Comitato Territoriale

Pesaro Urbino

Alessia Morani sull'omofobia

 

L'Assessore Provinciale Alessia Morani è stata una delle prime a sostenere l'appello promosso dall'UISP contro l'omo e transfobia nello sport e nella società.

L'abbiamo incontrata nel suo ufficio, cortese, gentile e concreta, non bada troppo alle formalità e ci invita da subito a "darle del tu".

 

 

 

 

 

In primis grazie per aver sostenuto l'appello.

Di nulla. Ho aderito con convinzione.

Come sai l'appello nasce dalla bocciatura della proposta di legge di modifica all'art.61 del Codice Penale, concernente l'introduzione della circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.

Credo che quella contro l'omofobia sia soprattutto una battaglia, in nome della civiltà, per frenare la cultura strisciante e pericolosa della discriminazione razziale.

Gli episodi di razzismo aumentano nel nostro paese in maniera inquietante e non si fermano ai soli gay... prendi gli emigranti, o le donne... sono vittime di una vera e propria battaglia culturale.

Quello che voglio dire è che si dovrebbe cominciare a parlare di PERSONE, senza categorizzazioni, dimostrando un rispetto per tutti che oggi in Italia non c'è.

Concentrarsi sulla cultura del nostro paese, quindi. 

Certo. Sui "nuovi cittadini" in primis.

Quali principi stiamo trasmettendo a queste persone?

L'informazione, ad esempio. Ora è sulla bocca di tutti il caso Marrazzo: ma cosa emerge da quella notizia?

Il fatto che un politico sia andato con un transessuale.

Il fatto che Marrazzo sia andato con un transessuale, esatto.

In questo modo l'attenzione delle persone è stata deviata sulla figura del transessuale, gridando allo scandalo, e non focalizzata sul fatto che si sia speso del denaro pubblico per scopi privati.

Si è puntato sulla morale.

Ma la morale non è da confondere con l'abitudine sessuale... quello è moralismo: io sto parlando di moralità pubblica, che deve necessariamente coincidere con il rispetto delle regole.

Proprio ieri sera stavo ascoltando la Cardella parlare del sindaco di Montaldo di  Castro... quella vicenda è a dir poco allucinante.

Una ragazza viene stuprata da otto ragazzi ed il sindaco addirittura li difende, con il risultato che quella ragazza ora si vergogna anche di girare per strada.

Quale può essere il messaggio a questo punto? Le ragazze che subiscono una violenza dovrebbero vergognarsi di denunciare lo stupratore? 

 

Chiudiamo con questa domanda.

E speriamo di ricevere una risposta civile.

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