Pesaro, gennaio 2010.
Come Comitato Territoriale UISP di Pesaro ed Urbino siamo stati invitati al Congresso dell'ARCIGAY di Pesaro.
Scarica la versione stampabile in Pdf.
Buonasera, in primis... e grazie per averci concesso un po' di tempo.
Io lavoro per l'UISP, quindi, se per lei va bene, darei a questa intervista un taglio sportivo...
Nessun problema, va benissimo.
Spesso è proprio nel mondo sportivo che si annidano i preconcetti, la sessuofobia e la misoginia: quindi ne parlo volentieri.
Stavo pensando al mondo del calcio, visto come il trionfo del maschilismo e della sua ideologia. Uno sport fatto da maschi per maschi. È un fatto culturale?
Pare di si... ricordi l'episodio delle "Azzurre Brescia"?
La squadra che fu cacciata dalla Società con l'accusa dell'avere troppe giocatrici lesbiche, giusto?
Si... una delle piu' brillanti della C femminile.
Il presidente padrone, Alfredo De Caminata le aveva cacciate e sciolto la società con l'accusa dei troppi amori saffici negli spogliatoi e dintorni.
Per fortuna Lippi ha giurato che nel calcio maschile non ci sono omossessuali.
Mai visto uno in 40 anni di attività... è una storia vecchia: Luciano Moggi ha anche detto che il mondo del pallone ne è privo perché strutturalmente inadatto ai gay.
Io stesso ho avuto una polemica con Daniela Fini, che sosteneva che gli omosessuali non sono portati per giocare a calcio; le ho risposto che avevo un amante in comune con un calciatore, perché di gay calciatori ce ne sono tanti, anche famosissimi. In una squadra di serie A ce ne sono tre.
Verrebbe da chiederle i nomi...
Ma non è questione di nomi... di quelli te ne posso fare fin troppi tra gli sportivi.
È questa misoginia, questa arretratezza, che preoccupa.
L'essere gay non collima con lo sport? Che falsità! Mi viene in mente Griffith, il pugile gay, o Gareth Thomas, il rugbista ex-capitano del Galles: lui ha fatto un coming out deciso, e stiamo parlando di due sport duri, bada bene.
Adesso è venuto fuori che anche quel golfista...
Tiger Woods.
Si, Tiger Woods: pare sia bisessuale, insomma, che abbia avuto rapporti gay.
Ovviamente l'outing è arrivato rigorosamente a fine carriera, ci mancherebbe... io credo che se qualche calciatore facesse coming out sarebbe molto utile per smontare un preconcetto ben radicato, oltre che un buon esempio di piena accettazione di sé e di visibilità con gli altri.
Avevo scritto a Matarrese, presidente di Lega, chiedendogli di invitare le squadre italiane a stringere accordi con associazioni gay, sull'esempio del Manchester City... poi, va beh, non lo si è fatto.
Lei è Bolognese. Io ci ho vissuto per dieci anni e conosco un po' la situazione.
Posso chiederle di parlarmi del Laboratorio Arcobaleno?
Arcobaleni, non "Arcobaleno".
È un laboratorio rivolto principalmente a persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender... un percorso di autoapprendimento nel quale i partecipanti potranno approfondire tematiche quali l'autostima, l'affermazione di sé, la destrutturazione di stereotipi legati al proprio orientamento sessuale, la relazione con l'altro.
Insomma, si tratta di favorire una migliore comprensione di sé a partire dalla specificità dell'orientamento sessuale.
In Italia, come ti dicevo, il pregiudizio impera, e si distinguono ancora i generi secondo il criterio del "giusto e sbagliato"... è una visione semplicistica, ma atta a creare un fanatismo socialmente molto pericoloso.
Ovviamente le donne sono quelle che subiscono le difficoltà maggiori.
Non ne dubito. A proposito di donne, non so se ha seguito la vicenda delle "donne reali".
Dove?
Su l'Unità. Cito testualmente:
"In una fase critica dell'Italia, che vede le donne reali alle prese con l'impoverimento delle famiglie, con la precarietà o la perdita del lavoro, con la riduzione delle risorse pubbliche nell'istruzione, nella formazione e nel welfare, si parla d'altro, si censurano i loro progetti e le loro aspettative. Diamo voce alle donne concrete, serie, costruttive, parliamo dei talenti delle donne impegnate in battaglie responsabili per il futuro dell'Europa, che interessa soprattutto i giovani e le famiglie."... tutto sull'onda della morte di Brenda.
Sì, c'è la tendenza a difendere un recinto, seppur immaginario.
Sai che esiste una legge del 1982, con la quale l'ordinamento italiano è stato uno dei primi in Europa ad attribuire rilevanza giuridica al transessualismo.
Un'importante passo rafforzato dalla sentenza del 1985 che affermò la legittimità costituzionale della legge e riconobbe anche l'esistenza di un diritto inviolabile all'identità di genere.
Forse l'unica volta che l'Italia ha dato una lezione di civiltà... il problema è che lì eravamo e invece che avanti, abbiano camminato indietro.
Il mondo è più complicato di come ce lo vende la religione: Adamo ed Eva, ovvero un uomo e una donna; un po' troppo semplice, soprattutto se pensiamo che per l'Oms i generi sono 5: uomo, donna, gay, lesbica, trans.
A S. Francisco hanno cancellato anche l'obbligo di indicarlo sui documenti... in Italia, invece, si continua a coltivare un clima razzista e xenofobo con un controllo ben ponderato.
Aggiungi l'assoluta mancanza di risposte dalla Sinistra, se non ideologiche... e quale amplificazione distorta arriva da Destra a proposito dell'integrazione dei diritti.
E questo favorisce l'intolleranza.
Direi il luogo comune riguardo al "diverso"...da ambo i lati... prendi ad esempio le moschee.
Siamo franchi, io quando ne vedo una un po' di inquietudine ce l'ho.
Ma non ti parlo di rispetto del Credo religioso, essendo io anticlericale: dico solo che l'integrazione deve garantire la libertà ad ognuno di poter esprimere se stesso.
Se penso in quale considerazione l'islam tiene gli omosessuali o le donne e a come, invece, l'Italia litighi sullo stereotipo dell'accoglienza o del diniego in modo superficiale, la conclusione che ne traggo è che il nostro è un paese troppo severo da un lato e a maglie troppo larghe dall'altro.
La ringrazio per la disponibilità.
Solo un'ultima cosa: come forse sa già, noi dell'UISP stiamo portando avanti una campagna contro l'omo e transfobia nello sport e nella società...
Ho già aderito via mail. Comunque passami il foglio, che lo firmo volentieri, almeno hai anche il cartaceo.
Grazie ancora.
Grazie a te.
Nella foto: Pietro, Dada, Luca, Franco, Riccio, Ale