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Decreto legge sport: respinti tutti gli emendamenti

Appello del presidente nazionale Uisp, Tiziano Pesce, al Parlamento e al Governo: "Ripensateci, la promozione sociale e sportiva merita attenzione".

 

Nell’ambito dell’esame, in sede referente, del disegno di legge C. 1902, di conversione del Decreto-legge 31 maggio 2024 n. 71, recante disposizioni urgenti in materia di sport, nella mattina di martedì 9 luglio, la VII Commissione Cultura della Camera dei deputati, ha respinto, tra gli altri, gli emendamenti presentati dall’on. Mauro Berruto e da altri parlamentari, all’art. 3 comma 2 e comma 3 lettera b, riguardanti problematiche introdotte nell’ambito della riforma del lavoro sportivo proprio dal decreto in esame. Gli emendamenti di fatto ricalcavano quanto sostenuto dall’Uisp, audita lo scorso 18 giugno (clicca qui per approfondimenti e per leggere la memoria depositata), e dal Forum del terzo settore, in particolare sul tema del disallineamento tra la disciplina delle organizzazioni sportive dilettantistiche e quella degli enti del terzo settore.
 
"Sulle proposte emendative - dice Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - è stato presentato il parere negativo del Governo, ossia del ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, a cui avevo avuto modo, tra l’altro, di sottolineare la pesante criticità ancora nella giornata di ieri, nel corso del periodico incontro con i presidenti degli Enti di promozione sportiva".
 
"La reintroduzione del rimborso spese forfettario per i volontari delle organizzazioni sportive nella formulazione proposta dal Decreto legge 71 crea un regime differenziato tra volontari delle organizzazioni sportive e volontari delle organizzazioni sportive che hanno acquisito anche la qualifica di enti del terzo settore, essendo espressamente preclusa a costoro la possibilità di percepire rimborsi spese forfettari; espone i percettori e le organizzazioni ad un rischio di contestazione per utilizzo elusivo della norma; priva le organizzazioni sportive della possibilità di optare per il rimborso in regime di autocertificazione, in alternativa al rimborso forfettario; non apporta alcuna semplificazione, anzi presenta molteplici dubbi interpretativi".
 
"Cancellato, inoltre, l’emendamento che avrebbe previsto che anche i collaboratori coordinati e continuativi sportivi dilettantistici con compenso complessivamente non superiore a cinque mila euro annui potessero cumulare detto reddito con la pensione quota cento come i collaboratori autonomi occasionali".
 
"Ministro Abodi, il vasto mondo della promozione sociale sportiva merita la giusta attenzione - conclude Tiziano Pesce - a questo punto si rimoduli almeno la definizione la figura del volontario sportivo per risolvere i molteplici dubbi interpretativi esistenti, si stabilisca inequivocabilmente che gli organismi e le organizzazioni sportive che sono anche enti di terzo settore (sostanzialmente gli Enti di promozione sportiva che sono tutti qualificati anche come Associazioni di promozione sociale e gli enti sportivi con doppia qualifica iscritti sia al RASD che al RUNTS) possano applicare la novellata disciplina dei rimborsi spesa forfettari".
 
"L’armonizzazione delle riforme legislative dello sport e del terzo settore, fondamentale per riconoscere la giusta dignità ed agibilità agli operatori dello sport sociale, subisce a questo punto una brusca frenata ed un insostenibile arretramento. Al Parlamento, al Governo, diciamo: ripensateci!"
 

UISP BOLOGNA
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