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Venezuela: ripristinare il rispetto per il diritto internazionale

L'arresto di Maduro aggrava le tensioni. L'Uisp unisce la sua voce alle reti interassociative per la pace e il diritto internazionale

 

L’arresto del presidente venezuelano Nicolàs Maduro il 3 gennaio scorso ha generato reazioni diplomatiche molto forti e un diffuso senso di incredulità tra i leader europei. Una sorta di intervento militare diretto in spregio al diritto internazionale. Varie le reazioni diplomatiche internazionali, da una parte quelle più caute in attesa per l’evolversi degli eventi, unita alla condanna del regime venezuelano, dall’altra di aperta denuncia per l’azione americana, unita ad una grave preoccupazione per l’intervento militare.


Il Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che "il diritto internazionale non sia stato rispettato" nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Usa. L'operazione americana crea un "pericoloso precedente", secondo Guterres, che ha invitato "tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto".
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea: "Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite".


L’Uisp unisce la sua voce a quella delle reti interassociative delle quali è parte attiva: l’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (Aoi) condanna l'”aggressione armata” degli Stati Uniti contro il Venezuela. La presa di posizione è contenuta in una nota, diffusa dal presidente Giovanni Lattanzi. “Aoi non può che condannare l’aggressione armata a uno Stato membro delle Nazioni Unite”, si legge nel testo. “Facciamo appello al Governo italiano e alla Commissione europea perché attivino tutti gli strumenti diplomatici bilaterali e multilaterali, reagiscano a questa scelta e chiedano la convocazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per affrontare questa grave violazione del diritto internazionale nelle sedi più appropriate”.

Stop Rearm Europe esprime totale solidarietà al popolo venezuelano, chiede che l’Onu intervenga e che il Governo italiano e l’Unione Europea condannino l’aggressione. Tutto serve al mondo, tranne che un’altra guerra.

Flavio Lotti, presidente Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace e Marco Mascia, presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” – Università di Padova dichiarano che: “L’attacco militare degli Stati Uniti contro il Venezuela è la certificazione della orrificante legge del più forte. È l’ennesima sfacciata aggressione alla legalità, al diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Un altro atto criminale ed eversivo, politicamente indifendibile e moralmente intollerabile. Un altro spaventoso passo nell’abisso della Terza Guerra Mondiale. Non possiamo andare avanti così!”

Parallelamente, Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele rilancia gli appelli e l’apprensione per la sorte di Alberto Trentin, il cooperante italiano: “Sono trascorsi 411 giorni dal rapimento di Alberto Trentini. È rapimento la parola giusta, non possiamo parlare di arresto perché Alberto formalmente non è accusato di nulla. Del resto, non ha commesso nessun reato. È a tutti gli effetti un prigioniero politico, rapito da un Paese straniero come merce di scambio per interessi del proprio governo. Alberto è un cittadino italiano e l’Italia deve sentirsi responsabile di riportarlo a casa. Alberto, quel nome non porta con sé nessuna colpa".


"Lottare per la libertà di Alberto Trentini, significa lottare perché chiunque possa essere libero, in Venezuela, in Italia e nel resto del mondo. Significa affermare che la libertà è un diritto universale che supera ogni interesse di parte. Alberto è figlio dell’Italia migliore: quella che studia, lavora e si mette al servizio, quella che porta in giro per il mondo i nostri valori costituzionali. Ogni giorno mobilitiamoci, organizziamoci e restiamo tutti dalla parte di Alberto, dalla parte della libertà e della dignità della vita umana.” Luigi Ciotti lancia un appello per la libertà di Alberto Trentini durante il suo intervento alla Marcia nazionale per la pace promossa dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. (I.M.)