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Non Profit Digital Leaders accende il potenziale digitale del terzo settore

Il video che raccoglie le voci dei protagonisti del progetto offre l’occasione di fare il punto sul progetto a poche settimane dalla sua conclusione

 

Rafforzare le competenze di migliaia di persone che operano nel mondo non profit formando figure capaci di accompagnare le proprie organizzazioni nella trasformazione digitale. Ma anche promuovere e diffondere una cultura che possa aiutare tutto il terzo settore italiano a raggiungere un nuovo livello di maturità digitale. Potremmo sintetizzare così lo scopo con cui è nato Non Profit Digital Leaders, progetto realizzato da TechSoup Italia-SocialTechno con il sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale per affrontare uno dei nodi critici che riguarda questo segmento dell’economia sociale.

L'Uisp è stata una delle 13 organizzazioni coinvolte nel progetto, consentendo a 12 operatori di accedere ai percorsi formativi personalizzati sul digitale previsti da Non Profit Digital Leaders e di attivare comunità di apprendimento all'interno dell'organizzazione.

Dopo un anno intenso in cui sono state costruite infrastrutture tecnologiche, sviluppati di processi innovazione e erogate migliaia di ore di formazione, NPDL sta giungendo a conclusione. Nelle prossime settimane sarà possibile comprendere a pieno i risultati raggiunti guardando, in particolare, i dati raccolti e i risultati della valutazione d’impatto. Intanto, però, è interessante notare come, al di là dei numeri, il progetto abbia influenzato l’approccio verso il digitale delle persone e delle organizzazioni che vi hanno partecipato.

Grazie ad alcune interviste video, realizzate in occasione dell’evento “Ascoltare e partecipare per evolvere: la transizione digitale nel non profit” e in tre organizzazioni partner, è possibile scoprire diversi altri aspetti interessanti del percorso fatto.

Oltre alle testimonianze di alcuni Digital Leader che hanno raccontato la positiva esperienza di crescita fatta nel corso del progetto, il video permette anche di cogliere in maniera immediata alcuni elementi distintivi del progetto.

Fabio Fraticelli, ad esempio, nel video sottolinea come Non Profit Digital Leader sia stato in grado di unire una metodologia innovativa con strumenti tecnologici all’avanguardiaunicum nel panorama del terzo settore italiano. Per il CEO di Social Techno sono in particolare tre gli elementi che gli permettono di affermarlo. Primo, l’applicazione della metodologia Train the trainers attraverso la figura dei Digital Leader, che ha permesso di formare migliaia di persone. In secondo luogo, lo sviluppo di una piattaforma digitale in grado di offrire una formazione personalizzata ai singoli utenti. Terzo, la scelta progettuale di svolgere una valutazione di impatto per determinare il raggiungimento della maturità digitale di chi ha partecipato al progetto. Fraticelli spiega che, proprio per queste caratteristiche, NPDL sia stato un laboratorio per testare un approccio utilizzabile da tante altre organizzazioni del terzo settore italiano al fine di sviluppare processi efficaci utili alla propria trasformazione digitale.

In questo senso Lorenzo Bandera, direttore editoriale di Percorsi di Secondo Welfare, nella sua intervista spiega come ora la sfida sia trovare modalità efficaci per continuare anche il lavoro culturale fatto da Non Profit Digital Leaders. Accanto alle attività formative, infatti, NPDL attraverso approfondimenti, buone pratiche e riflessioni prospettiche ha inteso raccontare la possibilità di una trasformazione digitale alla portata di tutte le organizzazioni del mondo non profit. Proprio per questo, tutti gli apprendimenti fatti non possono essere persi ma, anzi, bisognerà continuare a approfondirli e diffonderli.

Nel video trovano spazio anche alcune delle organizzazioni coinvolte nel progetto, cui sono state dedicate tre interviste approfondite (che saranno presto disponibili singolarmente). Tra queste anche l'Uisp, con l'intervento di Enrico Balestra, responsabile del Dipartimento Attività e Transizione Digitale Uisp, che spiega l’importanza di un percorso che ha consentito di lavorare con un approccio ancora poco sviluppato a livello teorico e pratico, che ha permesso di comparare applicativi in grado di rendere lo sport davvero per tutti. (Fonte: SecondoWelfare.it)