Settore di Attività Nazionale

Acquaviva

Corso Tecnico Educatore Kayak marino - TE257/21-22

Il percorso per diventare Tecnico educatore Marino UISP ha lo scopo di formare in modo appassionato e attuale i nuovi tecnici apportando conoscenze legate all’ambiente marino ma non solo.
Il tecnico deve essere un riferimento per i praticanti, all'interno della filosofia UISP, cioè dello Sport Per Tutti.
I temi trattati porteranno alla conoscenza delle tecniche peculiari del Kayak da mare inerenti la conduzione del mezzo e della sicurezza ma anche all’interiorizzazione delle basi della comunicazione, della didattica e della gestione dei gruppi in mare.

C O N O S C E R E  I L  M A R E
Ampio spazio nel percorso verrà dato alla conoscenza dell'ambiente mare passando attraverso appuntamenti di ecologia e biologia, di navigazione, meteorologia e storia della canoa.

S A P E R  I N S E G N A R E
I temi trattati porteranno alla conoscenza delle tecniche peculiari del Kayak da mare inerenti la conduzione del mezzo e della sicurezza ma anche all’ interiorizzazione delle basi della comunicazione, della didattica e della gestione dei
gruppi in mare.

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Inserire numero Nulla Osta: TE257/21-22 

 

 NOTIZIE DA UISP NAZIONALE

 

DOMANDE E RISPOSTE

Risposte alla domande più frequenti

Regole per accedere ai corsi per i tecnici

Perché pagaiare in Acquaviva-UISP è diverso?

Perché l'Acquaviva-UISP pone al centro delle proprie attività il tema dell'identità e dell’appartenenza alla UISP: tema che si declina nei cento modi e cento tempi diversi che caratterizzano i club, le associazioni e i singoli soci sul territorio ma che, sempre e ovunque, si concretizza nell’inclusione (disabilità, immigrazione, disagio sociale, ecc.), nella partecipazione attiva e nell’attenzione all’ambiente.
Perché non è riconducibile al primato dell’etica del risultato, propria dello sport di prestazione assoluta, ma è, invece, riconducibile alla tutela della salute, all'attenzione alla qualità della vita di ciascuno, al primato dell'educazione e della socialità.
Perché non è il fine ma il mezzo per la ricerca della felicità propria e di tutti a cominciare dai più deboli:

  • disabili fisici e sociali
  • immigrati
  • poveri.

Perché è partecipazione alla tutela dei “luoghi in azione” siano essi le sorgenti dei torrenti d’alto corso o i parchi acquatici cittadini o, ancora, i canali e i tratti fluviali urbani da troppo lasciati all’incuria e al degrado.