Movimento e sana alimentazione, questa è la formula al centro del progetto nazionale Edusport - Percorsi di educazione alimentare e sportiva per stili di vita attivi, promosso dall’Uisp con il sostegno del Dipartimento per lo Sport. L'evento finale del progetto si è tenuto questa mattina a Roma, presso l’impianto sportivo Fulvio Bernardini.
“Siamo molto soddisfatti di aver coinvolto per un anno circa 600 studenti delle elementari di sette città italiane – ha detto Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - Trasmettere stili di vita sani e attivi sin dalla più tenera età è compito anche dello sport, come agenzia educativa, al fianco di scuola e famiglie”. “Muovere il futuro", titolo della giornata finale, è stata l’occasione per esporre i risultati del progetto e per replicare giochi e tecniche sperimentati dalle alunne e dagli alunni nel corso dell’anno.
Come avviene l’educazione attraverso il gioco? Fabio Lucidi, prorettore di Sapienza, Università di Roma: “Bisogna creare occasioni, rendere più facili delle scelte che riteniamo opportune. È importante sollecitare la molla del guadagnare salute. Che cosa significa farlo con adulti lo sappiamo. Ma, che cosa significa farlo per i bambini? La motivazione è qualcosa di estremamente individuale ma poggia su bisogni sociali, relazioni positive, senza rispondere a comportamenti obbligati. Tutti abbiamo bisogno di sentirci competenti. Anche i bambini”.
Rossana Ciuffetti, direttrice Area Sport Impact di Sport e Salute: “Stiamo operando per favorire l’accesso allo sport in tutte le età della vita. Se guardiamo i dati della pratica sportiva diffusa ci accorgiamo che il numero dei praticanti è in costante aumento”. Massimiliano Maselli, assessore all’Inclusione sociale, servizi alla persona e terzo settore della Regione Lazio: “Per raggiungere obiettivi di promozione della salute dobbiamo puntare all’integrazione socio-sanitaria anche attraverso il contributo dei soggetti del privato sociale e del terzo settore. Le Regioni devono esprimere una visione e devono programmare. Consapevoli della complessità del welfare nel Lazio abbiamo messo in campo una serie di azioni integrate”.
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Per Barbara De Mei dell'Istituto Superiore di Sanità “la costruzione di una sana alimentazione già dall’infanzia non può avvenire attraverso i divieti. Perciò è importante che l’educazione diventi una scelta e la scelta diventi abitudine”. “Il corpo è il principale veicolo attraverso il quale i bambini divengono consapevoli della vita, già dai primissimi anni”, ha detto Laura Musumeci, dirigente della Direzione generale dei corretti stili di vita del Ministero della salute.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Michele Zacchilli, del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione di Sapienza, Università di Roma che in collaborazione con la collega Barbara Cozzali, ha studiato i giochi da proporre a bambini e bambine e poi analizzato le idee nate sul territorio per legarle insieme e lasciare proposte ludiche ripetibili e adattabili a vari e nuovi contesti. "La scienza ha verificato ormai da tempo che per i più piccoli il gioco è uno strumento perfetto per l'apprendimento - ha detto Zacchilli - oggi dai racconti delle attività del territorio abbiamo avuto la dimostrazione di questa affermazione. Il coinvolgimento, la creatività, il divertimento, hanno messo in moto processi cognitivi importanti, utili all'acquisizione di sani e corretti stili di vita per bambine e bambini".
"In questa giornata, grazie ai contributi die nostri referenti locali e degli esperti abbiamo messo insieme tanti nuovi pezzi di un puzzle - ha detto in conclusione Massimo Gasparetto, responsabile politiche per la Promozione della salute e welfare Uisp - il nostro obiettivo è far diventare sistema, di alleanza e di scopo, il nostro sogno della promozione della salute e del benessere attraverso lo sport".