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Sport di prossimità, uscire dalla crisi Covid per ripartire più forti

Ecco i temi e le proposte emersi da Next, progetto europeo promosso dall'Uisp. Il convegno finale si è tenuto a Roma mercoledi 15 giugno.

La conferenza finale del progetto Next è stata l'occasione per un'azione di advocacy da parte dell'Uisp, capofila di questo progetto europeo sostenuto da Erasmus+, nei confronti delle istituzioni e degli organismi decisionali che indirizzano le politiche dello sport e della salute. Infatti oggi a Roma, presso Palazzo Valentini, si sono ritrovati esponenti delle amministrazioni regionali e locali, rappresentanti del sistema sportivo e del terzo settore. Una mappa molto chiara dei soggetti in campo quando si parla di coprogettazione e coprogrammazione. Ma anche della trasversalità dello sport e dell’attività fisica nelle politiche pubbliche, giocando un ruolo sempre maggiore e intersettoriale tra salute, città più vivibili, sostenibilità ambientale, socialità e inclusione.


Su questi temi si sono misurati i vari relatori e portatori di esperienze dall’Italia e da diversi Paesi europei.

Antonio Diviesti e Raffaella Chiodo, entrambi per il progetto Next, hanno introdotto e illustrato il programma. Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp: “Attraverso lo sport sociale e di prossimità abbiamo cercato di dare un contributo alle persone di tutte le età per superare questi due anni di emergenza pandemia #COVID19”. Pesce ha poi salutato gli ospiti, i relatori e i rappresentanti delle associazioni partner, ovvero: ISCA (International Sport And Culture Association), Danimarca; SSIZ (Sportska Zajednica Istarske Zupanije), Croazia; AJSPT (Asociatia Judeteana Sportul Pentru Toti Suceava), Romania; UNICLAM (Universita degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Italia; FUNDACIÓ UBAE, Spagna; DTB (Deutscher Turnerb Bund), Germania.

Andrea Catarci, assessore al Decentramento del Comune di Roma, ha fatto gli onori di casa, e ha parlato degli obiettivi principali della “città dei 15 minuti” e del significato della prossimità nella diffusione capillare delle attività fisiche e sportive. Catarci ha messo in evidenza il fatto che è importante arricchire ogni municipio di infrastrutture sociali che permettano a tutti di praticare sport senza doversi muovere dal proprio quartiere, in modo da diffondere la cultura sportiva in uno dei paesi più sedentari d’Europa.
Tiziano Pesce ha sottolineato l’importanza di questi impegni: “L’esempio del Comune di Roma potrebbe essere seguito anche da altri enti locali” ha detto il presidente Uisp.
Raffaella Chiodo, coordinatrice del progetto, ha sottolineato come, dopo la pandemia, ci sia bisogno di arricchire la nostra società di infrastrutture che promuovano la cultura sportiva e favoriscano le relazioni. Dal risultato di incontri e scambio di opinioni si è giunti alle conclusioni prospettate oggi. Raffaella Chiodo ha sottolineato l’efficacia del progetto Next anche per la possibilità che ha dato di confrontare le varie esperienze condotte in Italia e negli altri paesi europei coinvolti.

Roberto Tavani, delegato allo Sport della Regione Lazio, ha parlato della necessità di infrastutture sociali che invoglino le persone a socializzare in un contesto sportivo e di prossimità, per provare a cambiare rotta e puntare su un sistema che invogli al movimento e al benessere fisico. “Il periodo del Covid – ha detto Tavani - ci ha mostrato quanto importante sia lo sport anche a livello psicologico e come il movimento rappresenti un bisogno primario che non deve passare in secondo piano agli occhi delle istituzioni”.

Daniela Conti, responsabile Politiche interculturalità e cooperazione Uisp ha ricordato che il progetto è stato avviato già prima della pandemia e che, col progredire della crisi e dell’emergenza, si è reso necessario per tutti diffondere occasioni di movimento in prossimità delle proprie abitazioni. Nella seconda parte della mattinata sono state illustrate le esperienze del progetto Next in Europa e in Italia, promosse dai Comitati Uisp di Sassari, Reggio Emilia e Firenze.
“Uno dei principali obiettivi nella nostra città – ha detto Maria Pina Casula, Uisp Sassari e presidente regionale Uisp Sardegna - è stato quello di mettere in relazione le azioni dei singoli costruendo una rete di scambi e reciprocità a sostegno del tessuto sociale, per rafforzarlo. E’ determinante il ruolo svolto dai cittadini e dai volontari, che deve essere attivo e responsabile”.
Evelyn Iotti dell’Uisp Reggio Emilia ha parlato dei tavoli di quartiere che hanno favorito momenti di discussione e confronto con gli abitanti del territorio. In questi tavoli si sono progettati differenti laboratori motori, creativi, artistici, ludici, sanitari.
Che cosa ci hanno insegnato queste esperienze e che cosa lasciano per il futuro? Ecco alcuni utili spunti emersi: ripensare alla sala condominiale come luogo di benessere e socialità; pensare a progetti allargati che coinvolgano le imprese edili e le istituzioni in modo da costruire spazi accoglienti, a misura di condomino; fare rete perché le sale condominiali esistenti e quelle in costruzione diventino luoghi per differenti utilizzi, dallo sport ai servizi; il coinvolgimento dell'intero quartiere con attività e servizi di prossimità; rendere le sale condominiali spazi polivalenti e multifunzionali con vicino spazi verdi per portare anche all'aperto le attività; collegare diverse realtà con piste ciclopedonali per ottimizzare i tempi e favorire la mobilità sostenibile; dare vita a vere e proprie palestre a cielo aperto, a frequentazione libera e gratuita, utilizzando i cortili condominiali e gli spazi verdi. Per illustrare le esperienze europee sono intervenuti: Mihai Androhovici, Suceava (Romania); Matija Cerveni, Pula-(Croatia). A seguire Pia Pauly (Germania), Saska Benedicic Tomat (Slovenia- Danimarca).

