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Ciclismo

Footbike ed UISP ciclismo

Eccoci qui per parlare del monopattino sportivo, mezzo ancora curioso per noi, ma in realtà già ben conosciuto in altri paesi nel mondo.

 

La footbike, il monopattino sportivo non è più uno sconosciuto ed ha trovato in UISP Ciclismo un valido alleato.
E’ stato redatto un regolamento tecnico e si è iniziato a portare le footbike all’interno delle manifestazioni cicloturistiche, a titolo promozionale, si prevede la partecipazione a Cosmo Bike in settembre per mostrare il potenziale di questa disciplina al grande pubblico.

Maria Turra è la responsabile del settore Foootbike in UISP Ciclismo, la persona che in Italia sta promuovendo questo interessante mezzo, animata da una grande passione.
Quindi meglio lasciare la parola al “deus ex machina”

Come nasce la sua passione per il monopattino?

"La passione per il monopattino sportivo nasce davvero per caso. Quattro anni fa, cercando qualcosa che desse mobilità a mia figlia Matilde, allora sedicenne, sono incappata in questi strani oggetti, con ruote grandi e pneumatiche, freni e componenti da bici. Mi hanno subito incuriosito, ne ho acquistati un paio online, da un sito della Repubblica Ceca, ho aspettato che arrivassero con trepidazione e ho scoperto un mondo.
Dal caso alla sfida, il passo è breve: una visita in loco per conoscere i produttori, una stretta di mano e un’avventura tutta da iniziare: la vendita in Italia di questi fantastici mezzi a propulsione umana.

Innanzitutto, ho scoperto di non essere l’unica in Italia: prima di me, già un gruppo di Ivrea (Avis Monopattino) aveva utilizzato la Footbike per competizioni locali, poi per il Campionato Canavesano dal 1987 al 2017, addirittura per un Campionato del Mondo nel 2010. C’è poi un’azienda italiana che li costruisce su misura a Thiene e da ultimo siamo arrivati noi, che abbiamo importato in Italia sia monopattini sportivi da strada che da discesa. Contemporaneamente, si è sviluppata una nuova disciplina cinofila, il Canicross, in cui, oltre alla corsa e alla bici con il cane, è previsto il traino con il monopattino
Il monopattino è, per sua natura, una via di mezzo tra la corsa e la bici: attualmente  ci aggreghiamo a quelle iniziative in cui non vince nessuno, in cui c’è solo la sfida contro se stessi, in imprese che sembrano ai più impossibili.
Una di queste è la Bike Night, 100km nella notte, solitamente su ciclabili o strade secondarie, in mezzo a centinaia e centinaia di ciclisti, che ormai è diventato un appuntamento fisso.

La prima volta è stato magico. Spingere sull’ argine del Po, da Ferrara al mare, nel silenzio della notte, con un’ interminabile scia di piccole luci bianche e rosse è stata una delle esperienze più emozionanti della vita"

Quali sono le differenze con una bicicletta?

"Le differenze più marcate tra un monopattino sportivo e la bici riguardano soprattutto la posizione, sul monopattino si sta in equilibrio stando in piedi sulla pedana e non appoggiati sulla sella e sui pedali, e il tipo di movimento, sulla bici si usano principalmente gli arti inferiori, mentre sul monopattino sportivo si usano anche gli arti superiori.

Sul monopattino non ci sono pressioni e sollecitazioni per la schiena e per le articolazioni, il gesto è molto fluido e “rotondo”, ognuno può trovare il proprio passo e la propria andatura, perché i mezzi sono molto leggeri e privi di parti meccaniche (non c’è cambio, non c’è catena, non ci sono pedali). Anche dal punto di vista dell’ingombro, il monopattino sportivo è meno impattante e più maneggevole, per peso e dimensioni ridotte."

 I benefici del monopattino, perché usarlo magari come alternativa alla bici?

"La domanda che ci fanno più frequentemente, quando ci vedono in giro in monopattino è “perché dovrei usare il monopattino invece della bici?” La risposta che diamo sempre è che il monopattino non è alternativo alla bici, bensì complementare, dal momento che con il monopattino si stimolano ed allenano distretti muscolari diversi: più glutei e femorali, rispetto ai quadricipiti, più addominali e pettorali, meno sollecitazioni alle articolazioni e alla schiena.
Inoltre, è ovvio, si evitano i dolori provocati dalla sella, visto che non c’è! C’è poi un beneficio a livello cardiovascolare dal momento che la spinta a terra funge da “pompa” sul sistema circolatorio e l’alternanza delle due gambe rende il movimento simmetrico e particolarmente efficace per l’equilibrio e la propriocezione. Quest’ultima caratteristica è particolarmente evidente nei bambini: infatti sulla bici in pochi riescono ad andare senza rotelle al primo tentativo per la mancanza di equilibrio, mentre con il monopattino dopo pochissimi minuti sono quasi tutti in grado di restare sulla pedana con entrambe i piedi e spingere in maniera molto spontanea.

