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Toscana

Uisp afferma con forza il proprio no al razzismo

Due interviste a Vincenzo Manco e Raffaella Chiodo Karpinsky per contrastare il razzismo dentro e fuori gli stadi

 

Vincenzo Manco presidente Uisp nazionale è stato intervistato dalla rete televisiva franco-tedesca Arte sul razzismo negli stadi italiani, a seguito degli episodi che si sono verificati nelle ultime settimane nei campi di serie A ma anche tra i giocatori amatoriali e addirittura tra i bambini.
Un fenomeno purtroppo in aumento nel nostro paese e in tutta Europa che desta preoccupazione come emerge dalle parole del Presidente che sottolinea come ci sia “una recrudescenza a tutti i livelli che non è legata solo alle tifoserie delle squadre – dice - Quando si arriva alla rabbia e alla paura dell'altro, è chiaro che siamo di fronte allo specchio della società”.

Il servizio del canale franco tedesco dal titolo Italia: qual è la soluzione al razzismo negli stadi? racconta quanto avvenuto a Desio, dove un bambino della categoria Pulcini 2009 di origine senegalese è stato insultato e aggredito da una mamma e un papà della squadra avversaria. La squadra brianzola Aurora Desio Calcio dove gioca il bambino vittima di razzismo, ha organizzato un weekend antirazzista che si è svolto il 9 novembre. Tutte le iniziative sono state all'insegna dello slogan "VAR. Vietato ai razzisti". Oltre alle strisce nere che gli atleti, lo staff e i genitori si sono dipinti sul volto "per far capire che siamo tutti fratelli al di là di ogni razza o del colore della pelle", i calciatori hanno indossato una maglia speciale con la scritta "L'unica razza che conosco è quella umana". 

GUARDA IL VIDEO CON L’INTERVISTA A VINCENZO MANCO 

Raffaella Chiodo Karpinsky delle politiche internazionali Uisp e membro della Rete Fare-Football against racism in Europe, è stata invece intervistata da Radio Capodistria per fare un bilancio dell’edizione 2019 delle Settimane di azione contro il razzismo che si sono svolte dal 10 al 24 ottobre.
“Iniziative si sono svolte in più di 60 paesi di tutto il mondo, non solo europei, e hanno coinvolto in centinaia di eventi almeno 150mila persone – ha raccontato Chiodo - quindi un bel numero di persone hanno potuto partecipare ad incontri, partite e tante altre attività tese a sensibilizzare sul tema del razzismo nello sport, e nella società in generale. Anche in Italia sono stati organizzati diversi eventi, uno dei quali ha preceduto l’inizio della manifestazione ma è stato particolarmente importante: il 7 ottobre a Roma l’Uisp insieme alla Rete Fare e all’Ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali hanno promosso un’iniziativa alla quale sono stati invitati tutti i vari livelli del calcio italiano e della società civile e delle istituzioni, da questo appuntamento è emersa la proposta di istituire un osservatorio sul razzismo nel calcio e nello sport. Questa iniziativa è diventato un impegno e un progetto che verrà avviato a breve”

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