Nazionale

Prosegue l’impegno Uisp in Libano al fianco di Terre des hommes

Venerdì 8 e sabato 9 dicembre Loredana Barra, Uisp Sassari, e Michele Bellucci, Uisp Roma, sono stati in Libano per una due giorni di formazione rivolta agli operatori di Terre des Hommes all'interno del progetto "Cheer for inclusion", a cui l'Uisp, grazie alla raccolta fondi legata a Vivicittà 2017, ha contribuito con la costruzione di un campo sportivo nella villaggio di Qasr.

“Un'altra importante tappa del percorso Uisp in Libano, in questa occasione a Qasr, 9 km dalla Siria, dove siamo impegnati nella riqualificazione di campi polifunzionali e nella formazione di operatori sportivi Terre des Hommes – dice Loredana Barra - che in quei campi costruiscono spazi di benessere, dove sia possibile con lo sport e il gioco rielaborare il trauma vissuto, e dove creare, con il movimento, esperienze emotive positive a favore dei piccoli profughi siriani”. 

“La formazione è andata molto bene, i partecipanti sono motivati e partecipi e hanno dato all'interprete un feedback molto positivo – continua Barra - abbiamo affrontato diversi concetti come il gioco come strumento di integrazione e mezzo privilegiato per costruire relazioni, partendo da quello che crea loro più difficoltà cioè la gestione di bambini che fanno fatica a crescere e ad essere capiti e che reagiscono in modo aggressivo e talvolta violento verso se stessi e verso gli altri. Il lavoro è stato centrato sul corpo degli operatori affinchè capissero su loro stessi il disagio che quotidianamente osserviamo nei bambini. Abbiamo dato elementi e strumenti per ascoltare il disagio che attraverso il corpo i bambini esprimono attraverso la comunicazione corporea. Questa modalità di training ha permesso di far emergere soluzioni e modelli per prevenire la frustrazione nel bambino”.

Per Michele Bellucci si è trattato della prima esperienza in Libano: “Sono stato molto contento di partecipare a un progetto internazionale dell’Uisp, un lavoro delicato, in situazioni in cui c’è realmente bisogno di interventi educativi mirati che possano dar sollievo a gravi situazioni di tensione. La cosa che più mi ha sorpreso è riscontare il bisogno di gioco che hanno i bambini ma anche gli educatori. In questo contesto il nostro corso, dal titolo “Gioco sport come strumento e metodo per l’apprendimento dei bambini” si è inserito alla perfezione. Siamo arrivati con uno schema preciso di quello che avremmo fatto poi siamo stati costretti a rimodulare il percorso in base alle presenze, mantenendo dei punti fissi e trovando un buono spirito di squadra”.

“Ho avuto un po’ di difficoltà a cogliere il loro livello di adesione alle attività proposte – conclude Bellucci - ma dai feedback finali ho visto che avevano colto il nostro messaggio e i contenuti che volevamo trasmettere. È stato interessante mostrare agli educatori partecipanti come canalizzare l’energia dei bambini e abbiamo dovuto metterci in gioco noi per primi, per trovare un canale di comunicazione e agevolare il coinvolgimento diretto dei bambini, cosa che abbiamo realizzato anche attraverso le attività circensi”. (Elena Fiorani)

 

 

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