Ci sono le pedane, gli attrezzi, la preparazione atletica e il lavoro quotidiano delle società. Ma nella ginnastica ritmica crescere significa anche poter incontrare chi ha percorso strade importanti, confrontarsi con altre realtà e condividere esperienze. È quanto è accaduto nelle ultime settimane in Sardegna e a Milano, dove due iniziative promosse dalla Uisp hanno portato nelle palestre occasioni di formazione rivolte a giovani atlete e allenatrici, mettendo al centro non soltanto la crescita tecnica, ma anche il valore delle relazioni e dello stare insieme.
In Sardegna questo percorso si sviluppa all’interno di una rete che coinvolge nove associazioni distribuite sul territorio regionale, impegnate nei campionati e nella partecipazione a manifestazioni nazionali come Giocagin. Una rete che, nelle parole di Francesca Ravot, referente regionale ginnastica ritmica Uisp, rappresenta anche uno spazio di collaborazione tra persone che condividono da anni la passione per la ginnastica ritmica. "Siamo tornate nell'associazione dopo tanti anni - ha raccontato Ravot - e ci troviamo molto bene, collaborando attivamente con tante amiche e colleghe". È proprio da questo tessuto di relazioni che nascono occasioni come lo stage regionale organizzato a Decimomannu con Milena Baldassarri, ginnasta olimpica e protagonista di importanti risultati internazionali.
L’appuntamento, realizzato con la collaborazione di ASD Fenice, ha coinvolto circa 80 giovani atlete in una mattinata dedicata alla preparazione fisica e al lavoro con gli attrezzi. Un'occasione che Ravot descrive come un appuntamento ormai significativo nel percorso della ginnastica ritmica sarda: "Ogni estate ci piace invitare un'ex ginnasta olimpionica - ha spiegato - e da due anni viene Milena Baldassarri, portando il suo grande background internazionale a disposizione dello sport sociale". La presenza di un'atleta con una simile esperienza permette così alle più giovani di entrare in contatto non soltanto con nuove competenze tecniche, ma anche con una storia sportiva dalla quale trarre stimoli per il proprio percorso.
È un aspetto che emerge anche dal racconto della stessa Baldassarri, chiamata a condividere con le ragazze la propria esperienza e il percorso affrontato fin da giovanissima. Dietro i risultati e la ricerca della perfezione sulla pedana ci sono infatti anni di impegno, disciplina e determinazione, ma anche l’esposizione ad un livello di pressione da non sottovalutare: elementi che, in un appuntamento formativo, diventano parte stessa dell'insegnamento. "Ha raccontato le sue esperienze di quando era ginnasta, di quanto sia stato difficile portare avanti un percorso del genere da ragazzina. È andata via di casa a 13 anni per inseguire il suo sogno olimpico", dice Ravot.
La stessa dinamica si è sviluppata a Milano, durante una masterclass con Marta Pagnini, ex capitana delle Farfalle e medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici. Al Pero Sporting Club, la SDA Ginnastiche guidata da Adelaide Gallo ha riunito cinque realtà associative e oltre 60 giovani ginnaste per una mattinata di lavoro condiviso. Anche qui la presenza di una figura di riferimento della specialità è diventata l'occasione per trasmettere competenze, ma soprattutto per creare uno spazio nel quale ragazze provenienti da realtà differenti potessero allenarsi insieme, conoscersi e confrontarsi.
Il confronto, in questo caso, è partito proprio dalla pedana. Pagnini ha adattato il lavoro alle diverse esigenze delle partecipanti, offrendo stimoli alle ginnaste con differenti livelli di preparazione e permettendo alle allenatrici di condividere idee ed esperienze. Al termine della giornata, le ragazze sono state ringraziate per lo spirito con cui avevano partecipato all'allenamento: pur arrivando da società diverse e senza conoscersi, hanno saputo condividere il lavoro con entusiasmo e disponibilità reciproca. Un'esperienza che mostra come anche una lezione tecnica possa diventare un'occasione per abbattere distanze e costruire nuove relazioni.
È questo il filo che lega le due esperienze, nonostante la distanza geografica e le caratteristiche differenti degli appuntamenti. A Decimomannu come a Milano, la formazione parte dalla tecnica ma non si esaurisce nella tecnica: mette in circolo conoscenze, esperienze e relazioni. Una campionessa che racconta il proprio percorso, un'allenatrice che condivide il proprio lavoro, una giovane ginnasta che incontra coetanee provenienti da un'altra società diventano tutti elementi di uno stesso processo di crescita, individuale e collettivo.
Anche per questo la formazione rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la Uisp costruisce la propria idea di sportpertutti. Non soltanto la possibilità di migliorare un gesto tecnico o di confrontarsi con una professionista, ma la possibilità di fare esperienza dentro una comunità sportiva, incontrando persone e realtà differenti. La ginnastica ritmica racconta così, attraverso esperienze molto concrete, una formazione capace di andare oltre la singola lezione o il singolo appuntamento. È una crescita che non si misura soltanto sul risultato della pedana, ma anche nella capacità di riconoscersi parte di una comunità, di confrontarsi con gli altri e le altre, e di costruire insieme nuove opportunità attraverso lo sport. (Fonti: Uisp Sardegna e Uisp Milano)