Si è chiusa mercoledì 10 giugno a Tallin la riunione dei partner del progetto europeo “ABC for mental health”, di cui è capofila ISCA-International sport and culture association e Uisp è partner. La riunione è stata ospitata nella sede del partner estone, Peaasi. La prima giornata dei lavori ha visto protagonista la Uisp in qualità di organizzazione responsabile della parte del progetto dedicata alle azioni pilota (WP4). Irma Preka, coordinatrice del progetto, e Raffaella Chiodo Karpinsky, collaboratrice che segue le azioni pilota nei vari Paesi europei, hanno guidato i partner nell’analisi delle azioni nei propri paesi. Il progetto ha raggiunto la fase in cui lo sviluppo delle azioni pilota richiede la raccolta e la valutazione del loro impatto. Si è indagato l’effetto del metodo ABC sulle organizzazioni partner: se e cosa è cambiato nel loro agire, nei loro programmi regolari e tradizionali, a livello individuale così come tra gli stakeholder e i partecipanti coinvolti. Rispondendo alle domande predisposte dal team Uisp i partner hanno esposto i risultati e le ricadute registrate. Il confronto tra le diverse realtà è stato ricco e positivo, consentendo di comprendere quanto il concetto ABC sia entrato a far parte integrante del lavoro che i partner svolgono nei propri contesti e riscontrando la sintonia con quanto sperimentano nelle proprie attività con denominazioni diverse, seguendo gli stessi principi e una logica coerente.
Nella seconda giornata è stata presentata l’analisi delle iniziative realizzate dai partner, è intervenuta anche Triinu Täht, del Dipartimento Salute Mentale del Ministero degli Affari Sociali estone, interessata a partecipare per conoscere le esperienze ABC nei vari paesi. La stessa ha poi apprezzato l’interlocuzione delle organizzazioni partecipanti al progetto con le proprie istituzioni. Le rappresentanti di Peaasi hanno sottolineato l’esigenza di valorizzare le esperienze che pur associate direttamente al progetto e al concetto ABC hanno un naturale percorso di realizzazione con altre denominazioni, nel caso estone Vitamine per la salute mentale. Proprio mentre il presidente ucraino Volodimir Zelensky passava vicino alla sala della riunione, Igor e Anastasia, i due rappresentanti ucraini nel progetto illustravano le azioni realizzate nel paese devastato dalla guerra. Kerttu e Sandra di Peaasi hanno spiegato che la loro sede prima di tutto vuole essere accogliente: è la mission di questo organismo d’ispirazione sociale e solidale. Nella stanza della riunione si accede togliendosi le scarpe, ed è così si stabilisce un’atmosfera più familiare e intima. Un tratto in sintonia con il concetto ABC per chi mira ad affrontare il disagio mentale. Anche l’Uisp sta promuovendo questo approccio, a livello nazionale, e attraverso le azioni pilota in tre regioni: Piemonte, Emilia-Romagna e Puglia. Sandra spiega: “L’atmosfera è molto importante, serve a fare sì che le persone percepiscano che qui siamo pronti ad ascoltarli. Per questo il divano, luci soffuse e calde, una teiera e una caffettiera sempre pronte”.
Nell’esperienza di Peeasi il concetto ABC ha una realtà consolidata alle spalle e porta un altro nome, “Vitamine per la salute mentale”, con cui da anni ormai promuove in Estonia iniziative per offrire aiuto alle persone che vivono disagio psicologico in una regione che fa i conti con alti livelli di suicidi. Basta dare uno sguardo alla mappa curata dall’OMS sui tassi di suicidio nel mondo per capire che questo è un dramma che accomuna ai livelli più alti anche Estonia e Svezia, due dei Paesi partner di questo progetto. L’Italia in questo quadro rappresenta al contrario uno dei tassi più bassi d’Europa. I dati mostrano un incremento con la pandemia e poi con la guerra che da queste parti per ragioni storiche viene vissuta con particolare angoscia e infine la crisi economica. Per questo la sollecitazione per le istituzioni e la società civile ad affrontare quella che è un’emergenza cronica è altissima. Peeasi ha presentato i propri metodi per aiutare le persone ad aprirsi: per rompere il ghiaccio gli operatori non partono mai da domande tipo “come stai? qual è il tuo problema?”, ma da “qual è il tuo cibo preferito?, Qual è il gioco che ti piaceva di più da bambino?”. Solo poi si arriva a “quando è stata l’ultima volta che hai fatto una passeggiata con qualcuno?”. Si tende cioè ad aprire un varco nei muri che le persone in difficoltà ergono. Il metodo è utilizzato anche tra colleghi. Quando si nota un segno di difficoltà o tristezza in uno di loro, ci si riunisce e si prova ad ascoltare. Un gesto che può risultare cruciale per affrontare un momento di angoscia, una maggiore riservatezza potrebbe trasformarsi in isolamento e solitudine e la spirale a quel punto sarebbe molto più difficile da interrompere. Per questo la parola d’ordine è prevenire. Con questa tappa si può dire che il progetto ABC sta concretizzando uno degli obiettivi dei progetti europei: lo scambio e la conoscenza delle buone pratiche da contesti sociali e culturali molto diversi fra loro. (Raffaella Chiodo Karpinsky)