L'UISP di Sassari, in collaborazione con la Commissione comunale pari Opportunità, allestirà uno spazio gioco nella palestra n°7 in Via Sebastiano Satta per bambini dai 3 ai 12 anni, dalle 16.30 alle 20.30, per consentire alle mamme di partecipare all'evento che si terrà a Palazzo di Città "E se governassero le donne?"
L'UISP di Sassari con Arci, Ass. Nessun dorma, Ass. NoiDonne 2005, Comitato Se non ora quando SS, CGIL, CISL, UIL, CPO comunale, CPO provinciale, CPO università, FIDAPA e MOS fa parte del COMITATO 8 MARZO che ha inviato la seguente lettera aperta ai partiti e alle forze politiche della Sardegna.
ll Comitato 8 marzo di Sassari chiede che i partiti e le forze politiche sarde si impegnino a mettere al centro della politica la questione della rappresentanza paritaria delle donne nelle istituzioni locali. Le donne non chiedono "quote rosa": la presenza paritaria è una necessità storica. Perché le donne ci sono e sono anche la maggioranza della popolazione. Bisogna cambiare le regole del gioco: serve, per il bene comune, una nuova legge elettorale che garantisca la rappresentanza paritaria delle donne nelle assemblee elettive e nel governo regionale e nazionale. Il Comitato 8 marzo di Sassari si rivolge perciò ai vari gruppi ed ai partiti per sollecitare una discussione in Consiglio Regionale, che pervenga presto alla legge elettorale attesa da molto tempo. Il Comitato 8 marzo di Sassari è intenzionato a seguirne i lavori e ricorda alle forze politiche che lo Statuto sardo, riformato dalla legge costituzionale n° 2 del 2001, all'articolo 15, stabilisce:
"Al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi,
la medesima legge promuove condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali".
Il Comitato 8 marzo di Sassari chiede alle donne già impegnate nei partiti e elette nelle istituzioni, seppur scarse di numero, di confrontarsi e sostenersi su questo obiettivo. Queste le proposte del Comitato 8 marzo per il riequilibrio di genere nelle assemblee elettive da inserire nella nuova legge sarda:
50/50. Le liste devono rispettare la composizione paritaria della popolazione sarda: 50% di donne e 50% di uomini in ogni lista. In caso contrario la lista va considerata inammissibile.
ALTERNANZA DI GENERE. Le liste devono prevedere l'alternanza donna/uomo ed i capolista devono essere equamente distribuiti tra i due generi.
DOPPIA PREFERENZA. All'elettrice/tore deve essere consentita l'espressione di due preferenze sui candidati della stessa lista. La seconda preferenza deve necessariamente esprimersi in favore di una candidatura di genere diverso dal primo, pena l'annullamento della preferenza stessa.
SCELTA DIRETTA.Tutte le consigliere ed i consiglieri devono essere eletti direttamente dalla popolazione (no al listino del presidente), come anche la presidente /il presidente della Regione.
BALLOTTAGGI. Nei ballottaggi, a parità di voti vince la candidata/il candidato appartenente al genere meno rappresentato nella contestuale elezione.
COMUNICAZIONE. I soggetti politici devono assicurare la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica e nei messaggi autogestiti.
FINANZIAMENTI. Massima trasparenza e documentazione sui finanziamenti sia pubblici che privati della campagna elettorale . Ogni candidata/to deve portare avanti la campagna elettorale con i finanziamenti messi a disposizione dal soggetto politico cui fa riferimento. A tal fine i partiti devono mettere a disposizione delle candidate e dei candidati i proventi dei rimborsi elettorali in maniera equamente distribuita. I finanziamenti privati per tutti i soggetti politici devono essere documentati e comunque distribuiti in maniera paritaria.
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