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Uisp Bologna: yoga in carcere

"Un momento da dedicare alle propeie sensazioni fisiche e mentali", con le istruttrici Uisp
Camilla de Concini è una delle istruttrici Uisp che, a Bologna, collabora con la casa circondariale Dozza, permettendo alle donne recluse di praticare attività motoria, nel suo caso lo yoga. Camilla è stata intervistata proprio in merito a questa sua esperienza dalla rivista dell’Associazione nazionale insegnanti yoga, “Percorsi yoga”. Il corso di yoga rientra nell’accordo stipulato tra l’amministrazione penitenziaria della regione Emilia Romagna e l’Uisp per potenziare la pratica sportiva e altre attività, come lo yoga, che migliorino la qualità della vita dei detenuti.
L’appuntamento sul tappetino per le giovani recluse (età media 25-30 anni) è tre volte alla settimana. Camilla de Concini, formatasi al centro Sivananda yoga vedanta di Reith, in Tirolo, si occupa delle lezioni del mercoledì e del giovedì: un impegno che ha scelto due anni fa quando ha deciso di trasmettere l’insegnamento dello yoga a persone che, come i carcerati, non avevano la possibilità di praticarlo. “Durante la settimana insegno yoga in tre centri diversi, ma è in carcere che vivo le emozioni più forti, dove ho il riscontro più forte che la lezione abbia un effetto positivo”, spiega Camilla. 
“Ogni volta devo preparare la sala, liberando uno spazio nel salone del cinema: ne approfitto per fare quattro chiacchiere con le allieve. La lezione segue questo schema: rilassamento iniziale, sequenza dinamica, rilassamento finale/meditazione. Per terminare cantiamo un mantra – prosegue Camilla - Ho osservato che i corpi delle allieve rispondono in maniera diversa secondo le loro storie. In carcere, specie nelle donne straniere, riscontro una maggiore flessibilità: sono persone abituate a muoversi, molto meno rigide di chi lavora da anni in ufficio”.

Le detenute affermano di sentirsi meglio, più rilassate, tranquille. “Lo yoga è un momento in cui si può prendere una pausa dai propri pensieri”, ha scritto Vanessa, 25 anni. “Un momento da dedicare alle proprie sensazioni fisiche e mentali, che mi permette di svuotarmi da ogni forma di negatività in un’atmosfera di condivisione e di energia impercettibile. Una pratica che consente di conoscere meglio il proprio corpo e ancor di più, di instaurare una consapevolezza più profonda del nostro spirito in rapporto al mondo che ci ospita”.

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