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Sport e media: la comunicazione sociale all'Università di Cassino

Dal 7 al 10 luglio l’Università di Cassino e del Lazio meridionale ha ospitato un modulo didattico che ha messo al centro lo sport come media

 

Sport e media è il titolo del modulo didattico che la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale ha sperimentato in questa settimana, le lezioni si sono tenute tra il 7 e il 10 luglio ed al centro hanno collocato lo sport sociale e per tutti e le sue potenzialità narrative. Per raffigurare il fenomeno sportivo e la sua complessità è stata adottata simbolicamente la figura di un prisma, figura geometrica poliedrica, che ha la proprietà di deviare i raggi luminosi e scomporre la luce bianca nei colori dell’arcobaleno. Passando attraverso il prisma la luce bianca dà luogo ad una visione varia, sfaccettata e molteplice.

Lo sport è un media. È molto flessibile, si adatta ai tempi e ai valori, per questo trasmette i valori che ci mettiamo dentro. Il fenomeno sportivo è un palcoscenico che diventa anche spettacolo e, al tempo stesso, è un’arena per tutti e per tutte, al centro ci sono uomini e donne che hanno l’opportunità di rompere  il diaframma tra protagonista-campione e spettatore. La massa dei praticanti è formata da protagonisti del fenomeno sportivo.

“Mentre in teatro lo spettatore è solo osservatore, nello sport è un attore”, diceva Roland Barthes, linguista e semiologo francesce, 1915-1980. Gli uomini e le donne diventano protagonisti perchè, oltre all’identificazione simbolica c‘è quella fisica. Per questo è molto importante il corpo e l’espressione corporea nel rapporto tra sport e media.  

"Questo fatto sociale totale” (Marcel Mauss), ha incontrato un altro fenomeno sociale globale: l’evoluzione del ruolo dei media (sociale e tecnologica) come frutto dell’industrializzazione. Questo incontro ha generato la mediatizzazione dei grandi eventi sportivi. Il racconto mediatico è il riflesso di una selezione: solo l’alto livello, quello più spettacolare, viene rappresentato. Il racconto dello sport ignora abitualmente tutto il resto, con un cono d’ombra sulle storie di tutti i giorni. C’è bisogno di una nuova metrica del racconto mediatico, capace di rappresentare tutto lo sport, tutti i colori che il prisma-sport riesce a riflettere. Non soltanto un colore, quello dello sport campionistico, ma tutto lo sport, tutti i suoi protagonisti, le loro storie e motivazioni. Questa nuova narrazione può avere come punto di forza l’incontro tra sport e terzo settore. Si chiama: comunicazione sociale, raccontare lo sport attraverso il sociale. Raccontare il sociale attraverso lo sport.

Questa nuova narrazione presuppone un nuovo linguaggio (rispetto delle fragilità, no stereotipi), un nuovo immaginario (lo sportpertutti si fa media), con un obiettivo: diventare tutti consapevoli del problema. “Lo sport è uno specchio apparentemente deformante, in realtà fedele, in cui si riflettono i mali del paese e gli aspetti positivi. Che fare? Innanzitutto diventare consapevoli del problema”, afferma Franco Ferrarotti in “All’ultimo stadio”, intervistato da Oliviero Beha (Rusconi, 1981).

Nel modulo didattico Sport e Media c’è stata molta cultura dello sport sociale e per tutti e molta Uisp. Perché? Il corso ha preso le mosse da questa considerazione che conclude il Manuale di sociologia dello sport e dell’attività fisica scritto nel 2013 da Nicola Porro e Stefano Martelli, edito da Franco Angeli: “L’innovazione radicale sperimentata dall’Uisp tra gli anni ’80 e ‘90, nel passaggio tra organizzazione politicamente collaterale di sport popolare ad associazione di sport per tutti, ispirata ai diritti di cittadinanza in un sistema di welfare. La pratica fisica rappresenta una metafora della modernità, in cui convivono domande individuali di significato e di espressività e risposte collettive”.

Nel modulo didattico Sport e media, il racconto giornalistico sportivo, l’industria dei media e dello sport, coordinato da Ivano Maiorella e Fabrizio Minnella, aperto dal prof. Simone Di Gennaro, presidente del corso di Laurea della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Cassino, sono intervenuti: Nicola Porro: La sociologia dello sport, i media, le tendenze del fenomeno sportivo; Carlo Paris: Tv e giornalismo sportivo, la telecronaca, l’evento sportivo con gli occhi della televisione; Francesca Spanò: Comunicare lo sport sociale e per tutti attraverso i video; Carlo Albertazzi: Radio e giornalismo sportivo, l’evoluzione del racconto sportivo in radio; Luciano Minerva: L’intervista: tecniche e modalità giornalistiche; Nicola Fornasari: Comunicare con la comunità territoriale attraverso un evento sportivo non competitivo. Il caso della “Strabologna”.

Nella giornata di giovedì 9 luglio su "Lo sport comunica attraverso le sue molteplici potenzialità espressive, i corpi in movimento, l’arte, il gioco", sono intervenuti: Massimo Gasparetto: "Il corpo comunica, sai ascoltarlo?; Giuseppe Smorto: Scrittura e storie di sport. Il racconto sportivo. “I quattro Gianni”: esempi di stile narrativo; Giuseppe Sansonna: Sport e cinema, che cosa comunica lo sport attraverso il cinema?; Marta Giammaria: Il ruolo della progettazione, nazionale ed europea. iIvalori diventano progetti; Fabrizio Federici: Che cos’è la danza? come comunica la danza? danza è arte o sport?; Vincenzo Manco: Il ruolo del safeguarding. I diritti da salvaguardare per permettere a tutti e a tutte di esprimersi in sicurezza; Valerio Piccioni: Giornalismo sportivo e poesia dello sport. Da Pasolini a Miguel Sanchez.

Lo sport come infrastruttura sociale. sviluppo storico, tendenze sociali, modello organizzativo è stato il tema al centro dlel'ultima giornata di formazione, venerdì 10 luglio. Sono intervenuti: Sergio Giuntini: Contesto storico, lo sviluppo dello sport popolare, il ruolo dell’associazionismo sportivo nel sistema sportivo, lo sport olimpico; Daniela Conti: Il contesto internazionale dello sport per tutti, il significato della cooperazione internazionale attraverso lo sport; Marco Pastonesi: L’epopea della bici, la storia dello sport segue quella dell’industrializzazione italiana; Tiziano Pesce: Sport e terzo settore: il valore sociale dello sport. Ivano Maiorella e Fabrizio Minnella hanno poi concluso il modulo didattico. (di I.M.)