L’invecchiamento della popolazione, non è solo una sfida ma rappresenta una straordinaria opportunità per ripensare i modelli di sviluppo, benessere, inclusione e sostenibilità. Come fare? Questa è l’idea base del progetto Age, promosso e coordinato da Uisp, che nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 maggio ha riunito a Roma i rappresentanti dei 28 Comitati Uisp, tra regionali e territoriali, che saranno protagonisti del progetto che andrà avanti sino a marzo del prossimo anno. L’incontro, realizzato nell’ambito dell’azione progettuale Age Academy, dal titolo “Sport come infrastruttura sociale ed economica a supporto della Silver Economy” è stato aperto da Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp: “Vogliamo consolidare una visione, non solo osservare le trasformazioni ma mettersi in gioco per essere protagonista di uno dei cambiamenti epocali del nostro tempo. Entro il 2051 le persone over 65 saranno un terzo della popolazione. Leggere questa tendenza con le lenti del futuro significa pensare alla Silver economy in termini di lavoro, salute e qualità della vita. Straordinarie opportunità generative di partecipazione, capaci di valorizzare le competenze e tenere vive le nostre comunità”.
Nell'ambito del panel “Sport e Silver Economy: infrastruttura sociale, sviluppo economico e nuove competenze”, coordinato da Vincenzo Manco, responsabile Centro Studi e Ricerca Uisp, sono intervenuti Rossana Ciuffetti, direttrice Sport Impact Sport e Salute SpA; Domenico Pantaleo, presidente nazionale Auser/esecutivo Forum Nazionale del Terzo Settore; Valeria De Martino e Cinzia Castagnaro, Prime Ricercatrice Istat; Pietro Checcucci, coordinatore scientifico e ricercatore INAPP; Loredana Barra, responsabile Dipartimento Formazione e Sviluppo Uisp.
(ASCOLTA L'AUDIO DEL SECONDO PANEL)
In apertura del confronto Vincenzo Manco ha ricordato che con il progetto Age l'Uisp intende fare un passo avanti nelle strategie per l'invecchiamento attivo, affiancando alle proposte per promuovere la salute e l'autonomia, strutturate da anni in tutta l'associazione, un processo di sviluppo e sostegno alla silver economy: "Grazie a questo intervento, alla formazione che metteremo in campo e alle reti che strutturemo - ha detto Manco - cominciamo a prefigurare una persona over 65 attiva e protagonista nella comunità di cui fa parte, ma anche capace di produrre opportunità professionali e occupazionali, promuovendo un sistema di crescita e opportunità di sviluppo per la nostra rete associativa. Inoltre, Age ci permetterà di rafforzare le alleanze territoriali e sociali e di attivare nuove filiere economiche legate alla silver economy".
Rossana Ciuffetti, ha confermato che che anche per Sport e Salute si tratta di un argomento all'ordine del giorno: "E' la necessaria presa di coscienza di dove sta andando la nostra società - ha detto Ciuffetti - i dati sulla sedentarietà ci consolano un po', con un + 24,1% di persone che praticano sport rispetto al 2015, ma dobbiamo darci un obiettivo sui numeri delle persone da far muovere, perchè la crescita di questa quota della popolazione comporta un risparmio per il Servizio sanitario nazionale. In questa fase, Sport e Salute, insieme al ministro per lo sport e le politiche giovanili Andrea Abodi, sta incontrando gli assessori regionali allo sport per lavorare tutti insieme, partendo dai dati su pratica, impianti, statistiche demografiche al fine di orientare gli investimenti in base alle esigenze dei territori. A questo sforzo va aggiunto un valore aggiunto per facilitare l'adesione al movimento: occorre promuovere socialità e relazioni. Le università con cui collaboriamo ci invitano a parlare di sport non come farmaco ma come gioia di vivere, piacere, relazione. In questo momento sta avvenendo un cambio culturale: prima c’erano solo lo sport di vertice e quello di base rappresentato benissimo da voi, culturalmente lo sport era visto soprattutto per l’agonismo. Oggi si parla di pratica sportiva e motoria, i cui benefici per la salute sono confermati scientificamente, dobbiamo far fare sport a tutti e per questo accanto all’allenatore ci deve essere l’educatore che propone lo sport sociale, una figura nuova per noi ma sicuramente non per voi".
