Comitato Regionale

Piemonte

Anno sportivo 23-24 - Rispettare, tutelare e salvaguardare le ASD - Accelerare la transizione sportiva

In molte Regioni e città, tra queste Torino e provincia, siamo il più grande Ente di Promozione Sportiva, a livello nazionale no, ma continuiamo ad esserlo per le attività che organizziamo.Uisp organizza attività e corsi di formazione di 180 discipline, manifestazioni ed eventi sportivi, promuove e gestisce importanti progetti nazionali ed europei che coinvolgono le ASD ad essa affiliate e gli associati.

Non potrebbe essere diversamente, Uisp è nata da una rete capillare di Comitati e associazioni sportive dilettantistiche diffusa in tutti i territori.Una rete importante che è rete sociale del Terzo Settore, che Uisp rappresenta ogni giorno, nelle sue richieste alle Istituzioni per il riconoscimento e il pieno sostegno di questo mondo  che noi per primi abbiamo chiamato "sport per tutti" e che oggi ci piace definire "sport sociale  e per tutti".

La tessera Uisp contiene tutto questo oltre che una buona assicurazione, servizi di consulenza e informazione gratuita alle asd affiliate, percorsi formativi seri, corretti, riconosciuti e qualificati.

La differenza è volere lo sviluppo dello sport per tutti come diritto di ogni cittadin3 e riconoscere che se non fosse per l’esistenza di  migliaia di ASD, questo sport ci sarebbe in minima parte e solo per pochi.

La differenza non sta nel vendere tessere e diplomi, ma nel credere davvero in un progetto che nasce da tanti tecnici e dirigenti di asd che oggi sono diventati, e continueranno a diventare, il gruppo dirigente di questa grande Associazione

IL LAVORO DELLE ASD VA RISPETTATO!

Provengo da un società sportiva e mi sarei arrabbiata moltissimo se avessi ricevuto lettere come quelle che stanno circolando da ormai troppo tempo e in particolare in questi giorni.

Gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni sono 14, ognuno diverso dall'altro, se così non fosse basterebbe riconoscerne solo uno.

La differenza è scritta nei loro statuti ma soprattutto in ciò che fanno ogni giorno in coerenza con il loro ruolo nell'ordinamento sportivo. E' sulla base di queste differenze che ogni asd sceglie dove affiliarsi e non certo, per le mail con offerte speciali che riceve.

Le vere asd hanno contenuti, principi, valori, credono e lavorano per la promozione sportiva, per lo sport nelle sue diverse forme; sanno che una tessera, o un’affiliazione svenduta o regalata, non è “regolare”, che la formazione la possono organizzare solo i secondi livelli, che non si diventa formatori da un giorno all'altro, e che chi lo diventa danneggia tutto lo sport.

Usciamo tutt3 da un periodo difficile e stiamo facendo i conti con nuovi adeguamenti, nuove leggi, abbiamo bisogno di chiarezza, correttezza e sicurezze, abbiamo bisogno di rilanciare  contenuti importanti, di tutelare e salvaguardare un mondo fatto da tante piccole e grandi associazioni sportive e sociali, che presidiano da anni i territori, avviando alla pratica sportiva migliaia di cittadini e cittadine di tutte le età.

La Presidente - Patrizia Alfano

Ecco alcuni passaggi dell'editoriale del presidente nazionale Uisp, Tiziano Pesce, per il Vademecum 2023-24 dell'associazione

Abbiamo alle spalle stagioni molto difficili per tutto lo sport di base, con il tunnel della crisi sanitaria dovuta al Covid-19, al caro bollette, all'inflazione. Anche nella nuova stagione l’Uisp dovrà essere in grado di mettere in campo tutto il potenziale dello sport sociale e per tutti e per mettere costantemente il suo sistema associativo al servizio delle associazioni e delle società sportive di base, delle persone di tutte le età, dai giovani agli anziani, e delle famiglie, per contribuire a dare risposte e sostegno, accanto alle istituzioni, a quelle fasce di popolazione che mostrano le maggiori sofferenze. Oggi lo sport sociale è trasversale ad una serie di politiche pubbliche in quanto interessa salute, diritti, educazione, inclusione, mobilità e sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana, uguaglianza di generi, beni comuni, sviluppo economico ed occupazionale. Per questo è importante proseguire nel percorso di emancipazione dello sport di promozione sociale avviato dalle riforme, che vada oltre le disuguaglianze ancora esistenti all'interno del sistema sportivo tradizionale.

Insieme dovremo accompagnare una rinnovata  cultura del cambiamento che ci faccia esercitare al meglio il nostro dovere di rappresentanza, nei confronti dei nostri associati e delle comunità alle quali facciamo riferimento nel rapporto con le rispettive realtà territoriali.Tutto questo, all'interno di un contesto sociale che vede profonde trasformazioni strutturali, con particolare riferimento alle transizioni, digitale, ecologica e demografica, significa per noi attivare una vera e propria “transizione sportiva” che rafforzi un processo di piena emancipazione dello sport di base come diritto di cittadinanza, che lo legittimi nella promozione dei valori europei e accompagni una ripresa intelligente, sostenibile, inclusiva, per una nuova qualità della vita e per un nuovo welfare.

Un pieno riconoscimento della promozione sociale dello sport come una vera e propria conquista di civiltà, da realizzare senza alcun rinvio. E noi, continuando a “Marcare la meta”, ci impegneremo così, ogni giorno, ad “Accelerare la transizione”.

Sempre avanti, c’è bisogno di tutte e tutti NOI!

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