Sono in corso di svolgimento a Taranto i XX Giochi del Mediterraneo. La manifestazione sportiva, che in fase di organizzazione ha vissuto anni molto travagliati, è iniziata il 21 agosto e terminerà il 3 settembre 2026. L’Italia è presente con una delegazione di 497 atleti e atlete, la più numerosa tra tutte le squadre presenti. Si gareggia in quattordici città della Puglia, comprese nell'area tra Taranto, Bari, Brindisi e Lecce.
Come ogni grande evento sportivo, c’è la possibilità di viverlo attraverso vari livelli e punti di osservazione, nella sua globalità e nei suoi aspetti più territoriali. Vedendo la cerimonia di inaugurazione, ad esempio, alla quale hanno partecipato gli atleti di 26 Paesi ci si chiede: perché mancano Israele e Palestina? La risposta, ci dicono, viene dalla storia: dal 1951, anno della prima edizione, è sempre stato così, i due Paesi non sono membri del CIJIM, il Comitato Internazionale dei Giochi del mediterraneo. Ma quest’anno non valeva la pena fare qualche sforzo in più per avere le loro bandiere, o almeno una rappresentanza simbolica? Visto che la pace, “un futuro condiviso”, l’inclusione e il dialogo sono stati al centro di tutti i messaggi e dei discorsi inaugurali?
A proposito di inclusione: a quando la possibilità di vedere anche ai Giochi del Mediterraneo la partecipazione di atleti con disabilità? Taranto poteva essere l’occasione giusta per sperimentare competizioni paralimpiche o integrate. Per provare a innovare, anche in questo caso, un modello organizzativo tradizionale, sebbene il tema dell’inclusione delle persone disabili sia stato discusso e introdotto nell’organizzazione dei Giochi, realizzando infrastrutture per consentire alle persone disabili di seguire le competizioni e accedere agli impianti. Un’occasione non pienamente colta, visto che dal punto di vista tecnico-regolamentare sono state sperimentate alcune innovazioni, con l’introduzione di nuove discipline (nuoto pinnato) ed altre dimostrative (Baseball5 e Kickboxing).
Il tema del rapporto tra sport per tutti e grandi eventi, a beneficio della comunità cittadina, è stato affrontato da Luca Augenti, presidente Uisp Taranto, ospitato in diretta da Città della TV e KiFra TV. Augenti ha auspicato che le strutture create per la manifestazione e il metodo di lavoro collegiale tra istituzioni e mondo sportivo possano contribuire a migliorare il volto della città, afflitta da molti problemi.
“I giorni di svolgimento di questi Giochi ci auguriamo rappresentino una svolta – ha proseguito Augenti - per poter affermare che la nostra città mette al centro i valori, le persone e gli sportivi. Si costruisce un forte spirito di squadra se ci si siede a un tavolo con le istituzioni politiche e sportive di questa città e si lavora in maniera trasversale, senza preconcetti provando a mettere in campo le competenze di ogni singola realtà”.
“L’Uisp mette a disposizione il suo patrimonio di competenze e di esperienze – ha detto Augenti – dimostrando che è possibile fare attività sportiva davvero inclusiva, per persone da 0 anni a 99 anni, nessuno escluso, tutti devono poter avere l'opportunità di fare di fare sport, devono avere la possibilità di di gioire e di creare relazioni e socialità”.
“La città ha bisogno di una di una politica dello sport inclusiva – ha concluso Augenti - Abbiamo bisogno che ogni impianto sia la casa delle associazioni di base del territorio, delle associazioni che portano avanti l'attività quotidianamente sui territori e non soltanto la casa delle grandi realtà”. (Ivano Maiorella)