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La carica dei 50.000: ecco come Vivicittà è diventata social

Domenica 19 aprile la “Corsa più grande del mondo” è diventata virtuale. Una mattinata con tanti ospiti e un cuore: il cortile di Brescia con Chiara e Camilla

 

Sono stati 50.000 i partecipanti a Vivicittà, anche quest'anno e nonostante l'emergenza sanitaria. Tante sono state le persone che hanno seguito sui social un'edizione virtuale della "Corsa più grande del mondo", domenica mattina 19 aprile, dalle 9.30 alle 12.

Quello che contraddistingue Vivicittà, la manifestazione nazionale dell’Uisp nata nel 1984, è la sua capacità di unire, di mettere in contatto persone e luoghi lontani nel nome dello sportpertutti, dei diritti, dell'ambiente e della solidarietà Questa volta il filo di lana dell'arrivo è stato virtuale, sulla pagina Facebook Uisp nazionale , tutti ugualmente uniti, ognuno a casa propria. Ma un cuore pulsante, effettivo, c'è stato anche in questa edizione speciale: si è trattato del cortile di casa di Viviana, a Paratico, piccolo centro in provincia di Brescia, a due passi dall'a provincia di Bergamo. Proprio qui, Chiara di nove anni e Camilla di sette, figlie di Viviana, socia Uisp, hanno dato vita ad una vera e propria corsa podistica attraverso delle palline con i nomi di 36 atleti e atlete, vincitori delle passate edizioni di Vivicittà. Ha vinto il gioco e il sorriso delle due bambine che hanno disegnato un arcobaleno sul pavimento del cortile di casa loro: un arcobaleno, Vivicittà 2020, il simbolo dell'Uisp, "tutto andrà bene". E per una edizione che era stata pensata per ricordare Gianni Rodari, non è poco.

Come si è arrivati a 50.000 partecipanti? Grazie ad una diretta Facebook sulla pagina Uisp nazionale e sugli altri social del sistema di comunicazione Uisp. Ventisette ospiti si sono alternati, con collegamenti dalle città e dai Comitati Uisp, ma anche da redazioni di giornali o dall'estero. E' sono stati appunto 50.000 i partecipanti: 39.000 su Facebook (tra visualizzazioni, persone raggiunte e interazioni), 7.00 su Twitter (con 47 tweet realizzati nell'arco delle tre ore di diretta) e 4.000 su Instagram (con 34 storie realizzate).

Numeri importanti, realizzati anche grazie ad 89 condivisioni. Tutta l’associazione si è mobilitata per questa occasione, per rendere il vero spirito di Vivicittà, i suoi aspetti salienti, diritti, ambiente, solidarietà: così abbiamo sentito le voci dei presidenti di comitati Uisp, dal nord al sud del Paese, raccontarci cosa significa organizzare un’iniziativa così importante e allo stesso tempo cosa significa non poterla organizzare per un’emergenza sanitaria. Dopo il via lanciato alle 9.30 in compagnia del presidente nazionale Vincenzo Manco e di Filippo Corsini, di Radio 1 Rai, partner storico di Vivicittà, dai cui microfoni è sempre stato lanciato il via alla gara, ci siamo trasferiti a Paratico, sul confine tra le province di Brescia e Bergamo, dove Viviana, dell’Uisp Brescia, ha coinvolto le sue due figlie, Chiara e Camilla, in una Vivicittà inedita. Dopo i saluti del presidente Uisp Brescia, Ivano Baldi, proprio in questo territorio martoriato dal CoronaVirus, su un percorso disegnato con i gessetti nel cortile di casa, accanto ad un coloratissimo arcobaleno, si è svolta la sfida tra le trentasei vincitrici di tutte le edizioni e i trentasei vincitori: a colpi di mestoli 72 palline hanno percorso il tracciato, per stabilire i vincitori di un Vivicittà che scavalca il tempo e lo spazio, mette insieme vecchie glorie e due bambine con tanta voglia di giocare e riaccende un po’ di spirito agonistico in tutti gli amanti del podismo.  

