessione pubblica, con approfondi sulla nuova voce "Terzo Settore" della Treccani e sulla comunicazione sociale.
Il neoportavoce del Forum del Terzo settore, Giancarlo Moretti, ha aperto i lavori del pomeriggio, riservati ai rappresentanti delle circa cento organizzazioni sociali aderenti, nel corso dei quali è intervenuto Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp: ”Mi inserisco nel solco tracciato dal nostro ampio documento programmatico 2025-2029, “Il futuro insieme”, che non è soltanto un atto di indirizzo, ma una dichiarazione di valori condivisi, di alto valore politico, di identità e di responsabilità collettiva. E tanti, del resto, sono i temi ripresi dal nostro portavoce Giancarlo Moretti nella sua relazione introduttiva. Tanti i temi che si intersecano con quanto abbiamo ascoltato nell’interessante sessione pubblica di questa mattina sulla voce “Terzo settore” dell’enciclopedia Treccani e sulla comunicazione sociale”.
”Il documento richiama con forza i valori di solidarietà, inclusione, partecipazione e pace come fondamento della nostra azione. In un tempo attraversato da un numero sempre maggiore di guerre, tensioni planetarie, polarizzazioni sociali e linguaggi sempre più violenti e di odio, il nostro impegno per la convivenza civile deve essere ancora più esplicito. La pace non è un tema lontano dai nostri territori. È ciò che costruiamo ogni giorno quando preveniamo marginalità, quando offriamo opportunità a giovani, adulti e grandi adulti, quando promuoviamo inclusione delle persone migranti, delle persone con disabilità, quando contrastiamo disuguaglianze e discriminazioni, povertà e solitudini, quando promuoviamo legalità, quando trasformiamo il conflitto in dialogo”.
”Come organizzazioni di promozione sociale-sportiva, lo vediamo nello sport sociale - ha proseguito Tiziano Pesce - ogni impianto, ogni palestra, ogni campo, ogni spazio associativo strutturato o meno, è un laboratorio di cittadinanza attiva. Lo sport per tutti e tutte educa al rispetto delle regole, al riconoscimento dell’altro, alla gestione del conflitto. È una scuola concreta di democrazia. Ed è esattamente questa la dimensione che il Forum Nazionale del Terzo Settore è chiamato a valorizzare in questo nuovo mandato: rafforzare il primato del sociale, essere infrastruttura di coesione, interlocutore autorevole ma autonomo delle istituzioni. Ma per poter svolgere fino in fondo questa funzione pubblica, serve un quadro normativo e amministrativo che ci metta nelle condizioni di lavorare bene, di lavorare meglio. Per questo, come Terzo settore, dobbiamo allora chiedere ancora con maggiore chiarezza al Governo una ulteriore attenzione su alcuni nodi ormai non più rinviabili. Il primo è quello della semplificazioni normative".
”Le nostre organizzazioni, soprattutto quelle di base, che si reggono prevalentemente sull’impegno volontario degli associati, sono appesantite da adempimenti complessi, sovrapposizioni di regole, interpretazioni non sempre uniformi. La qualità del nostro lavoro non può essere misurata dalla capacità di districarsi nella burocrazia.
In particolare, per chi opera anche nell’ambito della promozione sportiva e sociale, è urgente una completa armonizzazione tra la legislazione del sistema sportivo e quella del Terzo settore. Oggi convivono regimi differenti, spesso incoerenti, che generano incertezza gestionale e difficoltà operative per le associazioni che sono contemporaneamente enti sportivi e enti del Terzo settore".
”Si pensi, ad esempio, al pesante disallineamento in tema di volontari. Servono chiarezza, coordinamento normativo e un approccio integrato che riconosca il valore sociale dello sport senza creare duplicazioni o conflitti regolativi.
Altro tema centrale è il funzionamento del RUNTS – Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Il Registro rappresenta una conquista importante in termini di trasparenza e riconoscimento pubblico, ma deve diventare uno strumento realmente semplificato, con procedure più snelle e un sistema digitale che dialoghi in modo efficace con le altre banche dati pubbliche, a partire evidentemente dal RASD, il Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche. Non possiamo permettere che il RUNTS si trasformi in un ostacolo invece che in una opportunità".
"Tra l’altro questa mattina il dott. Caltabiano ci ha offerto dati statistici e analisi significative sullo stato dell’arte e sulle possibili prospettive per il vasto mondo dell’associazionismo sportivo. Dovremo, insieme, avviare una riflessione profonda. Tutto questo con davanti i temi del controllo e dell’autocontrollo, tra opportunità e grandi problematicità.
”Credo poi sia necessario condividere come sia indispensabile giungere ad avere riconosciuti sostegni strutturali ordinari al funzionamento delle reti associative. Il documento “Il futuro insieme” valorizza il ruolo delle reti come luogo di rappresentanza, coordinamento, formazione e innovazione. Ma questo ruolo richiede risorse adeguate. Le reti non sono un livello intermedio superfluo: sono infrastrutture sociali che tengono insieme territori, competenze e progettualità. Investire nel loro funzionamento significa rafforzare l’intero sistema del terzo settore. Oggi, il rischio – o molto di più – è che si debba diventare “progettifici”, scontrandosi anche, penso ad alcuni criteri di valutazione degli avvisi ex art. 72 del Codice del terzo settore, senza dubbio non premianti per le reti stesse".
"Se vogliamo che il terzo settore continui a essere presidio di democrazia, promotore di diritti, costruttore di convivenza civile, dobbiamo metterlo nelle condizioni di operare con stabilità, chiarezza normativa e sostenibilità organizzativa. Tra i nostri impegni prioritari, ci sia quindi quello di portare queste istanze in modo unitario, autorevole, tanto dialogante quanto in maniera ferma, nei confronti del Governo e delle forze parlamentari, con la consapevolezza che semplificare e armonizzare significa liberare energie sociali, rafforzare la coesione, migliorare la qualità delle stesse politiche pubbliche.
In un tempo in cui il mondo si frammenta sempre di più giorno dopo giorno, il terzo settore può essere uno dei luoghi in cui si ricostruisce fiducia. Ma per farlo ha bisogno di un quadro normativo coerente e di istituzioni che ne riconoscano pienamente il valore strategico".
"Il terzo settore non è un supplente dello Stato né un mero erogatore di servizi. È un attore di cittadinanza attiva, un generatore di capitale sociale, un laboratorio di innovazione civica. E in un tempo di trasformazioni profonde — economiche, demografiche, ambientali — questa funzione è strategica per la tenuta democratica del Paese. Tutto questo significa avere gli strumenti per rafforzare co-programmazione e co-progettazione con le istituzioni, affinché le politiche pubbliche tengano insieme inclusione, equità e partecipazione. Significa investire su educazione, cultura, sport, salute, welfare territoriale. Significa riconoscere pienamente il valore sociale del nostro lavoro, anche sul piano appunto delle risorse e della sostenibilità".
"Credo che l’Assemblea di oggi - ha concluso Pesce - sia un’occasione per rilanciare una visione: un terzo settore competente, autorevole, inclusivo, capace di parlare con una voce plurale ma riconoscibile. “Il futuro insieme” allora non sia solo il titolo del nostro documento programmatico, diventi sintesi concreta di una piena e convinta responsabilità condivisa"