Marco Ceccantini*
Oggi dedichiamo tempo a ricordare. Come comunità, come cittadini e come sportivi per onorare il Giorno della Memoria. È una ricorrenza che non può e non deve mai scivolare nella ritualità o nel "già detto", perché la memoria è un muscolo che va allenato ogni giorno, esattamente come facciamo nei nostri campi, nelle nostre palestre e nelle nostre piscine.
Come Uisp Toscana, sentiamo questa responsabilità in modo profondo. Spesso diciamo che lo sport è vita, è gioia, è condivisione. Ma oggi dobbiamo ricordare che ci fu un tempo in cui lo sport fu negato, calpestato e usato come strumento di discriminazione. Le leggi razziali allontanarono atleti, allenatori e dirigenti dalle loro passioni, trasformando i luoghi del gioco in luoghi di esclusione.
Quest’anno, però, vorrei che il nostro pensiero andasse a una categoria specifica di eroi, spesso rimasti nell'ombra della storia ufficiale: gli sportivi che hanno scelto di smettere di gareggiare per iniziare a lottare.
Parliamo di giovani uomini e donne che, nel pieno della loro carriera atletica, hanno appeso le scarpette al chiodo o lasciato le biciclette per imbracciare la causa della libertà. Persone che hanno sacrificato i loro anni migliori – quelli del vigore fisico e dei record – non per una medaglia di metallo, ma per la medaglia invisibile e preziosissima della democrazia. Hanno rinunciato agli applausi degli stadi per il silenzio della clandestinità, mettendo a disposizione la loro resistenza fisica, forgiata dal sudore e dall'allenamento, per sostenere la lotta partigiana. Molti di loro non sono mai tornati a tagliare quel traguardo sportivo che sognavano, sacrificando la propria vita affinché noi, oggi, potessimo correre liberi.
Il loro esempio ci ricorda che lo sport non è mai un mondo a parte, isolato dalla società. Lo sport è politica nel senso più alto del termine: è partecipazione, è rispetto delle regole, è soprattutto antifascismo quotidiano. Ogni volta che accogliamo qualcuno in una nostra attività, ogni volta che abbattiamo una barriera o combattiamo un pregiudizio, stiamo onorando la memoria di quegli atleti che scelsero la parte giusta della storia.
Uisp nasce proprio da quei valori di libertà e dignità umana nati dalla Resistenza. Per noi, "sport per tutti" significa uno sport dove nessuno viene escluso per la propria fede, per la propria origine o per il proprio pensiero.
Fare memoria oggi significa impegnarsi affinché i valori per cui quegli atleti hanno combattuto non vengano mai meno. Il nostro impegno è continuare a correre sulla strada che hanno tracciato loro: una strada di libertà, di uguaglianza e di pace.
Non dimentichiamo mai chi ha sacrificato il proprio "tempo di gioco" per regalarci il "tempo della libertà".
Buon Giorno della Memoria
*Presidente Uisp Toscana