Le configurazioni ormai sono tantissime (da 12”/12” a 29”/24”), i materiali impiegati spaziano dall’acciaio al carbonio, come nelle bici, le geometrie sono molto diverse da un marchio all’altro ed ognuna di esse ha una propria ragione di essere.
Anche le applicazioni sono molteplici: si va dalla semplice mobilità urbana, con i modelli pieghevoli, al fitness, dal viaggio di lunga distanza, alle discese in montagna e al traino con i cani.

A noi piacerebbe che la footbike venisse inserita a pieno titolo tra le discipline sportive su ruote: dopo lo sdoganamento dello skateboard, che farà il suo debutto alle prossime Olimpiadi, sarebbe bello trovare nel palinsesto anche le gare in footbike, no?"

 Quali applicazioni in ambito di mobilità alternativa?

"Come detto in precedenza, i monopattini pieghevoli, con ruote pneumatiche da 12”/12” o 16”/16” sono estremamente appetibili per la mobilità urbana. Sono leggeri, piccoli, non sporcano, dal momento che non hanno catena, viaggiano gratis sui mezzi pubblici, aiutano negli spostamenti dell’”ultimo miglio” chiunque voglia lasciare la macchina fuori dai centri storici. Possono essere utilizzati anche da chi è vestito con abiti formali da lavoro, incluse le signore in gonna. E’ elegante, un po’ dandy, senza essere spocchioso. Io non posso farne senza, ma anche chi l’ha acquistato lo usa parecchio…"

 Come vede il futuro di questa disciplina in Italia?

"Per il futuro, mi auguro che si formino piccoli gruppi di praticanti un po’ ovunque in Italia, in modo che sia possibile organizzare un circuito itinerante di divulgazione e promozione, poi in seguito anche un campionato nazionale, perché no?
Intanto in ambito UISP Ciclismo organizziamo un calendario composto da una serie di eventi promozionali,  allo scopo di divulgare e far conoscere questo mondo a due ruote.
Ci si può affiliare e partecipare coltivando questa passione, per farla crescere in un movimento e noi in UISP Ciclismo siamo a disposizione per questo."

Per chi volesse prendere in esame l'opportunità d'inserire un evento Footbike come programma integrativo ad una propria manifestazione ciclistica oppure iniziare l'attività.

Potete contattare la referente nazionale:

Maria Turra
ciclismo@uisp.it
Telefono 3481438824

Da uno spunto di Bike Habits 
Per la Redazione UISP Ciclismo
(R.B.)

 

 

 

 

BIKE CARD Tutorial

Come saprete, in virtù delle convenzioni stipulate ad inizio 2018 sono considerati reciproci per tesseramento:

FCI, ACSI, CSI, CSAIN e UISP

Per i restanti enti di promozione sportiva è previsto il rilascio della Bike Card.Questa permette ai tesserati degli enti AICS, ASI, CSEN, ENDAS, US ACLI, CNS LIBERTAS e OPES di partecipare alle manifestazioni organizzate da FCI, ACSI, CSI, CSAIN, e UISP.
Va specificato che la Bike Card viene distribuita ai propri tesserati direttamente dagli Enti in Convenzione e non a titolo individuale.

Pertanto tutte le società che organizzano raduni cicloturistici su strada devono, in atto d’iscrizione alla propria manifestazione, procedere a richiedere ai ciclisti tesserati per gli enti:
AICS, ASI, CSEN, ENDAS, US ACLI, CNS LIBERTAS, OPES

Questa BIKE CARD (come nell’immagine fac simile sotto) per poter regolarizzare l’iscrizione

Per agevolare le procedure, è possibile verificare la presenza del ciclista nel database della Bike Card, accedendo alla procedura on line direttamente da questo link oppure tramite l’immagine sottostante

Lo ribadiamo, in virtù degli accordi di reciprocità
I TESSERATI FCI, ACSI, CSI, CSAIN e UISP–NON DOVRANNO PRESENTARE NESSUNA BIKE CARD

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