Nazionale

Uisp sulla Rai con la Partita con mamma e papà a Sollicciano

Una mattinata di gioco e sportpertutti nella casa circondariale fiorentina per tutelare il diritto all'affettività. Uisp Firenze partner dell'iniziativa

 

La Rai ha dedicato un intenso servizio alla seconda edizione de La partita con mamma e papà, iniziativa ospitata all'interno della casa circondariale di Sollicciano a Firenze, alla cui organizzazione ha collaborato anche Uisp Firenze. L'evento, organizzato in stretta collaborazione con la direzione dell'istituto e l'associazione Bambinisenzasbarre, ha trasformato nella giornata di lunedì 8 giugno, gli spazi della struttura in un luogo di incontro e coesione sociale, restituendo il diritto al gioco a padri e madri insieme ai propri figli. Le telecamere della televisione pubblica hanno documentato una mattinata dove il pallone è diventato il collante per rafforzare i legami familiari attraverso quest’iniziativa di cittadinanza attiva.

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Il progetto si inserisce in un percorso più ampio volto a tutelare i diritti affettivi e relazionali di chi vive l'esperienza della detenzione. "Si tratta di un'iniziativa importante che fa parte dei progetti legati alla genitorialità - ha spiegato Valeria Vitrani, direttrice della struttura fiorentina - è il secondo anno con Bambinisenzasbarre e quest'anno vede la partecipazione di dieci detenuti, con bimbi dai quattro mesi ai diciotto anni". Un concetto di partecipazione condivisa ribadito anche da Floriana Battevi, vicepresidente di Bambinisenzasbarre, che ha evidenziato la forza aggregativa dello sportpertutti: "dove il campo lo permette si fa la partita. Dove il campo è un po' così e così, si fanno dei giochi, ma l'importante è giocare insieme".

La giornata di festa si innesta nel profondo radicamento sul territorio di Uisp Firenze, che da oltre quindici anni promuove la pratica motoria negli istituti penitenziari cittadini, tra cui la struttura Mario Gozzini. Da questo lungo impegno è nata la Polisportiva Solliccianese, una vera e propria squadra dai colori sociali verde e giallo, che organizza tornei di pallavolo femminile e competizioni di calcio a undici, come il campionato interno intitolato allo storico educatore Nicola Zuppa. Le attività comprendono anche l'adesione alla storica manifestazione Vivicittà, la corsa per i diritti e l'ambiente che abbatte metaforicamente le sbarre unendo i detenuti alla comunità esterna.

La transizione sportiva promossa dall'associazione all'interno del carcere genera un impatto concreto sul benessere psicofisico, offrendo alle persone private della libertà uno scopo e una programmazione quotidiana che favoriscono la rieducazione e riducono l'uso di terapie farmacologiche. "Lo sport è anche questo - ha raccontato Alessandro Pelli, responsabile del settore calcio del Comitato territoriale fiorentino Uisp - un padre che gioca con il proprio figlio è una situazione veramente bellissima. In questo caso, in cui hanno pochissime possibilità di vedersi durante la settimana, avere un'opportunità del genere credo sia importantissimo". Un modello di emancipazione che restituisce dignità attraverso l'attesa, l'allenamento e la cura degli spazi di gioco.

L'iniziativa si ispira ai principi della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti. "È un momento di incontro e di relazione - ha sottolineato Irene Cantarella, funzionaria della casa circondariale - che consente di favorire l'affettività, anche quando questi padri o queste madri sono persone detenute". 

A concludere il servizio, arrivano le parole di una delle persone private della libertà personale, protagoniste attive sul campo insieme alle proprie famiglie: "Io sono contento di essere con i figlioli, che bella giornata è passata insieme a loro. Speriamo che Dio mi aiuti a tornare da loro". (Lorenzo Boffa)

Foto: pagina Facebook Bambini senza sbarre