Vivicittà e la sua storia sono legate in maniera indelebile a Perugia. Il primo sponsor che tenne a battesimo per tre anni la “Corsa più grande del mondo” come la chiamò il Corriere dello Sport fu l’Ellesse, azienda leader del settore dell’abbigliamento sportivo negli anni ’80. Il mentore dell’operazione fu Gabriele Brustenghi, che si è spento lunedì scorso nella sua Perugia, all’età di 85 anni. Fu proprio lui all’inizio degli anni ‘80, quando era al timone dell’azienda perugina, a proporre all’Uisp di organizzare una corsa podistica in varie città. Dall’incontro con Gianmario Missaglia, allora segretario Uisp Nazionale, nacque la manifestazione così come oggi la conosciamo, si corre contemporaneamente in varie città e alla fine c’è una classifica unica compensata.
Il prologo della manifestazione si svolse in notturna a Perugia nel settembre 1983 e fu proprio Brustenghi a volerla nel capoluogo umbro. La prima edizione di Vivicittà si tenne il 1 aprile 1984 e fu subito un successo di partecipanti e di comunicazione, con il via dato in diretta da Radio Rai. Un’idea innovativa nel panorama sportivo italiano che puntava a popolarizzare il podismo e lo stile di vita attivo.
Perché Brustenghi, che in quegli anni era nel Consiglio di amministrazione della Ellesse s.p.a. con mansioni di Direzione Immagine e Comunicazione e accompagnò l'azienda verso una leadership mondiale, scelse l’Uisp come partner? Lo abbiamo chiesto a Franco Fava, indimenticabile fondista azzurro che vide nascere la manifestazione e che partecipò a quel prologo perugino della corsa che si tenne a Perugia: “La scelse per vari motivi – ricorda Franco Fava – innanzitutto per la natura non istituzionale dell’Uisp e per la sua capillare presenza in ogni città. Gabriele Brustenghi era uno che andava a sensazioni e l’incontro con l’allora segretario generale Gianmario Missaglia creò l’atmosfera giusta. A propiziare l’incontro con l’Uisp fu l’assessore allo sport del Comune di Perugia, Biadene, visto che in quegli anni il Comune collaborava con il Comitato Uisp per un’iniziativa di cross che si chiamava la Settimana Verde”.
“Da un’idea iniziale, quella di puntare alla popolarizzazione di tutto il podismo, da quello dei campioni a quello degli amatori, Vivicittà diventò il catalizzatore di una serie di idee innovative e di successo. Come il rapporto con Radio 1 Rai che prese il via da un rapporto di amicizia con Massimo De Luca, allora redattore del Gr1, col quale Brustenghi divideva la passione e l’interesse, anche professionale, per il tennis”.
“La simpatia con Missaglia fu istintiva e naturale – prosegue Fava – come fu quella che scattò tra Brustenghi e Fred Lebow, ideatore e organizzatore dalla Maratona di New York. Ellesse ne divenne main sponsor. Nel 1986 Gianni Poli, maratoneta di punta dell’atletica azzurra, vinse la Maratona di New York e scrisse il suo nome nell’Albo d’oro di Vivicittà, arrivando terzo nella classifica generale della corsa che allora si correva sui 12 km”.
Negli anni successivi Gabriele Brustenghi fu ideatore e protagonista del Festival del Fitness a Rimini. Anche in quella occasione la sua strada si incroció con quella dell’Uisp che nei primi anni ‘90 partecipó al Festival proponendo il Grande Gioco del Fitness.
Vivicittà è anche un invito a raccontare la storia dell’Uisp, a rievocarla come storia della capacità dello sport sociale e per tutti di fare rete e di esprimere valori. Vivicittà è anche storia di uomini e donne che hanno contribuito a farne una corsa unica, nel panorama podistico nazionale e internazionale. Per questo, insieme alla figura di Gabriele Brustenghi e di come abbia contribuito ad affermare questa manifestazione, vogliamo ricordare anche il ruolo che ebbe Filippo De Franco, dirigente nazionale Uisp scomparso lo scorso 5 marzo, soprattutto negli anni del lancio e dell’affermazione della manifestazione. (a cura di Ivano Maiorella)
Nella foto: Gabriele Brustenghi, Franco Fava, Zacchi Biadene). Fonto foto: Facebook