Roberto Pella, presidente Vicario dell’ANCI–Associazione Nazionale Comuni d’Italia, ha sottolineato come la salute e lo sport siano beni comuni e la sedentarietà sia il fenomeno negativo da sconfiggere. “I Comuni italiani – ha detto Pella - stanno assumendo lo sport come indicatore trasversale di politiche pubbliche su salute, vivibilità, urbanistica”.

Simone di Gennaro dell’Università di Cassino ha parlato della necessità di cambiare approccio nell’organizzare dei bandi e dei progetti, temperando l’importanza del raggiungimento dell’obiettivo e dando più importanza al percorso attraverso il quale si raggiunge il miglioramento e attraverso cui si realizza l’innovazione.

Riprendendo i lavori della sessione pomeridiana, moderati da Toni Llop, Next Project - Spagna e Raffaella Chiodo Karpinsky, Next Project – Italia, Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp ha sottolineato che: “Dopo il lungo periodo della pandemia, che ha determinato un grave impatto su tutta la filiera dello sport e dell’associazionismo sportivo di base in particolare con conseguente chiusura di molte realtà, è necessario un approccio strategico per rilanciare e valorizzare il ruolo dello sport e dell'attività fisica nella costruzione di una società più resiliente e sostenibile. Una tale scelta va collocata all'interno del più ampio processo di ripresa economica e sociale, provando a individuare obiettivi per rafforzare la capacità di reazione del settore dello sport alle crisi che sempre più frequentemente ci affliggono”.

Mogens Kirkeby, presidente ISCA, si è interrogato su come ricominciare a fare attività fisica dopo il Covid-19 e su quali siano le tendenze in atto. “Dobbiamo imarare a valorizzare anche gli spazi domestici, quella della nostra casa per fare attività fisica, ogni occasione è buona – ha detto Kirkebi – inoltre dobbiamo comprendere che sono attività salutari e sociali, perché producono divertimento e gioia”.
Vanessa Pallucchi portavoce del Forum del Terzo settore, ha insistito sulla necessità di: “Favorire azioni di coprogettazione e coprogrammazione tra istituzioni e terzo settore: lo sport ha caratteristiche sociali in grado di favorire politiche pubbliche intersettoriali”. Massimo Gasparetto, responsabile Politche per la promozione della salute Uisp, ha parlato dell’uguaglianza in salute, presupposto di ogni attività di promozione dello sport come diritto per tutti, a tutte le età: “l’Uisp ha sempre pensato più alle persone e meno al risultato. Per questo nasce il progetto Next che ha l’obiettivo di avvicinare le occasioni di sport alle persone, renderle accessibili, sotto casa. Questo lavoro che facciamo con continuità rende l’inclusione un valore imprescindibile. Basti pensare alle attività che continuativamente l’Uisp organizza nelle carceri e per le persone con disagio mentale, attività come Matti per il calcio ad esempio”.

Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute ha messo in evidenza il lavoro svolto in questi anni dal suo Ente nella direzione di diffondere una nuova cultura dello sport, fatta di benessere e diritto allo sport per tutti. “Si tratta di finalità che ci vedono perfettamente in linea con l’Uisp e con il terzo settore perchè nostro fine comune è affermare il valore sociale dello sport, portarlo dove attualmente non arriva, valorizzarne la capacità inclusiva e intersettoriale”.
“Il confronto tra esperienze europee sullo sport di prossimità ci conferma che l’uscita da pandemia #COVID19 puó essere il miglior investimento per le nostre comunità, soprattutto per i giovani”, ha detto Tiziano Pesce in chiusura ringraziando i relatori, i partecipanti, il Comune di Roma metropolitana che ha ospitato l’evento e tutte le persone dello staff Progetti Uisp nazionale che hanno contribuito al successo dell’iniziativa. (a cura di Ivano Maiorella, hanno collaborato Sergio Pannocchia, Arjola Cani, Lorenzo Boffa, Abel Vianney Gentili, Eduardo Raso)

Fonte: Uisp Nazionale

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