Nazionale

La rigenerazione urbana passa dalla rigenerazione delle comunità

Se ne parla a Verona in occasione della Summer school di Cantieri ViceVersa dedicata alla transizione ecologica. L’intervento di Massimo Aghilar

 

Perchè lo sport sociale si ritrova ai tavoli in cui si discute e ci si confronta sulla rigenerazione urbana? Risponde Massimo Aghilar, responsabile politiche beni comuni e periferie Uisp, che negli ultimi due giorni ha affrontato l’argomento in due appuntamenti pubblici dedicati al tema.

“La nostra associazione si occupa di benessere, di relazioni, per noi lo sport è importante quando diventa una pratica sociale - ha detto Aghilar - perchè le pratiche collettive sono quelle che mettono in relazione le persone. Nei processi di rigenerazione vanno tenute in considerazione tutte quelle reti associative che presidiano e animano un territorio e, attraverso i loro interventi, costruiscono comunità, partecipazione, ascolto, coprogettazione e sono capaci di far vivere i luoghi”. 

Giovedì 25 e venerdì 26 giugno, si è parlato di rigenerazione nell’ambito di una discussione più ampia sulla transizione ecologica, a Verona, in occasione della sesta edizione della Summer school di Cantieri ViceVersa. L’iniziativa, promossa dal Forum Terzo settore e dal Forum per la Finanza Sostenibile, ha visto un’ampia partecipazione: oltre ottanta, tra rappresentanti del non profit e dei principali operatori finanziari, assicurativi e filantropici hanno preso parte alla due giorni, con l’obiettivo di far dialogare domanda e offerta di strumenti finanziari ed elaborare proposte condivise per rafforzare la capacità del terzo settore di generare impatto socio-ambientale con le proprie attività. Due, in particolare, i temi affrontati: la rigenerazione degli spazi urbani, da trasformare in luoghi dell’abitare fatti di servizi, relazioni, socialità, e adatti ad affrontare le conseguenze della crisi climatica, come le ondate di calore e i sempre più frequenti eventi meteo estremi e la transizione e l’indipendenza energetica, per rispondere, oltre che all’emergenza climatica, alla necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e contrastare la povertà crescente delle famiglie, continuando a offrire, in maniera sostenibile, servizi alla collettività. GUARDA LA DIRETTA DEL 25 GIUGNO

Davanti ad un pubblico composto da rappresentanti del terzo settore, operatori finanziari, assicurativi e filantropici, stakeholder, imprese e istituzioni, Massimo Aghilar ha ricordato che la rigenerazione urbana non ha una scadenza ma va continuata e coltivata nel tempo: “La questione urbana riguarda tutti noi, non esistono piani di rigenerazione dello spazio pubblico che prevedano interventi solo dal punto di vista fisico, perchè si tratta di un percorso che deve essere accompagnato da processi di coprogettazione che facciano entrare in gioco la voce e i desideri delle persone. In questa ottica è necessario ragionare di futuro desiderabile e visioni comuni: le sfide urbane contemporanee richiedono la capacità di integrare trasformazioni fisiche, sviluppo di comunità e innovazione democratica. La qualità urbana non dipende soltanto dalla disponibilità di risorse economiche o infrastrutture materiali, ma dalla capacità di costruire alleanze, attivare energie civiche, valorizzare le infrastrutture sociali e promuovere forme avanzate di collaborazione tra istituzioni e cittadini”.

“Sono molti gli strumenti che possiamo utilizzare per valutare gli effetti e le ricadute dei processi rigenerativi - ha proseguito Aghilar - ritengo molto interessanti quelli che provengono dalla prospettiva dell’urban health, che è stata inserita anche nel Piano nazionale delle prevenzione. Questo criterio valuta la qualità urbana e della vita delle persone attraverso una serie di indicatori che prendono in considerazione anche fattori come la bellezza dei luoghi o il tipo di relazioni che vi si instaurano, ponendosi domande come quanto sono sole le persone, quanto possono accedere a cultura e sport, e così via. E’ anche importante parlare di valutazione d’impatto generazionale: quello che facciamo che impatto avrà sulle prossime generazioni?”.

GUARDA L'INTERVENTO DI MASSIMO AGHILAR

Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore: “In un contesto di crisi climatica e di forte aumento della povertà energetica delle famiglie, Cantieri ViceVersa focalizza l’attenzione sugli obiettivi e le possibilità di rigenerazione ambientale degli spazi che viviamo. In questo senso, la Summer school è in continuità con quella dell’anno scorso che aveva come focus la riqualificazione, a fini sociali, degli immobili inutilizzati e dei beni confiscati. Proprio la capacità di coniugare l’aspetto ambientale con quello sociale, in linea con quanto chiede l’Agenda 2030 dell’Onu, deve contraddistinguere l’azione del  terzo settore ma, affinché questo sia possibile, servono strumenti finanziari e politiche di sostegno adeguate”.

Mercoledì 24 giugno la questione era stata affrontata dal punto di vista dell’architettura urbana con il convegno “Oltre l’eclissi della questione urbana in Italia”, che si è tenuto a Roma organizzato dall’Inu-Istituto nazionale di urbanistica, in occasione della Giornata delle periferie, a cui ha partecipato Massimo Aghilar. 

L’Inu ha avviato un percorso condiviso per elaborare i contenuti dell’Agenda Urbana Nazionale e i principi di una legge quadro per il governo del territorio, nell’ambito di un confronto che si svilupperà in momenti tematici e gruppi di lavoro. Si parte dalla consapevolezza che la questione urbana ha assunto ormai un’urgenza e una centralità, per gli interessi del Paese, che va ben oltre l’esigenza di adeguare gli strumenti tecnici, come ha detto il presidente dell’INU, Michele Talia: “Il governo della città è una grande questione politica, perché non dipende più dal ricorso a meccanismi spontanei: si avverte l’esigenza di ricorrere a scelte collettive consapevoli ed è evidente la necessità di affrontare conflitti redistributivi legati a casa, rendita, energia e opportunità di lavoro. Senza una politica per la città, e senza un ordinamento chiaro e responsabile, il governo del territorio è destinato a ridursi a gestione dell’emergenza. Per questo le due proposte, la compilazione di un’Agenda Urbana e una legge quadro per il governo del territorio, rappresentano una priorità strategica per la qualità delle politiche pubbliche e per il futuro del Paese”.

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