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Riforma dello sport e lavoro. Pesce: “Continuiamo a marcare la meta”

Approvato il decreto correttivo. "La riforma del sistema sportivo non è ad oggi certamente completata", il commento dell’Uisp

 

Nell’ultimo Consiglio dei ministri, svoltosi il 28 settembre, su proposta del presidente Mario Draghi e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando, è stato approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al  decreto legislativo 36/2021 (“Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”), inserito all’interno del percorso di attuazione della riforma dell’ordinamento sportivo avviato con la legge delega 89/2019.

“Apprezziamo molto il percorso del Governo e del Parlamento tutto, che, anche grazie al lavoro delle ultime settimane della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni di Camera e Senato, ha consentito di giungere all’approvazione del correttivo di un decreto – commenta Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - che supera una serie di criticità che già dal prossimo 1° gennaio avrebbero inevitabilmente creato serie difficoltà all’intero mondo della promozione sportiva di base. Un percorso di cui siamo stati protagonisti sin dall’inizio, nel rapporto con le forze parlamentari, con il ministero del Lavoro, con l’Autorità di Governo in materia di sport e con il Dipartimento per lo Sport, sia direttamente come Uisp che attraverso il nostro impegno all’interno del Coordinamento e dell’esecutivo del Forum del Terzo settore. Il correttivo, che sostanzialmente ricalca lo schema licenziato in prima lettura lo scorso luglio, ha confermato quindi l’accoglimento di gran parte delle proposte da noi formulate in tema di semplificazioni, di armonizzazione tra la legislazione del terzo settore e quella del sistema sportivo, presentate sia presso le commissioni parlamentari che in sede di audizione presso il tavolo tecnico incaricato dalla sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali. Si tratta quindi di un ulteriore passo in avanti fondamentale, per il quale non utilizzerei comunque toni trionfalistici o di esultanza, usati invece da alcuni operatori del settore in questi giorni. La fase storica è oltremodo difficile per tutto il nostro ambito, a partire dalle associazioni e società sportive del territorio e dagli enti di promozione, e le giuste ed eque tutele per le lavoratrici e i lavoratori sportivi sono di là da venire. La riforma del sistema sportivo non è ad oggi certamente completata”.

Sul fronte del lavoro, per l’appunto, cuore del decreto, si superano le problematiche pesantemente evidenziate dalla Corte di Cassazione. Chi opererà all’interno di una associazione o società sportiva dilettantistica potrà essere inquadrato come lavoratore, operando verso corrispettivo, con la conseguenza di poter essere finalmente considerati, dagli enti previdenziali e assicurativi, tutelabili sia sotto il profilo previdenziale, sia assicurativo, o volontario, a fronte del mero rimborso delle spese vive sostenute e documentate.
Nel merito del lavoro sportivo, si prevedono regimi agevolati, con una presunzione di natura autonoma del rapporto nella forma della collaborazione coordinata e continuativa (CoCoCo) al verificarsi di alcune condizioni nei confronti del medesimo committente. Fino a 5.000 euro di compensi annui ci sarà l'esenzione sia contributiva che fiscale; da 5.000 euro a 15.000, invece, sarà dovuto il pagamento dei soli contributi mentre sopra i 15.000 euro si pagherà la previdenza e la parte eccedente tale importo concorrerà a formare il reddito del percipiente. Il decreto presenta, misure di contenimento degli oneri contributivi e fiscali al fine di rendere più sostenibile l'impatto della riforma.

“A proposito del lavoro sportivo, non possiamo non sottolineare aspetti che auspichiamo possano essere tenuti in conto nel prossimo futuro. La ricerca, giusta, e da noi richiesta a tutti i tavoli di confronto - prosegue il presidente Pesce - della sostenibilità economica dei costi del lavoro sportivo, all’interno di una filiera tremendamente colpita dalla pandemia e dalle attuali crisi energetiche e non solo, non può essere quasi esclusivamente perseguita attraverso l’applicazione di aliquote previdenziali e relative riduzioni, che, nei fatti, non garantiscono, in prospettiva, quelle che invece dovranno essere eque tutele pensionistiche. Si tratta pertanto, senza dubbio, di un ulteriore importante passo, a cui, ci auguriamo, il nuovo Governo possa far seguire altri importanti provvedimenti di sostegno, anche a partire dalla prossima legge di Bilancio”.

Attraverso il correttivo arriva anche la conferma netta del proseguimento della riforma del sistema sportivo, da tanto tempo auspicata dall’Uisp, a partire dalla centralità del Registro delle Attività Sportive Dilettantistiche, tenuto dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, con l’ausilio della Sport e Salute SpA e operativo dallo scorso 31 agosto. Il decreto conferma infatti il nuovo Registro come “fulcro” dell’intero sistema sportivo, assumendo un ruolo ampliato e di reale servizio: non solo funzioni di mera certificazione dell’effettivo svolgimento di attività sportiva, ma anche di regolazione e semplificazione, tramite apposite funzioni telematiche, per gli adempimenti previdenziali ed assistenziali connessi ai rapporti di lavoro nell’area del dilettantismo, attraverso il rapporto con i gestionali informatici già in essere dei singoli organismi sportivi. Un punto su cui la nuova Direzione Sport Impact della società Sport e Salute sta lavorando alacremente anche nel rapporto con gli Organismi sportivi nazionali.

“Ora, l’impegno dell’Uisp proseguirà con forza nel “marcare la meta”, come recita lo slogan che accompagna la nostra nuova stagione – conclude il presidente Tiziano Pesce - a partire proprio dal “marcare” l’obiettivo di un ulteriore miglioramento delle disposizioni del decreto 36 e degli altri atti che compongono la Riforma, in termini anche di risorse che dovranno accompagnare il prosieguo di questo percorso. C’è da compiere una vera e consapevole transizione sportiva, e per questo continueremo sicuramente a svolgere un ruolo proattivo, come intera rete associativa nazionale, nei confronti del sistema sportivo e del terzo settore, delle istituzioni a tutti i livelli, attendendo l’insediamento del Parlamento e di quello che sarà il nuovo Governo a cui, cogliamo l’occasione, formuliamo i più sentiti auguri di buon lavoro”.

Nei prossimi giorni, a seguito della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, sulla piattaforma ‘Servizi per le associazioni e le società sportive – sezione CIRCOLARI’ dell’Area Riservata web Uisp 2.0, a cui possono accedere gratuitamente i dirigenti dei sodalizi affiliati, anche attraverso l’AppUISP, verranno pubblicate, con tempestività, specifiche circolari di approfondimento.

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