Associazioni e società sportive di base sono coinvolte da tempo nella promozione dell'invecchiamento attivo, il terzo settore nel suo complesso è protagonista di questo approccio, ma basterà a strutturare un nuovo modo di affrontare il problema. Se lo è chisto anche Domenico Pantaleo, di Auser: "Il Paese è pronto ad affrontare la complessità di questo tema e delle questioni che ci stiamo ponendo qui insieme? - ha detto - ci sono tante forze che si muovono che però fanno fatica a diventare sistema: modelli vecchi sono inadatti ad affrontare le dinamiche del tutto nuovo che ci troviamo di fronte. Serve un approccio nuovo, in grado di rispondere alle domande che emergono dalla società invece di offrire prodotti preconfezionati e questo cambiamento di paradigma può avvenire solo se saremo capaci di riconnettere tante esperienze che già esistono, integrando strategie e approcci. I problemi degli anziani sono la solitudine, la rottura delle relazioni sociali, perchè i soggetti non produttivi vengono emarginati; quindi la disperazione. Lo sport è una delle risposte possibili per affrontare queste dimensioni del problema, ma in generale le esperienze più innovative e significative vengono proprio dal terzo settore. Strumenti importanti in questa ottica sono la coprogettazione e la coprogrammazione: partire dai bisogni e dare insieme le risposte che possono portare benessere alle persone, in particolare promuovendo la partecipazione, per rendere le persone coprotagoniste delle pratiche che si propongono".
Un quadro scientifico e confermato dai dati al cambiamento demografico è stato fornito dalle ricercatrici Istat, Valeria De Martino e Cinzia Castagnaro, che hanno ricostruito i cambiamenti avvenuti nella società italiana nell'ultimo secolo. "L'invecchiamento della popolazione è lo squilibrio generazionale che si crea per l'eccesso di popolazione anziana rispetto alla giovane - ha spiegato Cinzia Castagnaro, Prime Ricercatrice Istat - La longevità è destinata ad aumentare, con gli uomini che si avvicinano alle aspettative di vita delle donne, diminuendo il distacco degli anni scorsi. I cicli di vuita sono cambiati, l'adolescenza si è allungata e si diventa adulti sempre più tardi: questo toglie tempo di vita proprio a questa fascia di età che in poco più di vent'anni deve compiere tutte le scelte e i passaggi che prima si facevano in quaranta".
"Ci siamo chieste quali fossero le caratteristiche di questa silver economy e abbiamo analizzato la spesa pubblica per funzioni - ha aggiunto Valeria De Martino, Prime Ricercatrice Istat - una quota molto elevata è destinata al finanziamento degli interventi di protezione sociale, che in gran parte confluiscono nella funzione di vecchiaia, finalizzata a garantire il benessere di questa fascia di popolazione. Le varie spese per le famiglie over 65 hanno avuto un incremento negli ultimi anni, per alloggi e cura della persona: facendo il confronto con le famiglie giovani abbiamo notato che quelle giovani hanno più difficoltà economiche rispetto a quelle di anziani. I nuovi anziani sono un'energia rinnovabile che esiste e rappresenta sicuramente un costo per la comunità ma allo stesso tempo rappresenta anche un motore economico e sociale, perchè hanno un'alta capacità di spesa che può essere orientata su nuovi mercati, quali la salute e la sport".
Di dinamiche demografiche e mercato del lavoro ha parlato Pietro Checcucci, coordinatore scientifico e ricercatore INAPP-Istituto Nazionale per le Analisi delle Politiche Pubbliche: "Abbiamo superato da tempo il dividendo demografico, quella fase in cui l'evoluzione demografica sostiene lo sviluppo economico - ha detto Checcucci - ora le condizioni sono molto cambiate. Al giorno d'oggi, prolungando l'attività lavorativa abbiamo spostato in avanti questa soglia: i lavoratori over 50 sono diventati prevalenti rispetto alle altre fasce. Il problema che ci si pone è se questo spostamento sia sostenibile. Dobbiamo promuovere una narrazione diversa dell'age management, afferrando le prospettiva di crescita della silver economy, nonostante pregiudizi e disuguaglianze, ma valorizzando innovazioni tecnologiche. Un ruolo strategico può averlo il terzo settore".
Le conclusioni della giornata sono state affidate alla responsabile Formazione e ricerca Uisp, Loredana Barra: "Per noi lo sport è la gioia di fare movimento, ma da tanto tempo ci hanno insegnato che lo sport va vissuto come una sequenza di numeri o come la meccanica di un gesto perfetto, quindi che l'efficienza è tutto - ha detto Loredana Barra - Ma l'Uisp è pronta ad accettare la sfida, ad inventarsi approcci e soluzioni, perchè lo fa da sempre, anche anticipando i tempi. Abbiamo pochi giovani e tanti anziani che vivono realtà completamente diverse, ma sono accomunati da isolamento e invisibilità e schiacciati emotivamente da ansia e preoccupazione. Il progetto Age nasce proprio per ricucire questo strappo: l'obiettivo non è semplicemente far muovere gli anziani per la salute, ma passare dalla meccanica del movimento alla socialità dell'incontro. Chi viene nelle nostre palestre lo fa per sentirsi visto, riconosciuto, utile, parte di una comunità, cosa che gli anziani troppo spesso vanno a perdere. E' una grande responsabilità che siamo pronti ad assumerci". (A cura di Elena Fiorani)