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Change Makers: strumenti e buone pratiche per uno sport più inclusivo

Dal progetto europeo di cui Uisp è partner arrivano linee guida ed esempi replicabili per rendere lo sport un mondo sempre più accogliente

 

Proseguono le attività del progetto europeo Change Makers, coordinato da ISCA-International Sport and Culture Association e di cui Uisp è partner, con il secondo focus group dedicato alle politiche di contrasto alle discriminazioni e al tema del safeguarding.

Dopo il primo appuntamento, ospitato a Parma nel mese di giugno, il percorso ha fatto tappa a Roma lo scorso 6 luglio. All'incontro hanno partecipato dirigenti, collaboratori ed educatori sportivi del Comitato Uisp Roma, dando vita a un momento di confronto e condivisione di esperienze finalizzato a promuovere ambienti sportivi sempre più sicuri, inclusivi e rispettosi.
Attraverso una metodologia partecipativa, i partecipanti hanno condiviso idee, riflessioni, criticità e buone pratiche sulle politiche Uisp in materia di contrasto alle discriminazioni e safeguarding. La giornata si è articolata in diversi momenti di lavoro, a partire da una fase iniziale di mappatura della platea, utile a valorizzare ruoli ed esperienze dei partecipanti.
Successivamente, i presenti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro e coinvolti in un gioco di ruolo, pensato per esplorare punti di vista differenti, immedesimarsi nelle situazioni proposte e riflettere sugli elementi che favoriscono o ostacolano una gestione efficace dei casi. Nella parte conclusiva della giornata, ciascun gruppo ha presentato in plenaria i risultati emersi, condividendo le principali criticità individuate e le proposte ritenute più significative per affrontarle.
Il prossimo appuntamento del percorso è in programma a Matera nel mese di novembre. Per le iscrizioni clicca qui.

Strumenti per chi vuole fare la differenza: le risorse del progetto Change Makers
Il progetto Change Makers non si limita a parlare di inclusione e antidiscriminazione: produce strumenti concreti, pensati per chi lavora ogni giorno sul campo. Tra i materiali disponibili, due in particolare meritano attenzione — uno per chi vuole capire da dove cominciare, l’altro per chi cerca ispirazione da chi l’ha già fatto.

Linee guida per le politiche e le pratiche: un manuale per passare dalle parole ai fatti
Come si costruisce una politica antidiscriminatoria all’interno di un’organizzazione sportiva? Da dove si comincia? Il documento Linee guida per le politiche e le pratiche dei ChangeMakers risponde a queste domande in modo diretto e pratico, senza perdersi in astrazioni.

Il documento parte dalle basi — cos’è la discriminazione, come si manifesta, quante forme può assumere — e accompagna passo dopo passo le dirigenze e i team di leadership verso la costruzione di un sistema organizzativo capace di prevenire, riconoscere e affrontare episodi discriminatori. Non una lista di buone intenzioni, ma un percorso strutturato che tocca sei aree di intervento chiave: prevenzione, monitoraggio, segnalazione, salvaguardia, contrasto e lavoro di rete.

Per ciascuna area il documento non si ferma alla teoria: offre indicazioni operative, esempi ispiratori da organizzazioni europee e, soprattutto, un punto fermo da cui ogni realtà — grande o piccola, con esperienza o alle prime armi — può costruire il proprio percorso. Come recita il documento stesso: non si tratta di perfezione, ma di progresso. Il primo passo è sempre possibile.

La Inspiration Library: quando le buone pratiche diventano contagiose

Se le linee guida indicano la strada, la ChangeMakers Inspiration Library mostra che quella strada è già stata percorsa — e con risultati concreti. La Library è una raccolta di oltre 38 iniziative reali provenienti da organizzazioni sportive di base di tutta Europa, selezionate per la loro creatività, adattabilità e impatto. Non esempi di eccellenza irraggiungibile, ma esperienze che si possono davvero replicare: dalla Norvegia al Belgio, dalla Slovenia alla Germania, c’è una grande varietà di approcci, contesti e soluzioni da cui trarre ispirazione.

E la Uisp è ben rappresentata, con una serie di progetti nati nei comitati locali che dimostrano quanto lo sport possa essere uno strumento di cambiamento reale.

A livello nazionale, le Politiche contro la discriminazione e per la tutela e lo strumento Sentry Sport offrono rispettivamente un quadro di regole e codici di condotta per tutti i livelli dell’organizzazione e un corso online per imparare a riconoscere la discriminazione e accompagnare le vittime.

Dai comitati locali arrivano storie ancora più concrete. A Bologna, #GIOCHIamoMISTI – insideOut porta lo sport dentro le carceri e i centri di giustizia minorile, abbattendo muri — fisici e culturali — attraverso attività cooperative e non competitive. Sempre a Bologna, InformAzione forma tecnici sportivi, donne e persone LGBTIAQ+ per abbattere le barriere di genere nell’accesso ai ruoli sportivi e decisionali.

A Roma, Amica Acqua porta in piscina madri e bambini rifugiati e richiedenti asilo, trasformando l’acqua — che per molti è simbolo di trauma dopo la traversata del Mediterraneo — in uno spazio di cura e fiducia. Sempre nella Capitale, Cricket Roma ha creato una rete tra comunità di migranti provenienti da Sri Lanka, India, Pakistan e Bangladesh e cittadini italiani: il parco dove si gioca è diventato un luogo dove le differenze si trasformano in ricchezza.

In Emilia-Romagna, Cittadinanza Sportiva lavora con giovani stranieri e minori non accompagnati, usando lo sport come porta di accesso alla socializzazione e alla cittadinanza attiva. A Taranto, Gimme Five Baseball usa il baseball5 — uno sport che non richiede né grandi spazi né attrezzature costose — per includere migranti dal Sud America e dall’Asia in una città dove il tema dell’accesso allo sport è particolarmente sentito.

A Padova, INside porta l’attività motoria nelle strutture psichiatriche per adulti con disabilità cognitive, combattendo stigma e isolamento. A Torino, La piscina al femminile è nata nel 2009 da una richiesta semplice e concreta: donne con l’hijab che chiedevano di poter nuotare senza andare contro i loro dettami religiosi. Oggi è un progetto attivo da oltre quindici anni, aperto a tutte le donne che desiderano uno spazio acquatico senza sentirsi a disagio. In Trentino, WalK&Play for all usa il trekking urbano e le attività ludico-motorie per abbattere stereotipi e far conoscere il territorio a persone con background migratorio di tutte le età.

Sfogliare la Library significa scoprire che non si è soli — e che l’esperienza degli altri può diventare la leva per fare di più, ovunque si lavori. (Daniela Conti)