I recenti Campionati Europei di nuoto (Parigi, 31 luglio-16 agosto) e di atletica (Birmingham, 10-16 agosto), ma anche quelli di pallavolo femminile in corso di svolgimento, stanno mettendo sotto gli occhi di tutti il valore degli atleti e delle atlete nere. Se lo sport ingrana una marcia in più, dal punto di vista spettacolare e tecnico, è soprattutto grazie a loro. Questo è un tema oggettivo, messo in evidenza da tempo anche nel calcio. Lo affronta in questi giorni Richard Sudan sulle colonne di The Voice, organo di informazione londinese che dal 1982 si rivolge principalmente alle persone nere residenti in Gran Bretagna.
L’articolo si intitola “I giocatori di colore hanno contribuito a rendere il calcio quello che è oggi” e lancia un allarme: nonostante la notorietà e la bravura degli atleti neri, il fenomeno del razzismo non si placa e affiora in vari modi.
Si tratta di un odio che prende diverse forme, sugli spalti del supersport, nei campetti di periferia e nei social network, soprattutto nei commenti spesso anonimi. Sì, anche nelle serie minori, il problema emerge in forme diverse, per questo sono importanti progetti come Monitora promossi dall’Uisp insieme ad altre associazioni come Lunaria o agenzie istituzionali come Unar-Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali, che hanno visto nascere in Italia l’Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni nello sport. Mai minimizzare, ribadisce l’Uisp, né in campo, né fuori: numerose sono le attività, in varie città, all’interno della campagna Almanacco delle iniziative antirazziste Uisp, come l'edizione umbra dei Mondiali Antirazzisti, che si terrà dal 10 al 12 settembre a Spoleto (Pg) con un torneo di calcio a 8.
Una tre giorni di sport all’insegna dell’inclusione con lo scopo di costruire una comunità senza confine alcuno. La manifestazione si terrà presso il Centro Sportivo di S. Nicolò in via Pietro Falchi e Spoleto, dal 10 al 12 settembre, mentre la premiazione della squadra vincitrice si terrà il 13 settembre durante la festa della Cooperativa Il Cerchio.
Le stesse Paola Egonu e Myriam Sylla, in questi giorni impegnate con le azzurre di pallavolo, alcuni mesi fa denunciarono il fatto che continuavano ad essere bersagliate sistematicamente da messaggi razzisti, nonostante registrassero alcuni passi in avanti nel nostro Paese. “Miseri episodi di razzismo nello sport”, li ha definiti il presidente Mattarella.
“Non sono un esperto di calcio, ma i giocatori di colore hanno contribuito a rendere il calcio quello che è oggi”, scrive Sudan su The Voice. “Il calcio è politica e offre un interessante punto di incontro con temi come razza, classe sociale ed economia. Il Crystal Palace è sempre stata una squadra multiculturale, e lo adoro proprio per questo. Nonostante il calcio sia diventato negli anni un panorama molto più dinamico e diversificato, proprio come il Regno Unito, dobbiamo rimanere cauti e vigili”.
Nel Mondiale che si è recentemente concluso, la nazionale inglese ha raggiunto livelli molto alti, non succedeva da tempo, scrive Sudan: “Vedere i nostri giovani e talentuosi Leoni Neri guidare la carica è stato motivo di grande orgoglio per moltissimi di noi. La dignità e la grazia con cui si sono comportati fuori dal campo, in pubblico, sono state un vero esempio per tutti i giocatori, a prescindere dal colore della pelle”.
“Indubbiamente, negli anni sono stati fatti dei progressi nel mostrare il razzismo come un cartellino rosso nel calcio. Ma non sono stati fatti abbastanza. Per molti di noi, come ci ricorderanno i nostri anziani, c'è stato un tempo in cui non c'erano praticamente giocatori di colore in campo. La situazione è cambiata, ma dobbiamo ancora vedere le posizioni dirigenziali e i consigli di amministrazione riflettere questo cambiamento”.
“Dobbiamo sostenere i giocatori di colore in ogni modo possibile. Quando subiscono razzismo dentro e fuori dal campo, dobbiamo mobilitarci al loro fianco, difenderli e pretendere che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni e, se necessario, perseguiti, proprio come in qualsiasi altro ambiente di lavoro”. Proprio così: contro il razzismo mai abbassare la guardia, mai minimizzare, i diritti sono di tutti. (Ivano Maiorella)