Infatti, il gioco è un elemento che avrebbe caratterizzati Vivicittà, come tutte le manifestazioni nazionali Uisp del 2020, dedicate al ricordo di Gianni Rodari nel centesimo anniversario della nascita: ce ne hanno parlato Andrea Dreini, presidente Uisp La Spezia e Val di Magra, che si ha curato la grafica delle manifestazioni, ma anche Azio Minardi, presidente Uisp Reggio Emilia, dove i metodi pedagogici di Rodari e della sua scuola hanno trovato terra fertile. Dalla Lombardia Vivicittà virtuale ha raggiunto Matera, con il presidente Francesco Grieco, con i suoi progetti di riqualificazione degli spazi urbani e Bari, dove Giacomo Leone, ex atleta vincitore di Vivicittà, ha condiviso con tutti noi l’amore per questa corsa. A quel punto abbiamo potuto attraversare l’Adriatico insieme a Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello sport, che ha ricordato l’esperienza a Sarajevo, con l’unica altra edizione di Vivicittà corsa al chiuso a causa della guerra, e poi la rinascita di una città anche attraverso lo sport, come accade in Libano nei campi profughi in cui l’Uisp porta lo sport per i bambini libanesi, palestinesi e siriani, e come accaduto a Gerusalemme, con una Vivicittà messaggera di pace: proprio da Gerusalemme è intervenuto il giornalista Rai Carlo Paris, che ha ricordato come lo sport sia un potente strumento di inclusione e integrazione, come accade con le corse nelle carceri promosse dall’Uisp da tanti anni. Ilaria Nobili, dell’Uisp Roma, ha descritto l’esperienza nel carcere di Rebibbia, perché in Vivicittà l’aspetto agonistico si lega a tanto altro, come ha specificato Tommaso Bisio, responsabile atletica leggera Uisp, in collegamento insieme a Sandro Donati, maestro della scuola dello sport del Coni, che ci ha ricordato l’importante lavoro, anche simbolico, delle compensazioni dei percorsi, per far si che tutti i partecipanti si sentano di condividere l’esperienza.

Tra le parola d’ordine dell’Uisp, rappresentate da Vivicittà, c’è da sempre ambiente, e ogni anno l’Uisp si impegna a sensibilizzare tutti i partecipanti alle sue manifestazioni sui temi della sostenibilità, come ricordato da Massimo Aghilar, presidente Uisp Torino, e rimarcato da Massimo De Luca, giornalista Rai che ha preso parte a tante edizioni della corsa Uisp, addirittura realizzando un collegamento da "Tutto il calcio minuto per minuto".

Dopo la proclamazione dei vincitori di Vivicittà svolto nel cortile di Brescia, commentata insieme al presidente dell’Uisp Pesaro Urbino, Simone Ricciatti, il commento tecnico è stato affidato come tradizione a Massimo Tossini, responsabile grandi iniziative Uisp, e al giornalista ed ex atleta, Franco Fava, che ha anche ricordato l’importanza degli sponsor e dei partner tecnici per la crescita di manifestazioni così importanti e durature, introducendo così gli interventi dei rappresentanti dei partner Uisp Marsh e Jako. Un altro partner storico di Vivicittà è il Corriere dello sport: è stato proprio il direttore della testata, Ivan Zazzaroni ad intervenire in diretta, auspicando la possibilità di svolgere la corsa Uisp per le strade delle nostre città al più presto. La voglia di ripartire, di muoversi all’aperto, di scendere per le strade, che si respira nelle nostre città, è stata rimarcata anche da Paolo Peratoner, dirigente Uisp Veneto, un’altra delle regioni più colpite dal contagio.

La diretta dell’Uisp nazionale è arrivata anche in Sardegna, a Cagliari dove il presidente del comitato Uisp, Pietro Casu, ha messo in bella mostra le magliette delle ultime Vivicittà, come ha fatto Domenico Lattanzi da Latina. Altri comitati Uisp intervenuti in diretta sono stati quelli di Arezzo, con il presidente Gino Ciofini, e di Pescara, con Paolo Renzetti, con cui abbiamo vissuto l’emozione del dopo gara e della partecipazione dei volontari, l’impegno delle società sportive che rende possibile ogni anno il successo della manifestazione, e quello di Bari, con Veronica D’Auria, che ha portato l’attenzione proprio sulle difficoltà attuali delle società sportive, che sono ferme e rischiano di non riuscire a ripartire a causa della crisi provocata dal CoronaVirus. Proprio su queste tematiche è intervenuto, in chiusura di trasmissione, il presidente nazionale dell’Uisp, Vincenzo Manco: evidenziando il grande lavoro portato avanti in queste settimane dall’Uisp, al fianco del Forum del terzo settore, affinchè i collaboratori sportivi e le società non vengano dimenticati, perché rappresentano uno spicchio rilevante del sistema di welfare del Paese, oltre ad essere un settore importante dal punto di vista economico, che rischia di soccombere se lasciato solo di fronte alla crisi attuale. (Elena Fiorani e Ivano Maiorella)