Nazionale

Classifica compensata

Tante città, una sola corsa

Dal punto di vista tecnico, la caratteristica più importante di Vivicittà è la classifica unica, un’innovazione ineguagliata: partenza unica alle 10.30, percorso di 21.097 e 12 km e compensazione finale delle differenze di percorso nelle città in cui si corre.

Metodo

Il pioniere dello studio sul costo energetico rispetto alle variazioni di pendenza è stato il fisiologo italiano Rodolfo Margaria. L’Uisp, fatto tesoro dei suoi insegnamenti, insieme all’Istituto di Scienza dello Sport del CONI, ha applicato questi studi aggiungendo alle variazioni di altimetria quelle della qualità del terreno e delle curve più o meno accentuate.

E’ tuttavia evidente che, in una manifestazione come Vivicittà, i fattori capaci di influenzare la prestazione sono molteplici e difficilmente schematizzabili.

È inoltre utile ricordare che questi esperimenti, pur una valenza scientifica di buon livello, si mantengono sempre nell’area di un “tentativo” o meglio ancora di un “gioco”.

Attraverso i test effettuati in laboratorio e su percorsi stradali grazie alla disponibilità di varie tipologie di atleti (uomini/donne, giovani/anziani, forti/medi/deboli, pesanti/leggeri e addirittura con caratteristiche culturali e fisiologiche diverse) siamo giunti ad una attendibilità dei nostri studi del 97-98%.

Pertanto è stato possibile studiare e valutare scientificamente:

1. le variazioni di velocità rispetto alle diversità di pendenze (salite/discese), di terreno (asfalto, pavé), di linearità (curve);

2. il diverso consumo di ossigeno e la conseguente variazione di fatica nelle varie situazioni;

3. l’insorgenza di lattato nel sangue e l’eventuale sua velocità di recupero;

4. il rapporto tra distanze percorse e il consumo di ossigeno (e di conseguenza la lunghezza dei percorsi stessi);

5. il rapporto fra distanze, percorsi diversi e risultati.

Ci sono invece alcune variabili con le quali è difficile, o addirittura impossibile, fare i conti: esse sono i punti mobili (nastri, transenne), i punti critici sui quali non può passare il percorso ideale (aiuole) ed infine le condizioni meteorologiche che, come ben sappiamo, solo in parte sono prevedibili.

Dallo studio sulla variazione del consumo di ossigeno e della conseguente velocità di corsa dell’essere umano in funzione della pendenza e delle altre variabili si possono ottenere dei coefficienti che quantifichino la perdita/guadagno  in presenza di salite/discese, della loro entità (percentuale di pendenza), del loro posizionamento nella gara (una salita al primo chilometro non produce lo stesso effetto di una salita al decimo).

Prima della gara viene pertanto calcolato, tenendo conto dei parametri accennati in precedenza, un coefficiente di compensazione che ci permetta di equiparare il percorso in questione ad uno ideale perfettamente piatto.

Dopo la gara, disponendo dell’ordine di arrivo e dei relativi risultati cronometrici, si possono operare delle statistiche che permetteranno la correzione dei coefficienti per l’anno successivo. Inoltre è possibile, con un’approssimazione di più o meno 30 metri, calcolare l’esatta misurazione della distanza effettivamente percorsa dagli atleti.